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Zaniolo ItalyGetty

Caso Scommesse, l'avvocato di Zaniolo: "Solo poker e blackjack"

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La giornata di venerdì 13 ottobre è stata campale per tutto il calcio italiano: Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali (assieme a Nicolò Fagioli che si è autodenunciato) sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Torino per il loro presunto coinvolgimento in un flusso di scommesse avvenute su piattaforme illegali.

I due calciatori hanno lasciato il ritiro della Nazionale a Coverciano e, dopo aver saltato la vittoriosa sfida contro Malta, non prenderanno parte nemmeno alla trasferta di Wembley al cospetto dell'Inghilterra.

In attesa di nuovi sviluppi, c'è da segnalare la dichiarazione di Gianluca Tognozzi, legale di Zaniolo che ha ribadito quanto riferito dal suo assistito agli inquirenti.

  • "SOLO POKER E BLACKJACK"

    Tognozzi ha parlato ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport': ecco le sue parole.

    "Nicolò non ha mai scommesso. Lo ha detto anche a me. È possibile che abbia fatto giochi di carte come poker e blackjack su piattaforme online illegali, senza però sapere che lo fossero. Chiariremo tutto. Cosa rischia? Un'ammenda di qualche centinaia di euro. Tutto questo a meno che non ci fosse una reiterazione del reato così grande da rendere impossibile comminare solo una pena pecuniaria".

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  • CALCIO E SCOMMESSE: COSA DICE IL REGOLAMENTO

    Ai calciatori è assolutamente vietato piazzare scommesse che riguardino il calcio per generare un profitto, aspetto sottolineato anche sul sito della FIGC.

    "L’ordinamento federalefa espresso divieto ai calciatori ed ai tesserati in genere di effettuare qualsiasi tipo di scommessa al fine di trarne profitto. Questo anche in una prospettiva di garanzia del regolare svolgimento delle gare e dei campionati".

    La norma specifica di riferimento è l'articolo 24 del codice di giustizia sportiva della FIGC che, in cinque punti, regola il comportamento da tenere dal punto di vista degli atleti:

    1. Ai soggetti dell'ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore professionistico è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso i soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della FIGC, della FIFA e della UEFA.

    2. Ai soggetti dell'ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore dilettantistico e al settore giovanile è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, presso i soggetti non autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della FIGC, della FIFA e della UEFA. Agli stessi è fatto, altresì, divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, presso soggetti autorizzati a riceverle relativamente a gare delle competizioni in cui militano le loro squadre.

    3. La violazione del divieto di cui ai commi 1 e 2 comporta per i soggetti dell'ordinamento federale, per i dirigenti, per i soci e per i dirigenti delle società la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a tre anni e dell’ammenda non inferiore ad euro 25.000,00.

    4. Se, per la violazione del divieto di cui ai commi 1 e 2, viene accertata la responsabilità diretta della società ai sensi dell’art. 6, comma 1, il fatto è punito con l’applicazione, anche congiuntamente in relazione alle circostanze e alla gravità del fatto, delle sanzioni di cui all'art. 8, comma 1, lettere g), h), i), l).

    5. I soggetti di cui all'art. 2 che siano venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno degli atti indicati ai commi 1 e 2, hanno l’obbligo di informarne, senza indugio, la Procura federale. Il mancato adempimento di tale obbligo comporta per i soggetti di cui all'art. 2 la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a sei mesi e dell’ammenda non inferiore ad euro 15.000,00.

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  • COSA RISCHIEREBBE ZANIOLO

    Qualora venisse accertata la mancanza di scommesse sul calcio, Zaniolo andrebbe incontro soltanto ad una pena pecuniaria: in quel caso, infatti, l'accusa sarebbe limitata soltanto alla natura illegale della piattaforma e, pertanto, non ci sarebbero conseguenze sul piano sportivo.

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  • INTERROGATORI IN VISTA

    La prossima dovrebbe essere la settimana degli interrogatori degli indagati, che potrebbero anche divenire di più: attualmente sono al vaglio degli inquirenti gli smartphone e i tablet sequestrati ai giocatori per capire l'eventuale concorso di colpa di altre persone.

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