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Giuntoli Accardi NapoliGetty

Chi è Pietro Accardi, il direttore sportivo nel mirino del Napoli per il dopo Giuntoli

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Una nuova sfida all’orizzonte. Voltare pagina e ripartire con una nuova sfida. Le strade del Napoli campione d’Italia e di uno dei grandi artefici del terzo Scudetto, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, potrebbero dividersi a breve.

Dopo otto anni all’ombra del Vesuvio, culminati con il trionfo in questa stagione degli azzurri a 33 anni di distanza dall’ultima volta, l’ex Carpi è tentato dal corteggiamento della Juventus, a caccia di un nuovo direttore sportivo e pronta ad andare all’assalto proprio del dirigente dei partenopei.

Una storia d’amore iniziata nel 2015 fino al trionfo al termine di un lungo percorso in cui Giuntoli è riuscito a inserire i tasselli giusto e soprattutto sostituire i partenti con profili meno conosciuto ma in rampa di lancio, come accaduto in questa stagione con gli innesti di Kim MinJae e Kvaratskhelia al posto di Koulibaly e Insigne.

Nel caso in cui dovesse concretizzarsi l’ipotesi dell’addio di Giuntoli al Napoli, il nome caldo in casa partenopea è quello di Pietro Accardi, attuale direttore sportivo dell’Empoli.

A suggerirlo al presidente De Laurentiis pare sia stato lo stesso Giuntoli, che nutre grande stima per il giovane collega. Giovane, in rampa di lancio e pronto al grande salto: un profilo che corrisponde perfettamente con i parametri del numero uno del club partenopeo, sulla falsa riga della scelta fatta otto anni fa con l’arrivo dello stesso Giuntoli dal Carpi.

Ma chi è Pietro Accardi, il possibile sostituto di Giuntoli alla direzione sportiva del Napoli?

  • LA CARRIERA DA CALCIATORE

    Pietro Accardi muove i primi passi nel mondo del calcio nel Palermo, la squadra della sua città. Nella formazione rosanero fa le giovanili fino agli allievi, prima del passaggio al Marsala per il grande salto il prima squadra.

    Protagonista di una buona stagione 1999/2000, torna al Palermo e vive le due promozioni, dalla Serie C alla Serie B e dalla Serie B alla Serie A.

    Con la maglia rosanero non riesce ad imporsi subito, disputando inizialmente un numero esiguo di partite. Arriveranno l’esordio in Serie A, nel match contro la Reggina della stagione 2004/2005, l’amata della prima qualificazione del Palermo in Coppa UEFA.

    Nel campionato successivo esordisce in Europa il 24 novembre 2005, in casa dell’Espanyol ma un brutto infortunò condiziona la stagione di accordi, che totalizza 12 apparizioni tra Serie A, Coppa Italia e Coppa UEFA.

    Nell’estate 2006 passa alla Sampdoria nell’ambito di una maxi operazione che vede coinvolti anche Diana, Terlizzi e Bonanni.

    All’ombra della Lanterna, Accardi si guadagna un posto da titolare prima nel ruolo di terzino sinistro e poi di difensore centrale.

    Un grave infortunio lo tiene fuori per oltre 4 mesi nel 2006, mentre la sua esperienza in blucerchiato prosegue fino al 2011, quando nel mercato invernale viene ceduto al Brescia in prestito.

    Al termine della stagione, conclusa con la retrocessione delle Rondinelle, torna alla Samp, anch’essa retrocessa, prima della seconda avventura a Brescia, ma questa volta a titolo definitivo, a partire da gennaio 2012. Un’esperienza durata appena sei mesi, prima dell’addio.

    Accardi resta svincolato e si accorda con l’Empoli il 21 settembre 2012. In Toscana gioca due stagioni e ottiene la promozione in Serie A nell’annata 2013/2014, prima di ritirarsi e appendere gli scarpini al chiodo.

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  • NUOVA VITA DA DIRETTORE SPORTIVO

    Conclusa l’esperienza da calciatore, il presidente dell’Empoli Corsi affida ad Accardi un ruolo dietro la scrivania. L’ex difensore, costretto a ritirarsi per un problema al ginocchio, diventa team manager della squadra toscana e affianca per tre anni il direttore sportivo Marcelo Carli, prima di intraprendere il percorso da solo.

    “Quando facevo il calciatore ero più attratto dalla parte dirigenziale. Mi piacevano le trattative, mi è sempre piaciuta la parte gestionale - ha raccontato ai microfoni di Sky qualche tempo fa Accardi -. E poi rimettermi gli scarpini per rifare, più o meno, le cose che facevo da calciatore era diventato un peso. L’ultimo anno da calciatore l’ho vissuto facendo da collante dentro lo spogliatoio tra la squadra, l’allenatore e la società, sempre rispettando il mio ruolo. E credo che la cosa sia piaciuta al presidente”.

    L’esperienza alle spalle nello spogliatoio e in piazze come Palermo e Genova, sponda Sampdoria, hanno formato l’attuale direttore sportivo dell’Empoli:

    “È chiaro che il mio recente passato mi aiuta. So cosa pensano i calciatori, so cosa vedono, so cosa si dicono dentro lo spogliatoio. E per questo, da dirigente, provo ad intercettare i loro bisogni. Ma non per assecondare capricci, per potermi piuttosto avvicinare di più al fine ultimo del mio lavoro. Il bene dell’Empoli, cercando di determinare i risultati del campo anche da dietro la scrivania. […] Avendo osservato la struttura di certe società ho avuto gli strumenti per capire cosa mancasse”.

    Nel 2016, dopo il passaggio di Carli a direttore generale, il presidente Corsi decide di promuovere Accardi, che diventa il nuovo direttore sportivo dell’Empoli.

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  • I COLPI DI ACCARDI

    Tommaso Baldanzi è solo l’ultimo gioiello scoperto dall’Empoli e cresciuto nel vivaio del club toscano prima del salto in prima squadra.

    Ma il classe 2003 non è l’unico talento scovato dal direttore sportivo Pietro Accardi e lanciato nel grande calcio.

    Tra questi figura il capitano del Napoli campione d’Italia, Giovanni Di Lorenzo, ma anche Ismael Bennacer, pilastro del Milan che l’anno scorso ha conquistato il titolo e ora va all’assalto della finale della Champions League nel doppio Euroderby con l’Inter, ma anche i vari Hamed Junior Traoré (Sassuolo e poi Bournemouth), Mattia Viti (Nizza) e Krjstian Asllani (Inter), che negli ultimi anni hanno lasciato Empoli a suon di milioni.

    Senza dimenticare Rade Krunic, anche lui fondamentale nelle due fasi per il Milan di Stefano Pioli.

    “Siamo stati bravi, insieme a tutto lo staff di osservatori. A sceglierli e portarli qui” ha ammesso Accardi nell’intervista a Sky rilasciata poco più di un anno fa.

    Ora i gioielli di casa Empoli si chiamano Guglielmo Vicario, accostato ai top club tra cui l’Inter, a caccia di un possibile sostituto di OnanaM Fabiano Parisi, terzino sinistro a tutta fascia, e Jacopo Fazzini, nel mirino di Maurizio Sarri per la sua Lazio.

    Gli ultimi diamanti prodotti dalla gioielleria Empoli targata Pietro Accardi.

  • LA PISTA NAPOLI PER IL DOPO GIUNTOLI

    Il nome di Pietro Accardi è segnato in cima alla lista dei preferiti del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis in caso di partenza di Cristiano Giuntoli.

    In caso di addio dell’ex Carpi, il patron degli azzurri vuole una valida alternativa al posto di uno dei grandi artefici del Tricolore di questa stagione.

    E il ds dell’Empoli ha dimostrato nel suo lento e graduale percorso di sapere essere uomo spogliatoio e punto di riferimento per calciatori e club, oltre ad avere strumenti e idee nella ricerca di nuovi talenti attraverso lo scouting.

    I rapporti tra Napoli ed Empoli sono ottimi e ci sarebbero già stati contatti per portare Accardi all’ombra del Vesuvio. Ad attenderlo ci sarebbero Maurizio Micheli e Leonardo Mantovani, che resterebbero comunque saldi alla guida dello scouting del Napoli, anche in caso di partenza di Giuntoli.

    Un’ipotesi concreta per i campioni d’Italia, in attesa di capire quale sarà il futuro dell’attuale direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che pare destinato a percorre il tragitto Napoli-Torino, sponda bianconera.

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