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Torino players celebrating Fiorentina Torino Serie AGetty

Ai tanti difetti si unisce anche la paura: così per la Fiorentina è dura salvarsi

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Serviva una vittoria alla Fiorentina per tornare a muovere la sua classifica e soprattutto per rendere un po’ più in discesa la strada che conduce ad una complicata salvezza e invece, in casa contro il Torino, è arrivato un pareggio che non fa che rendere ancora più duro il suo percorso.

Il punto messo in cascina non cambia il volto di una classifica che resta difficile anche solo da guardare e che parla ancora di un terzultimo posto, ma soprattutto la sfida con i granata ha confermato quelli che sono gli enormi limiti di una squadra che fatica a raccogliere quanto seminato.

La squadra di Vanoli a tratti ha fatto anche bene con il Torino, facendo intravedere quelle che sono le qualità che dovrebbero contraddistinguere la sua rosa, poi però puntuali si sono presentati i problemi di sempre.

  • ACF Fiorentina v Torino FC - Serie AGetty Images Sport

    IL SOLITO GOAL PRESO NEL RECUPERO

    A negare ancora una volta alla Fiorentina quello che sarebbe stato un risultato potenzialmente vitale, è stato un goal preso in pieno recupero.

    La compagine gigliata, contro il Torino, ha avuto anche la forza di ribaltare lo svantaggio iniziale grazie alle reti siglate da Solomon e Kean nel giro di appena sei minuti nella ripresa, ma poi nel finale si è disunita, ha arretrato il proprio baricentro arrendendosi alla paura ed è incappata in ciò che ormai, in ogni partita, sembra al limite dell’inevitabile.

    La Fiorentina ha subito reti nel recupero, nel corso di questo campionato, contro Cagliari, Como, Verona, Lazio, Milan e, appunto, il Torino, che ha trovato il 2-2 al Franchi grazie ad un goal siglato da Maripan al 94’.

    A conti fatti si tratta di qualcosa come dieci punti gettati al vento ad un passo dal triplice fischio finale: dieci punti che avrebbero potuto rendere molto diversa la classifica.

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  • 22 PUNTI PERSI DA SITUAZIONI DI VANTAGGIO

    A confermare l’enorme difficoltà che ha la Fiorentina nel portare a casa il risultato, c’è un dato che ha del clamoroso: sono ben 22 i punti persi da situazioni di vantaggio.

    Un numero enorme se si pensa che sono appena 18 quelli messi in cascina dai viola in 24 turni di campionato. La squadra di Vanoli non è semplicemente in grado di gestire le partite, nemmeno quando la situazione è favorevole, e questo anche perché paga le clamorose amnesie di un reparto, quello difensivo, che è tra i peggiori del campionato.

    Nessuna compagine nel torneo ha perso più punti da situazioni di vantaggio e sole tre, ovvero Torino, Pisa e Verona, hanno subito più dei 38 goal incassati da De Gea.

    Molti di questi, tra l’altro, su palla inattiva, un’arma che si sta rivelando letale per gli avversari.

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  • ACF Fiorentina v Cagliari Calcio - Serie AGetty Images Sport

    LE RESPONSABILITÀ DI VANOLI

    Da quando Vanoli siede sulla panchina della Fiorentina, i passi in avanti rispetto alla gestione Pioli sono evidenti.

    La squadra ha iniziato quantomeno a fare gioco ed ha trovato una sua fisionomia passando ad una difesa a quattro, ma i numeri restano totalmente insufficienti.

    Vanoli ha impiegato cinque partite di campionato per cambiare modulo e lo ha fatto dopo aver raccolto appena due punti e, più in generale, anche quando le cose sono migliorate, non è riuscito a correggere quei difetti che la squadra non riesce a scrollarsi di dosso.

    Le dormite difensive, i crolli nel finale e la debolezza su palla inattiva sono diventate un marchio di fabbrica ed inoltre, contro il Torino, ci ha messo molto del suo ridisegnando completamente una squadra che era parsa in totale controllo della situazione.

    Cambi deleteri che sono costati carissimo e che non gli hanno consentito di migliorare la sua media punti: la sua Fiorentina viaggia ad un punto a partita, troppo poco per salvarsi.

  • AI DIFETTI SI AGGIUNGE LA PAURA

    Che la Fiorentina fosse una squadra uscita sostanzialmente indebolita la scorsa estate da un mercato da 90 milioni di euro era chiaro a tutti da tempo, tuttavia la sua rosa non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella delle squadre con le quali sta lottando.

    Molti dei giocatori arrivati in estate hanno salutato dopo pochi mesi ed altri ne sono arrivati per colmare quelle che erano lacune evidenti.

    La Fiorentina ha rafforzato il suo reparto più debole con l’arrivo del solo Rugani (attualmente fermo ai box) e ha deciso a gennaio di non prendere un centrocampista più difensivo che facesse schermo davanti alla difesa, tuttavia resta una squadra che, in condizioni normali, dovrebbe salvarsi senza ansie.

    A frenarla è evidentemente anche la paura, così come ammesso da Moise Kean dopo la sfida con il Torino ai microfoni di ‘Sky’ (“La classifica fa paura, ma non dobbiamo abbatterci”) e si tratta di un fattore questo che può avere un peso rilevantissimo nella corsa per non retrocedere.

    Se ai difetti si aggiunge anche la paura, per la Fiorentina allora salvarsi sarà veramente difficile.

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