Da Monaco a Venezia. Un viaggio di poche ore di auto a livello geografico, ma ben più lungo a livello calcistico. Lo intraprenderà Michaël Cuisance, che ha lasciato il Bayern Monaco per trasferirsi in Serie A, al Venezia, per raccogliere la sfida dei lagunari di provare a centrare una salvezza che a inizio anno sembrava difficile, ma che al momento sembra poter essere trasfomata in realtà.
Nel pomeriggio del 3 gennaio è arrivata anche l'ufficialità. Secondo 'Sky Sport' l'accordo è stato formalizzato sulla base di circa 4 milioni di euro: nelle scorse giornate si era parlato persino di cifre superiori. Il Bayern lo aveva pagato quasi 10 milioni solo due anni e mezzo fa.
Dalla lotta per la Champions League alla lotta per la Serie A, con l'obiettivo di ritrovare il rilancio personale dopo mesi complicati. Il francese da tempo è ai margini del Bayern Monaco, fuori dalle gerarchie di Nagelsmann e anche dalle grazie del club, che già lo scorso anno aveva deciso di lasciarlo partire mandandolo in prestito all’OlympiqueMarsiglia, che però al termine del prestito non ha esercitato il diritto di riscatto di 20 milioni di euro.
Intorno a Cuisance ci sono tante aspettative sin dalla giovane età e nonostante le prestazioni poco brillanti il suo talento ha sempre attirato grosse attenzioni. Non a caso la notizia del trasferimento in arancioneroverde è stata accompagnata da grande hype: la speranza di poterlo veder finalmente esplodere c'è ancora.
GettyCHI E CUISANCE, L'ENFANT PRODIGE
Cuisance è stato una sorta di ‘enfant prodige’. Centrocampista in grado di coprire tutti i ruoli, dotato di grande tecnica e di un tocco molto delicato, bravo nella visione di gioco. Senza un grande passo, ma con un fisico importante, che risaltava specialmente nei primi anni della sua carriera.
E' cresciuto nel Nancy, ma è stato nel Borussia Mönchengladbach che il suo nome è arrivato agli onori delle cronache. Anche se di lui si parlava già molto ai tempi delle giovanili della Francia. Nei Fohlen alla prima stagione (2017/18) ha subito vinto il premio di miglior giocatore del club, votato dai tifosi. Tutto questo giocando appena 24 partite e soltanto 9 da titolare, per un totale di poco superiore ai 1000 minuti. Un terzo di quelli complessivi disponibili. Il suo talento, comunque, era stato riconosciuto.
La stagione successiva, anche per questioni contrattuali, il talentuoso centrocampista è finito ai margini, vedendo il proprio minutaggio ridursi drasticamente, anche per qualche comportamento che in società non è stato particolarmente gradito.
Getty ImagesAnche per questo nell’estate 2019 l’occasione di andare al BayernMonaco è stata colta al volo. Solo che non è stata sfruttata appieno. Tanta panchina e poco spazio nelle gerarchie di Niko Kovac prima e Hansi Flick poi. Anche in un anno concluso con la vittoria della Champions League, della Bundesliga e della DFB-Pokal, Cuisance è riuscito a mettere insieme soltanto 10 gettoni. Si è quantomeno tolto lo sfizio di segnare la sua prima rete con la prima squadra, nell'ultima giornata di campionato contro il Wolfsburg. Ne aveva fatte altre due in 3. Liga, in qualche incursione con la seconda squadra, che peraltro ha persino vinto il campionato.
Quest’anno, tornato a Monaco dopo l'anno a Marsiglia tra pochi alti e tanti bassi, è fermo a 2 presenze. Si è segnalato giusto per un goal segnato in Coppa contro il Bremer (quinta serie), dopo essere subentrato nel secondo tempo. L'altra presenza è arrivata con lo Stoccarda nella penultima partita dell'anno, con la rosa ridotta all'osso. Subentrato sullo 0-5. Nell’ultima partita contro il Wolfsburg ha fatto scalpore il lancio di una pettorina dopo il ritorno in panchina al termine del riscaldamento. L’allarme lo ha fatto rientrare lo stesso Cuisance.
“Quel gesto è stato male interpretato, ho un bel rapporto con Nagelsmann e non gli mancherei mai di rispetto”, ha dichiarato alla ‘Bild’. “Voglio giocare più minuti, più partite. Qui ho avuto poche occasioni, ma non ho rimpianti. Forse devo fare un passo indietro e ripartire”.
Non si tratta però dell’unico caso in cui l’ex Nancy è finito sotto accusa: in estate correvano voci che il club lo vedesse come 'ineducabile'. Al Marsiglia Sampaoli lo aveva messo fuori durante un allenamento per i suoi atteggiamenti "troppo individualisti", secondo la stampa. In più era finito nell'occhio del ciclone per aver rifiutato il vaccino, cosa che gli è costata una sospensione dello stipendio in un periodo di quarantena dovuta per l'appunto al suo status, come raccontava la 'Bild'.
Getty Images“Atteggiamenti sbagliati? Chiedete a Nagelsmann: io lavoro molto. Sentire queste cose non è facile, ma non mi tocca più. Devo accettarlo e andare avanti. Cosa si dice di me non mi interessa. Ho fiducia nei miei mezzi”
Le critiche verso di lui non sono mai mancate. SandroWagner, ex Bayern e oggi opinionista di DAZN, ha dichiarato che “per un giocatore così al Bayern non c’è spazio”. La Bild nel pagellone di fine anno gli ha dato il voto più basso possibile.
Eppure nel suo talento cristallino nessuno ha mai smesso di credere. Probabilmente nemmeno il Bayern, con il quale però la rottura sembra ormai insanabile. Venezia per Cuisance rappresenterà un nuovo inizio, una partenza da zero. Un'occasione, anzi l'occasione, per dimostrare a tutti le sue doti.




