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Eugenio AbbatistaGetty

Abbattista alle Iene, l'arbitro e VAR che si è dimesso racconta: "Adesso sono libero di denunciare lo schifo"

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“Mi sono dimesso per la sensazione di schifo che avvertivo. Ho chiesto più volte di parlare dopo il servizio che riguardava la mia persona e non mi è stato concesso. Mi sono sentito con un bavaglio alla bocca".

Eugenio Abbattista, 41enne barese, racconta il mondo arbitrale dopo essersi dimesso. Intervistato dalle Iene, storico programma Mediaset, l'ex direttore di gara ha svelato la sua verità riguardo agli ultimi anni come fischietto, che lo ha portato a salutare senza rimpianti.

“Mi sono dimesso perché ero schifato da tutto quello che vedevo attorno. Impossibilità di parlare, esprimermi e l’autorizzazioni negatemi”.

Abbattista aveva già parlato alle Iene prima delle sue dimissioni, per poi uscire allo scoperto dopo aver abbandonato il mondo arbitrale (nel 2023/2024 è stato VAR e AVAR in diversi turni di campionato) nelle ultime settiane.

  • ABBATTISTA E IL DOCUMENTO FALSO

    "Dopo il primo servizio che mi riguardava, ho chiesto di poter parlare, ma non sono stato autorizzato. Sarebbe stato scomodo farlo. Il documento che il massimo organismo degli arbitri ha prodotto che ha permesso a me e ad altri arbitri di restare in organico era evidentemente falso".

    "Io dovevo andare a casa, dovevo smettere di arbitrare. Il documento attesta il mantenimento nell’organico del sottoscritto, di Calvarese e Giacomelli, quando in realtà la relazione che era stata presentata dai valutatori diceva che noi tre dovevamo restare a casa”.

    “Morganti mi chiamò e mi disse che a fine anno avrei smesso di arbitrare per massima permanenza nel ruolo. Davo per scontato che sarei stato dismesso. Ho anche mollato dal punto di vista degli allenamenti, poi quando ho scoperto che avrei continuato sono stato contento perché sarei rimasto in campo. Poi quando ci sono stati i ricorsi dei colleghi dismessi ho capito che c’era qualcosa che non andava”.

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  • AbbatistaGetty

    "DIMISSIONI DOVUTE"

    “Ho richiesto due volte volontariamente di essere ascoltato dalla procura per fare chiarezza, ho confermato ciò che mi aveva detto Morganti, mi hanno chiesto se fossi sicuro ed anche il valutatore Morganti ha dichiarato che per me non era stata richiesta alcuna deroga”.

    Nel momento in cui delle persone sono sedute ad un tavolo e sono testimoni di un atto che poi si è verificato falso e non denunciano, di fatto sono complici. Quell’atto ha portato alla condanna di innocenti e a lasciare impuniti dei colpevoli. In questo caso le dimissioni sono quanto meno dovute, anche per un fatto di dignità personale”.

    Abbattista ha arbitrato in Serie A fino al 2021/2022, mentre nell'ultimo anno e mezzo è stato impiegato al VAR: una delle ultime gare del massimo campionato lo ha visto come addetto AVAR in Frosinone-Roma, per il 25esimo turno.

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  • AbbatistaGetty

    MOSSA POLITICA

    Era uno schifo e ho detto basta" continua Abbattista alle Iene. "La sensazione era quella che la procura sia andata alla ricerca della soluzione più semplice. E’ stata una mossa politica, nulla ha a che fare con ciò che gli arbitri fanno in campo. A febbraio del 2021 ci sarebbero state le elezioni”.

    E’ inammissibile che un cittadino per poter parlare di questioni personali debba chiedere autorizzazioni o peggio ancora dare delle versioni concordate. Così è difficilissimo andare in campo, è una cosa fatta in maniera subdola”.

    Dimessosi dal mondo arbitrale a inizio marzo, Abbattista è stato designato in stagione per diversi incontri di Serie A e Serie B come capo VAR, o come assistente per il cosidetto AVAR. Tra le gare in cui ha agito dalla sala ci sono:

    • Frosinone-Roma (AVAR), 25esima giornata

    • Cagliari-Bologna (AVAR), 20esima giornata
    • Bologna-Genoa (VAR), 19esima giornata
    • Inter-Udinese (AVAR), 15esima giornata

    Eugenio Abbattista era stato designato come VAR per la gara di Serie B Cremonese-Palermo di sabato 24 febbraio, sostituito però da Daniele Paterna. Pochi giorni dopo sono arrivate le dimissioni.

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  • "TUTTI DOVREBBERO DIMETTERSI"

    "Immaginate uno sportivo che va in campo con il fardello psicologico del contratto annuale, anche quello suggestiona e crea pressione perché se non sei nella sezione che va nel solco giusto chissà che succede".

    "C’è bisogno di una figura di garanzia che verifichi la bontà delle prestazioni di chi va in campo e di coloro che valutano. Non accetto più che mi dicano se posso o non posso parlare. Serve un commissariamento subito. Serve una pulizia generale. Vanno riscritte le regole dell’AIA - conclude Abbatista -, lo dobbiamo anche ai tifosi. Tutti dovrebbero dimettersi”.

    Terremoto nel mondo arbitrale.

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