Sempre lui. Sempre Lionel Messi. Aveva messo in dubbio la partecipazione al sesto Mondiale, poi si è infortunato facendo tremare un po' tutti. Alla fine ha giocato e, come spesso è accaduto negli ultimi 20 anni, ha fatto il fenomeno.
I goal con cui l'Argentina campione del mondo in carica travolge l'Algeria all'esordio sono tutti suoi. Non uno, non due: addirittura tre. E la squadra di Scaloni si impone con un netto 3-0 che fa ben sperare in vista del prosieguo della competizione.
Messi segnerebbe già dopo 5 minuti, ben servito in area da Lautaro: il vantaggio viene però annullato per un millimetrico fuorigioco. Così come quello segnato dalla squadra di Petkovic con Chaibi pochi minuti più tardi: anche qui c'è una spalla davanti, anche qui interviene il VAR, anche qui la rete non è buona.
Il Messi show comincia così al 17': splendido il sinistro da fuori con cui il fuoriclasse dell'Inter Miami buca Luca Zidane, figlio di Zizou. E prosegue al 60': Mac Allister calcia da fuori, Zidane respinge non bene, Messi è lì e non lo perdona.
Al minuto 76, sempre Messi piazza anche la ciliegina su una saporita torta bianca e celeste: altro sinistro piazzato da fuori area e di nuovo la palla va in buca nella porta di Zidane.
L'Argentina vola subito in testa al gruppo J assieme all'Austria di Rangnick, vincente 3-1 sulla Giordania. E Messi è a un passo dal record solitario di miglior marcatore della storia dei Mondiali: per il momento ha raggiunto Miroslav Klose a quota 16, al primo posto della classifica.





