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AEK-Hapoel Beer Sheva, arresti e bandiere palestinesi: cosa è successo ad Atene per la Conference

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Praticamente ogni match che vede coinvolte le squadre israeliane in Europa è diventato oramai un momento politico, in cui gli avversari provano in tutti modi ad esprimere la propria vicinanza alla causa palestinese, il cui stato verrà riconosciuto dalla Francia come annunciato dal Premier Macron.

Nonostante le migliaia di richieste dei tifosi e della federazione palestinese, che nell'ultimo anno hanno chiesto alla UEFA di escludere le squadre israeliane dai tornei europei in virtù del genocidio in corso a Gaza, l'organizzazione europea non ha adottato gli stessi provvedimenti decisi per la Russia in seguito all'invasione dell'Ucraina.

Il Maccabi Tel Aviv milita così nei preliminari di Champions, mentre Maccabi Haifa, Beitar Gerusalemme e Hapoel Beer Sheva sono alle prese con quelli di Conference League.

La sfida tra Pafos e Tel Aviv in Champions ha portato a nuove polemiche, tra arresti e bandiere palestinesi nel cielo cipriota, arrivate anche in occasione del match del 24 luglio tra l'AEK Atene e l'Hapoel Beer Sheva in terra ellenica.

  • ARRESTI E STOP ALLE BANDIERE

    Come riportano i media ellenici, la polizia locale ha provato in tutti i modi ad evitare che bandiere palestinesi entrassero allo stadio Agia Sophia, casa dell'AEK Atene, in vista della partita d'andata di Conference League vinta 1-0 dai padroni di casa.

    Alcuni dei tifosi che sventolavano pacificamente le bandiere sono stati arrestati, mentre ad altri sono state semplicemente confiscate gli stessi simboli dello stato palestinese.

    La partita di Atenera era classificata come "ad alto rischio" dalla UEFA, con le forze dell'ordine hanno ricevuto esplicite istruzioni di evitare qualsiasi forma di espressione politica, soprattutto in relazione alla causa palestinese.

    La federazione europea, fa sapere 'ethnos, gr', aveva persino avvertito la squadra greca di possibili sanzioni in caso di violazione di questa direttiva.

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  • BANDIERE E CORI ALLO STADIO

    Nonostante il tentativo delle forze dell'ordine, diverse bandiere palestinesi, anche di grossa dimensione, sono state portate all'interno dello stadio e srotolate durante la partita contro l'Hapoel Beer Sheva.

    Dall'altra parte, secondo quanto riporta il sito 902.gr, questo divieto non sembra essere stato applicato allo stesso modo ai circa 150 tifosi israeliani, che hanno alzato tranquillamente diverse bandiere israeliane senza alcuna sanzione, provocando fischi assordanti e cori da parte dei fans greci.

    I cori dei fans dell'AEK? Decisamente chiari: "Fanc... Israele, viva la Palestina".

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  • IL MATCH DI RITORNO

    Filipe Relvas ha segnato la rete che ha permesso all'AEK Atene di battere l'Hapoel Beer Sheva, che avrà comunque il match di ritorno per provare a qualificarsi al turno successivo di Conference League.

    Hapoel-AEK si giocherà giovedì 31 luglio al Nagyerdei Stadion di Debrecen, in Ungheria: negli ultimi due anni, infatti, le squadre israeliane non giocano più nei propri stadi, ma bensì ospiti di altri paesi europei.

  • DOVE GIOCANO LE SQUADRE ISRAELIANE

    • Hapoel Beer Sheva-AEK Atene a Debrecen, Ungheria
    • Maccabi Tel Aviv-Pafos a Backa Topola, Serbia
    • Beitar Gerusalemme-Sutjeska a Ploiesti, Romania
    • Maccabi Haifa-Torpedo Zhodino a Kisvárda, Ungheria
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