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BonucciGetty

Bonucci e il Manchester City solo sfiorato: “Offrirono quasi 100 milioni per me”

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Si è chiusa la scorsa estate, dopo dodici stagioni, 502 partite giocate e ben otto Scudetti vinti, la lunga avventura di Leonardo Bonucci alla Juventus.

Approdato in bianconero nel 2010, ha lasciato Torino nel 2017 per una brevissima esperienza al Milan, prima di farvi ritorno ed iniziare un secondo ciclo durato altri cinque anni.

Una carriera vissuta quasi interamente all’ombra della Mole, ma le cose sarebbero potute andare in maniera molto diversa se solo la Juve, nell’estate del 2016, avesse deciso di cederlo al Manchester City.

Bonucci infatti, parlando a ‘The Sun’, ha svelato di essere stato vicino a vestire la maglia della squadra inglese.

  • “UN’OFFERTA DA 100 MILIONI”

    Nell’estate del 2016 il City si è spinto fino a formulare una ricchissima offerta alla Juventus per Bonucci, ma alla fine il club bianconero decise di trattenere quello che era uno dei suoi pilastri difensivi.

    “Nel 2016 sono stato vicino al Manchester City. Hanno offerto quasi 100 milioni alla Juventus, ma insieme al club abbiamo deciso di continuare insieme. Ci sono stati dei discorsi anche nel 2017, dopo che la Juve mi ha messo in vendita… alla fine le cose dovevano andare così”.

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  • “CON GUARDIOLA SAREI MIGLIORATO”

    A Manchester Bonucci avrebbe avuto la possibilità di lavorare con uno dei migliori allenatori del pianeta: Pep Guardiola.

    “Essere allenato da Guardiola sarebbe stato un qualcosa di grande perché mi avrebbe migliorato. Non posso però lamentarmi, ho vinto tanti trofei, premi individuali e gli Europei. Mi sono sempre lasciato guidare dal cuore ed è per questo che sono rimasto alla Juventus”.

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  • “STONES E’ UN LEADER”

    Invece di Bonucci, nel corso di quella sessione di mercato estiva del 2016, il Manchester City ha poi preso John Stones.

    “Faccio fatica a trovare punti deboli in giocatori che, come Stones, hanno fatto e vinto quello che ha fatto lui. E’ un leader, legge bene la partita, ha ritmo ed è intelligente. Guardiola gli ha ritagliato un ruolo perfetto, quello del difensore che gioca la palla. Commette qualche errore, ma chi non li fa? E’ uno dei migliori al mondo”.

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