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Afghanistan femminileGetty Images

Oltre i talebani: l'Afghanistan femminile potrà giocare partite ufficiali, decisione storica della FIFA

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Quasi un decennio dopo le ultime partite ufficiali, la Nazionale femminile calcistica dell'Afghanistan potrà tornare in campo. La FIFA, con una decisione storica, permetterà alla rappresentativa di giocare incontri internazionali nonostante in patria non sia riconosciuta dalla locale associazione calcistica, visto il ritorno dei Talebani al potere e l'intepretazione della Shari'a che vieta alle donne di praticare qualsiasi sport.

In precedendenza la FIFA impediva di riconoscere ufficialmente una squadra a meno che questa non fosse approvata dalla locale associazione di membri, ma in seguito alla riunione straordinaria dell'IFAB, l'organismo mondiale che può cambiare e modificare il regolamento del calcio mondiale, è stato deciso di approvare la registrazione di una squadra nazionale o rappresentativa "in circostanze eccezionali, per garantire che ai giocatori non venga impedito di giocare a calcio internazionale a causa di situazioni al di fuori del loro controllo".

Insomma, la FIFA 'svavalcherà' il regime talebano locale permettendo alla squadra femminile afghana di competere all'estero nonostante non sia approvata dalla propria nazione.

Negli ultimi anni la squadra Afghan Women United, finanziata e sostenuta dalla FIFA, aveva giocato alcune gare amichevoli contro altri team simili, senza poter prendere parte alle competizioni ufficiali come le qualificazioni al Mondiale o alla Coppa d'Asia femminile: nei prossimi anni, però, la Nazionale afghana potrà finalmente tornare in campo effettivamente e competere nei grandi tornei.

  • LA FUGA DALL'AFGHANISTAN

    Con il ritorno del talebani al potere nel 2021, nessuna donna può praticare sport. La rappresentativa femminile afghana è esistita tra il 2007 e il 2021, ovvero in seguito all'invasione statunitense e alla fine del regime radicale talebano, in un periodo in cui le donne hanno acquisito gradualmente diverse libertà e diritti, nuovamente affossati dopo il ritorno del gruppo estremista in seguito al ritiro delle truppe USA.

    Con il ritorno dei talebani il calcio e tutto lo sport femminile è stato affossato, ma era pericoloso anche aver fatto parte di una squadra durante il periodo precedente al 2021. Per questo motivo le giocatori della Nazionale, al pari delle proprie famiglie, hanno bruciato tutto il proprio equipaggiamento, fuggendo all'estero.

    Le giocatorici hanno continuato a calcare i terreni di gioco creando squadre di rifugiate in giro per il mondo, fino a quando la FIFA ha deciso di creare l'Afghan Women United, una squadra Nazionale che potesse nuovamente competere nelle competizioni ufficiali, inizialmente solo amichevoli.

    Dopo un anno 'di prova', ad aprile 2026 è arrivato l'ok per il ritorno in campo nelle qualificazioni della Coppa d'Asia e del Mondiale.

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  • LE PAROLE DI INFANTINO

    “Questo è un passo potente e senza precedenti nello sport mondiale" ha fatto sapere il presidente della FIFA, Gianni Infantino.

    "La FIFA ha ascoltato queste giocatorici come parte della sua responsabilità di proteggere il diritto di ogni ragazza e donna di giocare a calcio e di rappresentare chi sono".

    "Consentendo alle donne afghane di competere per il loro paese in partite ufficiali, stiamo trasformando i principi in azione. La FIFA è orgogliosa di guidare questa iniziativa storica e di stare al fianco di queste calciatrici coraggiose dentro e fuori dal campo".

    “Questa decisione riconosce le calciatrici afghane non come vittime delle circostanze, ma come giocatrici d’élite con il diritto di competere, essere viste e rispettate" ha fatto sapere Nadia Nadim, nata in Afghanistan ma facente parte della rappresentativa danese femminile, con cui conta 108 partite.

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