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Andy CarrollGetty

Come alla fine Andy Carroll è finito nella seconda serie francese: dai 41 milioni di Liverpool ad un nuovo inizio

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Quando nel gennaio 2011 Andrew Thomas Carroll, meglio noto come Andy, lascia il suo amato Newcastle per trasferirsi al Liverpool, solo una manciata di colleghi centravanti sono stati costati di più negli anni passati. Fernando Torres, Hernan Crespo, Christian Vieri, Andriy Shevchenko.

Carroll è la soluzione del Liverpool per dare maggiore peso all'attacco, alla continua ricerca di un primo posto che ad Anfield aspettano da tanti anni. Il ragazzone di Gateshead, città vicina a Newcastle upon Tyne è costato 41 milioni: da molti giudicati il più grande investimento sbagliato nella storia Reds del nuovo millennio.

Tra infortuni, scelte tecniche e prestazioni deludenti alla fine Carroll giocherà per due annate a Liverpool, segnando appena undici reti in 58 presenze ufficiali, dopo due annate di Premier in doppia cifra. Il passato per Andy, che come la protagonista della più famosa opera di altro Carroll (Lewis) è entrato in un modo diverso, sottosopra. Il paese delle meraviglie, Liverpool, non è stato tale.

Ma dodici anni dopo quel trasferimento, alla fine Carroll ha sì trovato il suo paese delle meraviglie: Amiens, in Francia. In città è possibile visitare la cattedrale gotica più grande del paese transalpino, nonchè la casa di Jules Vernes, uno dei più apprezzati autori del 19esimo secolo, morto ad Amiens proprio nel 1905.

Ma Amiens per Carroll significa più che altro tranquillità, quella attesa da anni.

  • PER LA PRIMA VOLTA ALL'ESTERO

    Carroll è cresciuto al Newcastle, ha esordito con i bianconeri, dunque è approdato al Liverpool. Da cui West Ham e Reading, per la terza stagione in seconda serie inglese. Ora gioca la quarta, ma la prima in un nuovo campionato.

    L'ex Liverpool ha scelto Amiens e la seconda serie francese, la Ligue 2, per proseguire la carriera, decidendo di optare per una destinazione a sorpresa e non in prima serie. Certo, ha 34 anni, ma quando l'ufficialità del suo passaggio al team transalpino è arrivato, non sono stati in pochi a stupirsi.

    "Volevo una sfida" racconta Carroll al Daily Mail."Una sfida in un paese completamente diverso.Un nuovo inizio.Ho parlato con il mio agente e gli ho detto: “Trovami un club all’estero”.Sono venuto qui ed è stata la scelta giusta.È a un'ora e mezza di macchina da Calais e posso prendere la navetta per tornare a Epping, dove c'è la casa di famiglia".

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  • Carroll ReadingGetty

    ESSERE ANDY. E NON CARROLL

    Ad Amiens finalmente Carroll è libero dalla pressione del calcio inglese. Da Newcastle, Londra, Liverpool:

    "C'è un piccolo pub dietro l'angolo dove io e un paio di ragazzi siamo andati a vedere il Newcastle battere il PSG l'altra settimana.Che partita!Nessuno mi ha detto una parola".

    A quasi 35 anni Carroll può finalmente giocare a calcio senza finire in prima pagina, anche perché all'Amiens non è certo un trascinatore fin qui. Una rete, diverse gare iniziate dalla panchina e la sensazione di poter lavorare senza avere il faito sul collo partita dopo partita.

    Certo, è arrivato ad Amiens dopo la quarta giornata e deve ancora ambientarsi completamente: non è detto, anzi, che durante l'annata 2023/2024 non possa tornare quello delle ultime due annate al Newcastle. Il club, come detto, in cui è cresciuto. Ed è riuscito a guadagnare cifre importanti, comode per una famiglia composta da un operaio e una cuoca.

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  • Wilson Carroll Newcastle 2020Getty

    SPESE PAZZE

    "Ho sprecato soldi in cose stupide" rivela Carroll al Daily Mail."Andavo da Harrods a Londra e spendevo 5.000 dollari in spazzatura.Nello spogliatoio tutti girano con Lamborghini o abiti firmati.Ho i soldi e penso lo stanno facendo… lo farò anch’io".Volevo un gatto esotico.Ho trovato questo Bengala e l'ho preso.Tipo per mille sterline.L'ho avuto per due settimane alla fine l'ho dato ai miei genitori)".

    Tornando indietro Carroll avrebbe fatto diversamente:

    "Ci sono così tante cose che avrei voluto sapere allora.I ragazzini prendono i loro soldi e vanno in giro con un'auto nuova di zecca. Il minuto dopo non ci sarà più e lui non avrà più una casa o altro. Ci deve essere una fondazione che possa dire a questi ragazzi cosa fare".

    A Newcastle è felice, ma la società decide di accettare la sostanziosa offerta del Liverpool da 41 milioni di euro. Proposta irrinunciabile per il club:

    "Sono andato a trovare il direttore, ha chiamato il proprietario e il proprietario ha detto: "Sì, te ne sei andato".

  • CarrollGetty Images

    ADDIO ALLA VECCHIA VITA

    Liverpool e Newcastle sono città ben diverse. Andy Carroll a Newcatle è di casa, può camminare tranquillamente per il centro senza problemi. Quando arriva nella patria dei Beatles, però, tutto cambia:

    ."All'improvviso, non potevo camminare per strada, avevo persone fuori casa, avevo la sicurezza fuori casa 24 ore al giorno perché arrivavano persone. Non potevo fare nulla. Avevo 21 anni, ero un bambino solo".

    Carroll non si accorge di come stia arrivando tutto e subito: la Nazionale, i milioni, la fama spropositata.

    "Tutto ciò che toccavo diventava oro, ma forse mi ha dato alla testa. Non potevo fare nulla di male, cose del genere. Non so davvero cosa sia andato storto.Forse non ero abbastanza bravo, non lo so".

    Fatto ta che Carroll è un ragazzo con tanti soldi. Tanti da poter comprare la vecchia casa di sir Rod Stewart, tra i più apprezzati cantautori britannici di tutti i tempi:

    "I miei genitori sono venuti a vederla e mio padre non riusciva a credere che fosse la casa di Rod Stewart. È seduto lì e immagina chi è stato in quel bar. Ho guardato un documentario e Rod stava scrivendo Maggie May nel mio salotto. Quando l’ho comprato da lui aveva un campo da calcio a grandezza naturale con spogliatoi di casa e di trasferta firmati dai giocatori che avevano giocato lì. Giocatori dei Rangers, del Celtic, Liverpool, Newcastle. C'erano birre alla spina nel bar.Là organizzava feste, i ragazzi giocavano a calcio e lui cantava.È una cosa folle, davvero".

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  • IL WEST HAM

    Dopo Liverpool, Carroll gioca per anni al West Ham. Ama giocare per gli Hammers, fino a quando non si fa male al ginocchio:

    "Chris Smalling mi ha distrutto nella partita con il Manchester United all'Old Trafford. Non potevo camminare ma non avevamo più sostituzioni .Zoppicavo. Per 20 minuti ho continuato a pensare: “Sono qui per la squadra e continuerò a giocare, qualunque cosa accada. Stavo saltando per un colpo di testa quando il mio ginocchio è partito. Ho subito un intervento chirurgico. Sono stato fuori per mesi.

    Ho subito sei interventi chirurgici alla caviglia e ho continuato a fratturarmi. Ho ricevuto una telefonata da Sam Allardyce che diceva: "Vieni nel mio ufficio, dobbiamo fare una conversazione".Sapevo di essere nei guai ma non sapevo cosa avevo fatto. Dice: "Quando è stata l'ultima volta che hai giocato a ping-pong? "Sei mesi fa... non lo so.

    Dice: “Non giocavi sabato sera? Mi hanno detto che eri ubriaco, giocavi a ping pong, hai vinto, sei saltato sul tavolo e ti sei girato la caviglia. La gente inventava storie su di me e i media se ne impadronivano. Dicevano Andy Carroll è drogato e cantavano una canzone su di me .Le persone a me vicine sanno che non mi drogo e non mi sono mai drogato".

    E così tutto cambia:

    “Al West Ham ho avuto un momento in cui mi sono disinnamorato di tutto.Ero così depresso.Non uscivo di casa, se lo facevo dovevo indossare un cappello. Odiavo semplicemente tutto e tutti. Dovevo parlare alla gente, ho attraversato momenti folli nella mia testa.Pensavo di smettere, avevo finito con tutto. Ho così tanti cappelli in casa mia e non mi piace nemmeno indossarli! Probabilmente ne ho uno per ogni giorno dell'anno. Devo averne sette o otto nella mia macchina".

  • Andy-Carroll-Man-Utd-ReadingGetty

    VERSO AMIENS

    "Dico a Billi, mia moglie, che vorrei poter semplicemente camminare per strada ed essere me stesso" racconta Carroll a proposito della scelta di andare a vivere in una città tranquilla. "Nessuno mi vede davvero, abito a Epping. L’unico santuario che ho è a casa, sei sempre riservato, lavori sempre, sei sempre diffidente. Qualcuno fa una foto a me e Billi mentre beviamo un bicchiere di vino in uno dei ristoranti. Sei sempre preoccupato".

    Carroll segue così il consiglio del'amico Joe Cole, ex stella del Chelsea:

    "Mi ha detto che andare in America è stata la cosa migliore che abbia mai fatto perché camminava lungo la spiaggia in pantaloncini e infradito e giocava a pallavolo con la gente del posto.Era semplicemente "English Joe".Era rilassato.Lo adorava.Ecco come dovrebbe essere la vita."Ho firmato qui per due anni e non ho intenzione di fermarmi".

    Del resto Carroll vuole giocare a calcio. E sì, lo pagano profumatamente:

    "Non importa quale sia il livello. Ho lasciato la scuola e praticamente sono stato pagato per dedicarmi al mio hobby. Se lo avessi fatto solo una volta a Newcastle e non lo avessi mai più fatto, sarei stato felice. A meno che tu non abbia messo piede in campo e non abbia quel supporto intorno a te, non riesco nemmeno a esprimere come ci si sente. Se avessi fatto qualsiasi altro lavoro, avrei comunque giocato a calcio ogni volta che ne avessi avuto la possibilità. Ho la fortuna di essere pagato per fare qualcosa che amo fare".

    "Sono contento. Negli ultimi anni, sento semplicemente di sapere chi sono e di sentirmi a mio agio. Nessuno può riportarmi dov'ero. Qui posso entrare in panetteria e prendere un dolce al cioccolato e nessuno mi dice: “Com'è andata la partita?Posso avere una foto?". Qui mi sento normale".

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