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Zizi Roberts, l'amico di Weah acquistato dal Milan che non riuscì a sfondare in Italia

11:40 CEST 13/06/21
A portarlo al Milan fu l'amico Weah, con cui giocava assieme nella Liberia: ma Zizi Roberts non riuscì a sfondare in B e lasciò presto la penisola.

La sua avrebbe potuto essere una favola. La Serie A, il campionato più bello del Mondo, sembrava pronto ad accoglierlo e a spalancargli le porte: George Weah, che ci aveva giocato assieme nella Nazionale liberiana,  non uno qualunque, era pronto a scommettere sul suo futuro e lo aveva portato al Milan, dove sarebbe potuto definitivamente esplodere. 

Siamo nel 1997, e Kolubah Roberts,   per tutti Zizi, attaccante liberiano di belle speranze, appare destinato ad una brillante carriera calcistica. Nato a Monrovia, la capitale del suo Paese, il 13 giugno 1979, si era formato in patria nel Junior Professionals, approdando in Prima squadra già all'età di 15 anni.

Gioca da attaccante e con i suoi goal contribuisce prima a portare la squadra nella massima divisione locale, poi a conquistare il primo Scudetto della storia del club nella stagione 1995/96. Nel giugno del 1996 l'approdo nella Liberia  nella gara contro il Gambia è la logica conseguenza delle sue performance. 

Quella liberiana è una squadra a forte sbilanciamento offensivo, mentre mancano i profili difensivi di spessore. Succede così che il giocatore più rappresentativo, George Weah, arrretri per giocare come difensore centrale, e che la giovane promessa lo affianchi nel reparto arretrato. Il tutto per provare a ottenere risultati prestigiosi con la Nazionale.

Fra George e il giovane talento nasce una forte amicizia e una grande stima. Il campione stravede per Zizi e lo porta in Italia con sé già in quella stessa stagione. Il giovane liberiano sostiene un provino con il Castel di Sangro, che milita in Serie B, ma viene bocciato.

Lo sbarco nella penisola è però per lui soltanto rimandato, visto che l'anno seguente l'ex Pallone d'Oro non ci pensa due volte e convince il patron del Milan, Silvio Berlusconi, a ingaggiarlo.  Zizi Roberts arriva a Milanello dopo un sonoro k.o. per 5-0 in Nazionale contro l'Egitto e viene aggregato alla squadra di Fabio Capello per il ritiro precampionato e le amichevoli estive.

Il tecnico friulano vuole testarlo per vedere se può essere un attaccante di scorta per i rossoneri. Nella tournée brasiliana gioca un minuto contro l'Atletico Mineiro (2-2) e ha più spazio con l'America di Minas Gerais (1-1). Resteranno le uniche apparizioni in maglia Milan del giocatore liberiano. Quest'ultimo si dimostra veloce e forte fisicamente, ma palesa anche lacune dal punto di vista tecnico.

Il giudizio unanime è che il ragazzo sia molto acerbo e così alla fine dell'estate Zizi Roberts è girato in prestito al Monza, con buona pace del suo amico Weah. Il giovane liberiano è un po' stupito, ma accetta la destinazione in provincia ed è determinato a dimostrare il suo valore in Serie B, dove i brianzoli sono appena approdati.

"Sono sorpreso ma contento di poter giocare nel Monza. - afferma ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport - Nessuno al Milan mi aveva infatti preventivato una tale soluzione. Però è chiaro che con giocatori del calibro di Kluivert e Weah gli spazi per il sottoscritto sarebbero stati praticamente inesistenti, dunque il passaggio al Monza mi apre nuove prospettive. Poi qui siamo a pochi chilometri da Milano e l’amico George mi ha garantito che, non appena la Serie A effettuera’ una sosta, farà di tutto per venire a vedermi e a incitarmi".

I tifosi brianzoli, tuttavia, inizialmente non prendono molto bene il suo arrivo e lo accusano di essere un raccomandato e di togliere spazio alle giovani promesse del club biancorosso. Ma il 14 settembre 1997 il liberiano zittisce tutti i suoi detrattori. Si addormenta e manca l'appuntamento con la partenza del pullman della squadra, ma Radice lo perdona e lo getta nella mischia negli ultimi 20' al posto di Campolonghi. E il buon Zizi in zona Cesarini, all'86', raccogliendo un cross di Modica, insacca di testa la palla della vittoria contro il Venezia.  

"Nella Nazionale liberiana gioco con Weah, ma in difesa. - precisa nel post partita - Nel Monza gioco in attacco. Dedico il mio goal ai tifosi del Monza che fin dal mio arrivo mi hanno accolto come un beniamino".

I tifosi, sentite le sue parole, cambiano opinione su di lui, e gli dedicano anche un coro: "Con l'amico di Weah ce ne andiamo in Serie A".

La partenza della squadra è tuttavia deficitaria, tanto che quella contro i lagunari resta l'unica vittoria nelle prime 5 giornate e Radice è esonerato. Al suo posto ai primi di ottobre arriva Bruno Bolchi, che dopo aver fatto la conoscenza del ragazzo dice:

"Ha scatto, un forte tiro e due piedi buoni. Ma è un ragazzo, in partita si perde, si lascia andare a qualche ingenuità". 

Così lo relega in panchina, riservandosi di inserirlo quando la partita lo consente.

"È come una macchina da corsa che deve essere ancora messa a punto, ecco perchè lo faccio giocare soltanto per poco tempo e non per tutti i 90 minuti", spiega.

Il buon Zizì è costretto a mandar giù il boccone amaro.

"Ero abituato a giocare per tutta la gara, - sbotta - e posso farlo anche qui".

L'ex centrocampista del Milan, Andrea Icardi, che cura il Settore giovanile dei brianzoli, del resto, non ha dubbi:

"Zizì ha grandi qualità, quando sarà anche più smaliziato, diventerà un giocatore completo".

Roberts è utilizzato con il contagocce dal suo allenatore, ma questo non gli impedisce di siglare reti pesanti: i suoi 5 goal stagionali (in 27 presenze), infatti, fruttano 11 punti al Monza. Propizia altri 2 successi, contro Ancona e Padova, e 2 pareggi, con Chievo e Salernitana. In panchina anche Bolchi saluta e le ultime 13 giornate vedono al timone Pierluigi Frosio. Alla fine il bilancio è positivo, il Monza si salva ma Zizi Robert non viene riconfermato dai brianzoli.

Torna al Milan, che stavolta lo gira in prestito al Ravenna, che milita anch'esso in Serie B, in cambio di un'opzione sul portiere Marco Roccati. Zizi Roberts diventa il 1° straniero della storia dei romagnoli, e incontra il mister Sergio Santarini, che prova a cambiargli posizione in campo.

Da attaccante, infatti, il suo nuovo allenatore lo impiega da tornante di destra o di sinistra. 

"Mi sembrava potesse essere un bellissimo difensore, perchè sull’uomo è implacabile. - sostiene - Poi ho scoperto che in Nazionale giocava dietro e quindi ho deciso di lanciarlo nella mischia in questo ruolo. Ed i primi risultati sono stati incoraggianti".

Il liberiano non si scompone e accetta la novità pur di giocare.

"Quella di Monza è stata un'esperienza importante. Voglio dare il massimo per emergere. È certamente un grande onore per me essere il primo straniero di questo club. - dice - Cercherò di fare del mio meglio per ripagare ancor di più la fiducia della società che mi ha scelto".

Zizi Roberts alterna grandi cose ad errori clamorosi. La 'gemma' più bella è il gran goal segnato al San Paolo contro il Napoli: un sinistro terrificante da 30 metri, che non dà scampo al portiere avversario.

Ma sarà un fuoco di paglia: le sue prestazioni da esterno calano e Santarini non è contento. Lo impiega da difensore centrale, poi la bocciatura contro l'Andria.

"Ha avuto alcune distrazioni imperdonabili. Non è ancora pronto per il calcio italiano, e non è neppure colpa sua. Zizi è abituato a un tipo di calcio elementare, dove non esistono regole tattiche e conta più correre dietro il pallone e cercare lo scontro fisico. Resto comunque convinto che ha il fisico adatto per giocare in difesa. Ma deve imparare a essere disciplinato".

Sta a lungo fuori, per poi essere nuovamente utilizzato in Primavera come punta. Le prestazioni restano negative, e, nonostante il Ravenna alla fine si salvi, quella con la squadra romagnola rimarrà l'ultima esperienza italiana del liberiano. È la fine del suo sogno.

Nel 1999/00, infatti, il Milan lo manda in prestito agli svizzeri del Bellinzona. Segna 6 reti e, ceduto Weah al Chelsea, nel gennaio 2000 il Milan lo vende a titolo definitivo ai greci dello Ionikos. Lontano dalla penisola, magicamente il buon Zizi si riscopre discreto bomber. Gli 8 goal gli valgonono la chiamata del Panionios l'anno seguente, che gli frutta un bottino di 13 reti e l'approdo successivo all'Olympiacos, una delle big della Grecia. 

Non gioca molto, anche perché accusa grossi problemi al ginocchio destro, che lo costringono a star fuori per tutta la seconda parte della stagione 2001/02, ma segna 6 reti totali (5 in campionato ed una in Coppa di Grecia), debuttando in Champions League (2 presenze nel girone contro Lille e Manchester United). 

Nel 2002 il liberiano classe 1979 sbarca negli Stati Uniti, nei Colorado Rapids, compagine in cui forma un bel tridente offensivo con Carlos Valderrama e Musa Shannon. Nel 2003 è votato 'Calciatore liberiano dell'anno', ma i problemi al ginocchio lo costringono ad operarsi e a fermarsi a lungo. Dice addio alla Nazionale liberiana, con un bilancio di 9 goal in 36 partite.

Dopo 2 stagioni in MLS, torna in Europa, giocando la stagione 2005/06 con i Coalisland Na Fianna, compagine nordirlandese. Sarà la sua ultima squadra, prima del prematuro ritiro a soli 27 anni.

In Italia non ha lasciato tracce tangibili: è considerato ancora oggi un carneade che senza l'amicizia importante con Weah non sarebbe mai arrivato a certi livelli.