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FIGC and AIA Press ConferenceGetty Images Sport

Chi è Domenico Rocca, l'ex assistente da cui è nata l'indagine sugli arbitri e Rocchi: "Sono stato penalizzato"

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Il caso che sta coinvolgendo i vertici dell’AIA parte da una figura oggi lontana dai campi: Domenico Rocca, ex assistente arbitrale e oggi professore di diritto.


È lui, con una lettera-denuncia inviata alla Commissione Arbitrale Nazionale al termine della scorsa stagione, ad aver dato il via a un’indagine che dalla giustizia sportiva è arrivata fino alla Procura di Milano e ha già portato alle dimissioni del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e di Andrea Gervasoni.


Ma chi è Domenico Rocca?

  • CHI È DOMENICO ROCCA

    Domenico Rocca, 42 anni, è originario di Pizzo, in Calabria, e ha iniziato il suo percorso arbitrale giovanissimo nella sezione di Catanzaro. Cresciuto tra le categorie regionali, ha scalato tutte le tappe del sistema fino ad arrivare ai vertici del calcio italiano come assistente arbitrale in Serie A e B.

    Dopo aver lasciato il ruolo di assistente in Serie A e B alla fine della scorsa stagione, è tornato alla sua attività principale fuori dal campo: è docente di diritto in un liceo di Bergamo.

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  • LA CARRIERA DA ARBITRO

    Arbitro dal 2000, quando ha appena 16 anni, entra nel mondo AIA iniziando il suo percorso formativo. Nel 2003 viene inserito nell’organico regionale della Calabria e comincia la sua scalata attraverso le categorie inferiori, fino a raggiungere il campionato di Promozione.

    Nel 2007 arriva il salto in CAN D, tappa fondamentale della sua carriera. Nel 2010 il passaggio in CAN C, dove Rocca dirige diverse gare nell’allora campionato di C1, consolidando la propria esperienza a livello nazionale.

    La svolta successiva arriva nel 2015, quando supera il corso presso il Centro Tecnico di Coverciano: da quel momento avviene il passaggio da arbitro ad assistente arbitrale, con contestuale inserimento in CAN B.

    Il momento più significativo della sua carriera arriva il 12 febbraio 2017, data del debutto in Serie A come guardalinee nella partita Torino-Pescara. Un traguardo che rappresenta il punto più alto del suo percorso ai massimi livelli del calcio italiano.

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  • LA DENUNCIA DI ROCCA E IL MESSAGGIO SOCIAL

    Al termine della scorsa stagione Rocca invia una lettera alla Commissione Arbitrale Nazionale, denunciando un sistema di valutazioni che, a suo dire, lo avrebbe penalizzato. L’esposto, inizialmente archiviato in ambito sportivo, è oggi al centro delle verifiche della Procura di Milano. Anche sui social ha commentato la vicenda con una frase diventata simbolica: "Chi di spada ferisce, di spada perisce".

  • L'ACCUSA DI ROCCA SUL SISTEMA ARBITRALE

    Dopo anni tra Serie B e massima categoria, la carriera di Rocca, complice una valutazione tecnica che lo ha relegato nelle ultime posizioni della graduatoria arbitrale, si è interrotta.

    È proprio su questo punto che si fonda la sua denuncia. Rocca sostiene di essere stato penalizzato da un sistema di valutazione poco trasparente: voti bassi, decisioni contestate e, a suo dire, trattamenti differenti rispetto ad altri colleghi. Da qui la scelta di mettere tutto nero su bianco in un esposto dettagliato.

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