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Ange Yoan Bonny InterGetty Images

Bonny rivela un dettaglio doloroso del suo passato: "A 17 anni era fatta con la Juventus, ma non superai le visite mediche: fu un colpo durissimo"

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L’esperienza in Serie B con il Parma, poi il primo anno nel massimo campionato con i Crociati e infine il passaggio all’Inter.

La carriera di Ange-Yoan Bonny ha avuto un’impennata importantissima negli ultimi anni, ma le cose sarebbero potute andare molto diversamente.

Attraverso un’intervista esclusiva a L’Équipe, infatti, il classe 2003 ha raccontato del trasferimento mancato alla Juventus di qualche anno fa, un episodio che avrebbe potuto segnare la fine prematura della sua carriera da calciatore.

  • "IL PARCHEGGIO DI TOURS UN LUOGO IMPORTANTE DELLA MIA VITA"

    "Un luogo importante per me? Sono molto legato a Tours (dove sono cresciuto dopo essere nato nella regione parigina). Nei centri di formazione ci sono molti parigini e per loro le città di provincia sono “campagna”. Ci dicevano: “A Tours siete dei contadini”. Il posto dove ci fermavamo più spesso? Un parcheggio. Non ha niente di glamour, ma è nel cuore del quartiere. Non avevamo né macchina né patente, ma ci ritrovavamo tutti lì, seduti sulle nostre sedie pieghevoli, a raccontarci le nostre vite."

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  • "FUI VICINO ALLA JUVE: NON SUPERAI LE VISITE MEDICHE"

    "La serata lì (nel parcheggio, ndr) che vorrei rivivere è, stranamente, la più triste. Avevo 17 anni e stavo partendo da Châteauroux per andare alla Juve. Durante le visite mediche i dottori hanno rilevato qualcosa (un problema cardiaco), secondo loro non andava bene… E in sostanza mi hanno detto che giocare a calcio sarebbe stato complicato. Passi dall’andare alla Juventus al niente: è un duro colpo per un ragazzo pieno di sogni."

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  • "IN QUEL PARCHEGGIO HO ANNUNCIATO IL MIO PASSAGGIO ALL'INTER"

    "Dopo le visite mediche saltate, sono tornato a casa e sono andato direttamente al parcheggio. I miei amici erano nello stesso stato emotivo in cui ero io, come se fosse successo a loro. Ho capito su chi potevo contare. Non lo dimenticherò. È per questo che gli amici sono importanti… e anche i parcheggi! Quando ho firmato con l’Inter (lo scorso luglio), è lì che l’ho annunciato a tutti."

  • "MIA MADRE MI HA MINACCIATO: SE NON AVESSI PRESO IL DIPLOMA NON SAREI DIVENTATO UN CALCIATORE PROFESSIONISTA"

    "Scuola? Ero un buon studente, con buoni voti, ma disturbavo. Mi piace ridere e far ridere, quindi venivo spesso richiamato. Una volta sono stato convocato nell’ufficio del preside (ride), per aver aiutato il mio amico Félix Lemaréchal (oggi al Club Bruges) che aveva litigato in mensa con alcune ragazze. Non ricordo bene perché, ma si lanciavano cose. Se il mio amico salta da un ponte, salto anche io: quindi l’ho seguito. Eravamo in tre, siamo stati puniti. Abbiamo dovuto pulire tutta la mensa e mettere le sedie sui tavoli.

    A Châteauroux, quando ho iniziato ad allenarmi con i professionisti, si sovrapponeva con la scuola, quindi avevo un insegnante al centro di allenamento. Ma ero un po’ indietro. Pensavo: “Diventerò professionista, non è grave…”. Prima del diploma ho provato a spiegare alla famiglia: “Non vado a scuola da un po’, sarà difficile, non aspettatevi niente”.

    Mia madre mi ha minacciato: “Ascoltami Yoan, se non porti a casa il diploma, ti prometto che il contratto – e serve la mia firma – non lo firmiamo”. Ho preso il diploma agli esami di recupero. Mi sarebbe piaciuto fare l’avvocato, per le arringhe. Anche il giornalista sportivo mi attirava. Poi ho letto come mi valutavano e ho detto: “Ah, lasciamo stare!” (ride).

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  • RADIOHEAD E ORNELLA VANONI: L'IMPORTANZA DELLA MUSICA

    "Canzone preferita? Everything In Its Right Place dei Radiohead. Il titolo mi parla. Dopo la promozione in Serie A con il Parma (2024), è diventato un rituale ascoltarla prima delle partite. Mi aiuta a concentrarmi.

    L’Appuntamento di Ornella Vanoni è speciale. L’ho sentita anche in Ocean’s 12. All’inizio non volevo cercarla, poi l’ho risentita in macchina e mi ha colpito. È stato un colpo di fulmine.

    Ne ho parlato in un’intervista in Italia. E lei, grande figura della musica italiana, mi ha risposto con gentilezza dicendo che sarebbe venuta allo stadio. Dopo ho ascoltato tutti i suoi album. Avevamo anche pensato di incontrarci, ma purtroppo è scomparsa prima".