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Hakimi Theo GFX

Le 5 chiavi di Milan-Inter: Ibrahimovic-Lukaku, le fasce, il pressing alto

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Inter prima in classifica a 50 punti, Milan secondo che insegue a -1. Oggi si gioca il derby più importante degli ultimi anni. Un derby che vale molto più della supremazia cittadina. Sarà fuga nerazzurra o controsorpasso rossonero?

Vediamo insieme le possibili chiavi della sfida di 'San Siro': dal confronto Ibrahimovic-Lukaku, ai duelli sulle fasce, dal rilancio di Eriksen all'assenza di Bennacer fino al pressing alto ed alle mosse dalla panchina.

  • GFX Dio Ibra vs Re LukakuGoal

    IBRAHIMOVIC VS LUKAKU: DIO O RE

    16 goal uno, 14 l'altro. Il Re e il Dio. Due giganti. Milan-Inter è anche, se non soprattutto, Romelu Lukaku contro Zlatan Ibrahimovic.

    Molto del derby passerà dai piedi dei bomber, pronti a darsi di nuovo battaglia dopo lo scontro proibito e le furiose polemiche seguite alla gara giocata in Coppa Italia qualche settimana fa.

    Allora ad avere la meglio è stato Lukaku, che ha trasformato il rigore del momentaneo 1-1, mentre Ibrahimovic dopo aver sbloccato il derby ha poi colpevolmente lasciato il Milan in dieci per quasi tutto il secondo tempo spalancando di fatto le porte della semifinale all'Inter. Inter con cui Zlatan ha giocato dal 2006 al 2009 vincendo tre Scudetti.

    All'andata invece era stata una doppietta dello svedese a regalare la stracittadina ai rossoneri, mentre nella scorsa stagione Lukaku aveva ribaltato il derby e si era auto-incoronato nuovo re di Milano. Adesso l'obiettivo di entrambi però è il trono di tutto il campionato.

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  • Hakimi Theo GFX

    IL DERBY VA DI CORSA: SPRINT SULLE FASCE

    Tra i punti di forza di entrambe le squadre ci sono sicuramente gli esterni: Hakimi da una parte, Theo Hernandez dall'altra.

    I due, scartati forse troppo frettolosamente dal Real Madrid, saranno assoluti protagonisti del derby della Madonnina. Chi la spunterà sulla fascia avrà quindi grandi possibilità di festeggiare a fine partita insieme ai compagni.

    Non va però dimenticato chi dalla parte opposta assicura il necessario equilibrio. Non è infatti un caso se il peggior Milan della stagione si sia visto a La Spezia, dove i rossoneri non hanno potuto schierare Davide Calabria causa squalifica.

    Nell'Inter invece sulla sinistra si sono fin qui alternati Young e Perisic, col croato apparso in netta crescita nelle ultime settimane. Le sorti del derby passano anche dai loro piedi e soprattutto dalle loro corse su e giù per la fascia.

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  • Mandzukic Ibrahimovic Spezia MilanGetty

    LA KRYPTONITE DEL MILAN: IL PRESSING ALTO

    In quella che fin qui per il Milan è stata una stagione da incorniciare c'è stato un punto debole piuttosto evidente. Le peggiori sconfitte subite dai rossoneri infatti hanno in comune il pressing alto attuato dagli avversari.

    Lille, Atalanta e Spezia sono riusciti così a bloccare sul nascere la manovra della squadra di Pioli e portare seri pericoli alla porta di Donnarumma.

    Una tattica questa peraltro già ben conosciuta e spesso attuata pure dall'Inter di Conte, che allo stesso modo ha avuto la meglio sulla Juventus in quella che è stata forse la più bella partita giocata quest'anno dai nerazzurri in campionato.

    In tal senso l'uomo chiave può essere ancora una volta Nicolò Barella, assaltatore di professione in grado di mettere sotto pressione il portatore di palla avversario. Milan avvisato...

  • Christian Eriksen InterGetty Images

    CIAK SI GIRA: ERIKSEN IN, BENNACER OUT

    Nelle ultime settimane, dopo la punizione-gioiello proprio nel derby di Coppa Italia, Conte ha finalmente concesso fiducia a Christian Eriksen che si è conquistato sul campo la maglia da titolare.

    La presenza del danese insieme a Brozovic ha molto cambiato il centrocampo dell'Inter, innalzando sensibilmente il livello tecnico e assicurando ai nerazzurri di fatto una doppia regia utilissima in fase di costruzione del gioco.

    Allo stesso modo potrebbe pesare in negativo per il Milan l'assenza di Ismael Bennacer, l'unico vero uomo d'ordine del centrocampo rossonero finito di nuovo ko a causa dell'ennesimo problema muscolare.

    Anche perché fin qui Tonali non ha del tutto rispettato le attese, mentre Krunic è poco più di un'alternativa. L'unica certezza per Pioli resta quindi Kessié, al quale il tecnico chiederà ancora una volta di cantare e portare la croce. Basterà?

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  • conte pioliGoal/Getty

    CONTE-PIOLI: IL DERBY DELLA PANCHINA

    Da una parte lo specialista Antonio Conte capace di vincere quattro campionati tra Italia e Inghilterra, dall'altra Stefano Pioli che in panchina non ha ancora mai vinto nulla e sogna il primo Scudetto della sua carriera insieme al Milan.

    Focoso e vulcanico uno, sempre moderato ed equlibrato l'altro. Due modi diversi per arrivare allo stesso risultato: vincere.

    In comune Conte e Pioli hanno un passato da giocatori alla Juventus, seppure in epoche diverse. L'attuale tecnico rossonero nel recente passato ha allenato anche l'Inter, squadra per cui non ha mai nascosto di simpatizzare. Ora però ha sposato completamente il progetto del nuovo Milan, che è riuscito dopo anni a riportare nell'elité del calcio italiano.

    Conte fedelissimo al 3-5-2 con pochissime deroghe allo spartito originale anche a gara in corso, mentre Pioli ormai da tempo ha scelto il 4-2-3-1 che gli ha permesso di sprigionare tutto il potenziale offensivo del Milan. Il derby più importante degli ultimi anni visto dalle panchine.