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Getty/GOALGuida ai Mondiali 2026: Ecuador
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Secondo posto, come nel percorso verso l’edizione nippocoreana del 2002. Se per l’Ecuador non è un record, poco ci manca. 28 punti in 18 giornate, meglio ha fatto solo l’Argentina. La Tri è finita davanti al Brasile, ma anche alla Colombia, all’Uruguay, al Paraguay. E dire che nel novembre del 2023 è stata penalizzata di tre punti per il caso Byron Castillo, accusato di essere nato nel 1995 in Colombia e non nel 1998 in Ecuador: la squadra dell’argentino Sebastian Beccacece avrebbe chiuso addirittura a 32, a +4 sulle terze. Pazzeschi i numeri collezionati: non tanto le 8 vittorie, quanto i 14 goal segnati (il peggior rendimento offensivo delle prime sei) e i soli 5 subiti (l’Argentina il doppio, il Brasile 17). La qualificazione, alla fine, è arrivata a suon di 0-0 e 1-0: nelle ultime 5 partite l’Ecuador ha segnato solo una volta e ha sempre tenuto la porta inviolata.
Cosa aspettarsi
Getty ImagesL'Ecuador punta a superare la fase a gironi per la seconda volta nella storia dei Mondiali.
La missione dell’Ecuador negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, almeno per il momento, è una e una soltanto: superare la fase a gironi. Nella propria storia lo ha fatto appena una volta: in Germania nel 2006, giusto un ventennio fa. In quell’occasione è stato poi eliminato agli ottavi di finale dall’Inghilterra, ma quello rimane il punto più alto mai raggiunto dai sudamericani nella competizione. Nel 2022, in Qatar, la selezione allora allenata da Gustavo Alfaro ha sprecato una chance forse più unica che rara, perdendo contro il Senegal nell’ultima giornata del raggruppamento e venendo superata proprio dagli africani al secondo posto. Questa volta la squadra di Beccacece è stata inserita nel girone E assieme alla Germania, chiaramente strafavorita per la vetta, alla Costa d’Avorio e a Curaçao. I pronostici sono scontati, in attesa come sempre che sia il campo a emettere il proprio verdetto: Ecuador e Costa d’Avorio si giocheranno la seconda piazza, con Curaçao piccola outsider e mina vagante.
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Il commissario tecnico
Getty ImagesSebastien Beccacece è alla guida della nazionale ecuadoriana dal 2024.
Sebastian Beccacece, argentino di Rosario come Leo Messi, 45 anni, ha una storia del tutto particolare. Intanto la sua carriera da calciatore è praticamente vuota: vanta appena un paio di esperienze nel calcio amatoriale locale, prima di abbandonare tutto “perché non avevo la possibilità di emergere, di eccellere”. A 22 anni ha iniziato ad allenare, ha conosciuto Jorge Sampaoli, lo ha seguito ovunque: in Perú, in Cile, in Ecuador. Con lui ha vinto una Copa America col Cile, è finito pure a fare il suo vice nell’Argentina. Dicono che lì abbia litigato con Messi, ma lui ha sempre smentito. L’unica avventura europea, all’Elche, si è chiusa con la retrocessione. Al Defensa y Justicia, nel 2021, aveva conquistato quello che a oggi è il suo unico titolo in bacheca: una Recopa Sudamericana. Nell’agosto del 2024 l’Ecuador lo ha scelto per prendere il posto dello spagnolo Felix Sanchez. E con lui è andato dritto filato ai Mondiali.
MVP
Getty ImagesConsiderato uno dei migliori centrocampisti della Premier League, Moises Caicedo sarà una figura chiave per l'Ecuador.
Moises Caicedo lo conosciamo tutti: gioca nel Chelsea e, nonostante faccia il centrocampista e non il bomber da 20-30 reti stagionali, a un certo punto è finito su tutte le copertine per l’esorbitante prezzo pagato dal Chelsea per averlo. Nel 2023 i Blues hanno scioccato l’Inghilterra, sborsando 116 milioni di euro più altri 17 di bonus e facendolo diventare il giocatore più costoso (ai tempi) della storia della Premier League. Giocatore dell’anno dei Blues nel 2024/2025, Caicedo è un pilastro anche dell’Ecuador, con cui ha collezionato 60 presenze. Beccacece lo ha definito ”una persona semplice, umile, che preferisce parlare in campo”. Assieme a Pacho porterà esperienza europea alla rosa. Ma attenzione: dovrà saltare l’esordio contro la Costa d’Avorio a causa dell’espulsione rimediata nell’ultima giornata del girone di qualificazione contro l’Argentina.
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One to watch

Kendry Paez ha il potenziale per diventare una delle giovani stelle del torneo.
Quando il Chelsea lo ha acquistato dall’Independiente Del Valle, nel 2023, anche lui come Caicedo è finito su tutte le copertine. Ma per un motivo diverso: i Blues avevano appena messo le mani su un talento di appena 16 anni, peraltro con un biennio d’anticipo, se è vero che Paez si sarebbe potuto trasferire a Londra solamente nel 2025, al compimento dei 18 anni. Da quel momento il trequartista mancino, che fa della qualità e del dribbling le proprie armi principali, ha vissuto alti e bassi: prima è stato prestato all’altro club della famiglia, ovvero lo Strasburgo, e poi è tornato addirittura in Sudamerica per vestire la maglia del River Plate, sempre in prestito. A Buenos Aires gioca e non gioca, ma ha da poco segnato la sua prima rete, un bel sinistro quasi all’incrocio nel 3-1 all’Aldosivi. Nel frattempo Beccacece lo ha sempre convocato e dovrebbe portarlo ai Mondiali, anche solo per consentirgli di formare un importante bagaglio d’esperienza.

