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Baggio 2025Getty Images

Baggio si racconta: "Ho un unico rimpianto. Cessione alla Juventus? La gente era avvelenata. Avrei voluto giocare per De Zerbi e Inzaghi"

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La leggenda del calcio italiano, Roberto Baggio, è stato ospite del podcast BSMT dove ha rilasciato una lunga intervista ripercorrendo le principali tappe della sua carriera.

Dal sogno di un bambino alla finale del Mondiale, la vita calcistica di Baggio non è stata certo come le altre. Ovviamente per l'incredibile talento da calciatore ma anche per gli ostacoli che ha dovuto superare, come gli infortuni che ne hanno condizionato la carriera.

Baggio si è soffermato su come ha vissuto il periodo senza poter giocare, raccontando anche di essersi vergognato per ciò.

Tra i temi affrontati anche il trasferimento dalla Fiorentina alla Juventus e come ha affrontato il rigore sbagliato nella finale del Mondiale. Di seguito le dichiarazioni di Baggio.

  • "NON HO RIMPIANTI A PARTE..."

    "Ho la fortuna di non avere rimpianti, a parte quel rigore di Pasadena".Il riferimento è al rigore sbagliato nella finale del Mondiale contro il Brasile. "Ho fatto tutto quello che potevo fare, forse di più per quello che mi era successo. Sotto questo punto di vista mi sento molto sereno e tranquillo. Mi piacerebbe aver potuto giocare di più, ma non ce la facevo più. Quando ho smesso è stata quasi una liberazione. Gli ultimi anni giocavo, poi lunedì o martedì dovevo rimanere fermo perché si gonfiavano tutte e due le ginocchia. L'ho fatto sempre e solo perché ero animato da una passione infinita. Però, che ti piaccia o no, devi fare la scelta e ho deciso di farla nel momento in cui stavo ancora a un certo livello".

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  • "CON QUELL'INFORTUNIO SI E' INTERROTTO TUTTO"

    "Purtroppo tutto si è interrotto con quell'infortunio", così Baggio parla del gravissimo infortunio al ginocchio quando giocava nel Vicenza ed aveva solo 18 anni. "Lì ho capito che tutte le certezze che teoricamente avevo si erano frantumate in un secondo. Erano anni particolari, anni in cui chi aveva questo tipo di infortunio smetteva, diciamo la verità. Avevo da poco compiuto 18 anni, nel momento più bello anche perché è un'età in cui le pressioni non le senti perché sei talmente attratto dal momento di giocare che il resto non interessa. Mi hanno fatto l'artroscopia e lì è risultato che avevo il crociato completamente rotto. Avevo poi un problema al menisco, al collaterale, alla capsula... Insomma, un po' di danni. Quando mi hanno detto che serviva un anno...Lì fu tragico".

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  • "MI VERGOGNAVO DI NON GIOCARE"

    L'ex fuoriclasse italiano ha poi raccontato come ha vissuto il periodo alla Fiorentina quando non poteva giocare per l'infortunio: "Andavo a ritirare la busta, ma non avevo il coraggio di metterla in banca. Perché mi sentivo in colpa. Perché non giocavo e mi vergognavo. Sono fatto così. Sei mesi così, poi prima di Natale mi chiama il segretario e mi chiede dove ho messo gli assegni. Io un cassetto in entrata dove avevo messo le sei buste. Dico: "Le ho qua". Lui risponde: "Cosa aspetti a metterle in banca?". Dicevo andrò, andrò... Poi ho dovuto farlo. Però se fosse stato per me...".

  • "JUVENTUS? LA GENTE ERA AVVELENATA"

    Baggio è tornato poi sul trasferimento alla Juventus: "Io non volevo andarmene, è stato visto come un rifiuto alla Juventus. Io in realtà non rifiutavo la Juve, ma non volevo andarmene da Firenze. Mi sentivo in debito con questa città, questa gente, questa tifoseria. Sarei andato via dopo magari, ma non in quel momento".

    Un trasferimento che causò molti problemi anche di ordine pubblico: "La gente era avvelenata, ci furono incidenti per tre giorni e la cosa mi toccò profondamente. Non ce l'avevano con me, era ovviamente il fatto che io ero andato via e loro non volevano assolutamente. Di conseguenza il loro amore si è scatenato in un inferno"

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  • L'IMPORTANZA DEL BUDDISMO NELLA SUA VITA

    Così invece Baggio ha parlato del buddismo e di come questo lo abbia trasformato: "Prima mi sentivo vittima, poi con il tempo questo atteggiamento è cambiato perché ho capito che dipendeva da me. Tutto quello stava succedendo dipendeva da me, era una causa nella mia vita. E non potevo dare la colpa agli altri, era un atto di vigliaccheria e scappare dalle mie responsabilità. Invece il buddismo mi ha detto no: se tu cambi il tuo atteggiamento, cambieranno anche le persone attorno a te. Siamo i padroni e gli artefici di tutto quello che accade nella nostra vita. Il problema grande è diventarne consapevoli. Se tu prendi coscienza, se tu sai che la tua vita ti dà e ti toglie in base a quello che fai anche per gli altri, allora cambia completamente la prospettiva che hai".

  • "RIGORE SBAGLIATO?PERSO TRE COSE IN UN SECONDO"

    "Diventato ancora più leggenda con il rigore sbagliato? Ne avrei fatto a meno (ride, ndr). Non lo so questo, però dico una cosa. Io mi prendo le mie responsabilità, ho sbagliato il rigore e abbiamo perso i Mondiali. Ho perso miglior giocatore del mondo e secondo Pallone d'Oro di fila. Il sogno che avevo quasi raggiunto della mia vita da bambina, che ho inseguito per tutta la carriera. In un secondo ho perso tre cose che non tornano più. Immagina cosa vuol dire per me quello. Al di là di tutto è stata proprio la delusione di aver sbagliato e di aver deluso i miei compagni, il mio allenatore e tutta la gente a casa. Mamma mia... So solo che se avessi avuto un badile mi sarei sotterrato. Non doveva succedere, non so come dire".

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  • "AVREI VOLUTO GIOCARE CON GUARDIOLA, DE ZERBI E INZAGHI"

    Baggio parlando del calcio di oggi ha elencato tre allenatori con cui gli sarebbe piaciuto scendere in campo: "Sicuramente avrei voluto giocare con Pep Guardiola allenatore. Mi sarebbe piaciuto con Roberto De Zerbi e forse anche con Simone Inzaghi. Come mai? Perché giocano, giocano al calcio. Cercano di divertire. Quello che facevo io in campo? Sì, io giocavo con la speranza di far divertire la genteE' difficile perché ce ne sono stati tanti. Forse quando ritorni da un infortunio grave, è come rinascere. Credo che lì ci sia un misto di pensieri, di sentimenti che si intrecciano che vanno a 360°. E' difficile anche da spiegare".