Due generazioni a confronto, un rapporto complicato maturato sotto la ferrea disciplina di Sir Alex Ferguson: Ruud Van Nistelrooy e Cristiano Ronaldo si sono incrociati al Manchester United per tre anni, abbastanza da certificare una certa incompatibilità tecnica e caratteriale.
L'attaccante olandese sbarca in Inghilterra nell'estate del 2001 e diventa subito un punto fermo del formidabile reparto offensivo dei Red Devils, con cui giocherà cinque stagioni, segnando ben150 reti in 219 presenze.
Attaccante formidabile in area di rigore, dotato di una struttura fisica sopra la media e una tecnica individuale sopraffina: il finalizzatore perfetto di una macchina altrettanto perfetta, che tra gli ingranaggi annoverava campioni del calibro di Ryan Giggs e David Beckham.
Il 2003 segna però la fine di un'era e l'inizio di un'altra sulla fascia destra dello United: l'esterno inglese, autentica bandiera fino a quel momento, lascia la Premier per approdare al Real Madrid, lasciando il testimone a un ragazzino portoghese ancora acerbo, ma dal talento infinito.
Proprio in quella calda estate inizia la prima grande avventura di Cristiano Ronaldo nel calcio che conta: un esterno destro atipico per il gioco di Ferguson, un funambolo tutto genio e fantasia, ma ancora troppo spesso innamorato del pallone e dello spettacolo fine a sé stesso.
GettyProprio da qui ha inizio il controverso rapporto tra CR7 e Van Nistelrooy che, abituato a ricevere centinaia di palloni in area con il giusto tempismo, inizia a soffrire lo stile di gioco del nuovo arrivato.
L'insofferenza sfocia oltre il terreno di gioco e tra i due inizia a calare un gelo piuttosto evidente anche a tutti gli altri membri dello spogliatoio. Emblematiche le parole dell'ex compagno Saha, che racconterà successivamente l'antipatia emersa tra i due giocatori:
"Ruud aveva quel tipo di ego, voleva che tutti i palloni arrivassero a lui. E alcune volte questo, per lo sviluppo di Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney, è stato difficile da gestire per Ferguson. Ruud ha fatto piangere Cristiano, è vero. C'erano delle storie che penso siano culminate in una discussione nel periodo in cui il padre di Cristiano era morto, quindi non era il momento giusto. Cose del genere accadono quando due giocatori hanno molto spirito, ma sono sicuro che Ruud si rammarica di alcune delle sue parole".
L'insofferenza aumenta partita dopo partita, come testimoniato anche dall'ex calciatore delle giovanili dei Red Devils Eddie Johnson:
"Ruud van Nistelrooy era frustrato nei suoi confronti, correva in area ma non riceveva mai la palla dal portoghese, che amava invece dribblare il terzino tre o quattro volte. In molti avevano qualcosa da ridire riguardo quell'atteggiamento. Ruud era abituato a Beckham o Giggs e, per questo motivo, si lamentava di continuo".
Due forti personalità a confronto, nonostante la giovane età di Ronaldo: ben presto il rapporto con l'olandese degenera nel pesante scontro verbale, come raccontato nel dettaglio da Alastair Campbell, amico fidato di Ferguson:
"La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando Ruud ha detto a Cristiano Ronaldo che aveva trovato un secondo padre in Carlos Queiroz appena dopo che il padre di Ronaldo, che era un alcolista, era morto. In seguito chiese perdono, ma Cristiano non accettò le scuse".
La vicenda scatenò la rabbia dello stesso Alex Ferguson, che mandò subito a casa Van Nistelrooy: l'estate seguente il divorzio del bomber olandese dal club inglese, con l'ufficialità del trasferimento al Real Madrid.
Getty ImagesProprio nella capitale spagnola lo stesso Ronaldo raggiunse l'ex compagno tre anni più tardi: in maglia Blancos la convivenza fu ancora più breve (con il lusitano ormai star internazionale affermata) perchè la stagione successiva il centravanti classe '76 decise di lasciare la squadra per approdare in Germania all'Amburgo.
Semplice coincidenza o nuovo epilogo di una convivenza impossibile? Storie di spogliatoio, il 'dietro le quinte' di un calcio che spesso mostra un'altra facciata, nascondendo i naturali attriti di tanti caratteri diversi chiamati a confrontarsi giornalmente dentro e fuori dal campo. Ronaldo e Van Nistelrooy, storia di un feeling mai nato.
