In Italia ha vestito la maglia del Cagliari per i primi sei mesi della stagione 2017/2018, prima ancora le esperienze con Ajax, PSG e Fenerbahce: nel curriculum di Gregory Van der Wiel c'è anche una finale dei Mondiali giocata da titolare e persa nel 2010 con l'Olanda, eppure oggi è uno degli svincolati di lusso.
Il terzino olandese non ha più una squadra da quando, nel marzo 2019, lasciò il Toronto: in estate si è allenato per qualche giorno con l'RKC Waalwijk in patria ma, di un nuovo contratto, nemmeno l'ombra.
Un periodo complicato sfociato in tensioni e in attacchi d'ansia e panico, come raccontato dallo stesso Van der Wiel direttamente sul suo sito ufficiale.
"Il mio primo pensiero è stato che ci fosse qualcosa di sbagliato dal punto di vista fisico in me. Con l'aiuto di ospedali e medici abbiamo fatto delle valutazioni sul mio corpo, concludendo che questo non avesse nulla da sistemare. Dopo una prima conferma ho iniziato a concentrarmi sulla parte mentale, ci lavoro anche oggi".
A produrre gli attacchi di panico sono state le repressioni delle emozioni: frustrazione, rabbia, delusione e tristezza lo hanno colto alla sprovvista dopo la separazione con Toronto.
"Gli ultimi anni della carriera non sono stati facili. Dopo non essere stato del tutto felice a Parigi e aver passato un brutto anno ad Istanbul e alcuni mesi a Cagliari, il colpo emotivo più grande l'ho ricevuto quando sono stato costretto a dire addio al Toronto. Lì ho trascorso un anno fantastico, ho amato la squadra, le persone e la città. Mi vedevo a giocare lì per altri cinque o sei anni. Poi, di punto in bianco, me ne sono dovuto andare a causa di una discussione con l'allenatore. Mi ha fatto male e me ne fa tuttora".
In seguito all'avventura in Canada, Van der Wiel si trasferì a Los Angeles senza però riuscire a strappare un altro contratto. Ora, con il ritorno nella sua Olanda, la situazione a livello personale è migliorata.
"Sono tornato ad Amsterdam e sto molto meglio".
