Clima caldissimo, scontri, tanta tensione in campo e infine la vittoria dell’Argentina. E’ successo di tutto nel Superclásico de las Américas che al Maracanà di Rio de Janeiro ha visto protagoniste un Brasile sempre più in crisi e i campioni del mondo in carica che trovano il miglior modo possibile per tornare al successo.
Una gara che non solo è iniziata in ritardo rispetto all’orario programmato, ma che ha rischiato addirittura di non disputarsi. Sì perché prima del calcio d’inizio si sono verificati scontri durissimi prima tra le due tifoserie e poi tra le forze dell’ordine e i tifosi.
Alla fine, dopo una lunga attesa, si è giocato e la super sfida, valida per la sesta giornata delle qualificazioni Mondiali sudamericane, ha confermato ciò che si sapeva già: l’Argentina viaggia veloce verso il pass che le consentirà di difendere il suo titolo ai prossimi Campionati del Mondo, mentre il Brasile è piombato in una crisi dalla quale non sembra avere più la forza per uscire.
Un Superclásico certamente non bello, nel quale a farla da padrone sono stati più i calci che il calcio. Leggermente meglio il Brasile nella prima frazione, ma Argentina certamente più determinata nella ripresa.
L’Albiceleste, nonostante una prestazione non brillantissima di Leo Messi, fa valere in campo la propria maggiore caratura e al 63’, nel suo momento migliore, passa in vantaggio: corner battuto dalla sinistra da Lo Celso, Otamendi vola più in alto di tutti e con un colpo di testa non lascia scampo ad Alisson.
Nell’ultima mezzora il Brasile non dà nemmeno l’impressione di avere la forza per rimettere la gara sui giusti binari. I campioni del mondo gestiscono con tranquillità la situazione, mentre la Seleçao (rimasta anche in dieci all’80’ per l’espulsione di Joelinton), alla terza sconfitta consecutiva, appare quasi privi di anima.
L’Argentina così conserva il suo primato nel girone di qualificazione con i suoi 15 punti frutto di cinque vittorie ed una sconfitta, mentre il Brasile vede farsi sempre più in salita la strada che conduce ad un pass per i prossimi Mondiali.
I ‘Verdeamarelha’ non solo restano fermi a quota 7 al sesto posto in classifica (l’ultimo posto utile per la qualificazione diretta), ma incappano in un risultato storico: prima sconfitta interna nella storia delle qualificazioni Mondiali. Dal 1954 in poi avevano inanellato 65 risultati utili consecutivi, questo Brasile non è realmente all’altezza del suo nome.
