Nella storia dell'Inter sono passati tantissimi giocatori, in particolare durante la presidenza di Massimo Moratti: chi ha fatto bene, chi benissimo e chi invece ha miseramente fallito. Ecco, tra gli ultimi è presente anche la 'meteora' Vampeta.
Il suo acquisto viene accolto con entusiasmo dalla stampa sportiva italiana: colonna del Corinthians, l'Inter sborsa per lui la bellezza di 30 miliardi delle vecchie lire sotto espresso desiderio di Marcello Lippi che lo vuole a tutti i costi per rinforzare il centrocampo e rilanciare una squadra reduce da una cocente eliminazione al turno preliminare di Champions League contro i modesti svedesi dell'Helsingborg.
A giudicare dall'esordio, l'avventura interista di Vampeta non inizia nemmeno malissimo: subito in goal in finale di Supercoppa Italiana, poi vinta dalla Lazio con un pirotecnico 4-3. Quanto basta, insomma, per far sì che le premesse fossero positive.
Ma quel goal, alla lunga, si rivela il classico fuoco di paglia: solo una presenza in campionato e, dopo l'arrivo in panchina di Tardelli, impiego limitato alla Coppa Italia e alla Coppa UEFA. Un insulto bello e buono per Vampeta che, alla luce delle numerose critiche relative ad una 'lentezza' esasperante delle sue giocate, decide di cambiare aria lasciando Milano (più volte criticata e ritenuta una città non adatta allo stile di vita sudamericano) per accasarsi in prestito al PSG.
Anche in Francia le cose non vanno benissimo, tanto che al termine della stagione 2000/2001 diventa nuovamente un problema a carico dell'Inter: eppure la società nerazzurra trova il modo di liberarsi di lui cedendo metà del cartellino al Flamengo in cambio di Adriano, uno che il segno - seppur in parte - ha saputo lasciarlo.
GettyIn patria Vampeta riesce a rilanciarsi e conquista la convocazione per i Mondiali 2002 in Corea del Sud e Giappone: con la nazionale verdeoro disputa una ventina di minuti del match del girone contro la Turchia e alla fine riesce a laurearsi campione del mondo. Così, quasi per caso.
Il faro di quel Brasile è Ronaldo 'Il Fenomeno', al quale Vampeta è legato da una solida amicizia: queste dichiarazioni testimoniano quanto fosse speciale e intimo il rapporto tra i due.
"Ronaldo mi invitò a cena in un ristorante ed era con cinque donne. Aveva già bevuto 3-4 caipirinhas e gli chiesi: 'Quali sono le donne e quali sono i trans? Io voglio stare vicino alle donne'. Le ragazze risero, Ronie un po' meno ma scherzavo".
"Una volta andai a casa di Ronaldo, un condominio in cui abitavano anche Dida, Roque Junior e altri. Lui era sbronzo e io andai in cantina a prendere una bottiglia di vino e me la scolai. Era quella regalatagli dal Papa Giovanni Paolo II... Ronaldo si incazzò, voleva che gliela pagassi: il vino però sapeva d'aceto...".
Diversa, invece, la considerazione nutrita nei suoi confronti da Marco Tardelli, allenatore di quell'Inter che però non lo vedeva proprio.
"Dopo un allenamento, Tardelli mi disse che non mi conosceva proprio. Gli risposi che neanche io lo conoscevo e me ne andai. Era Lippi ad aver chiesto il mio acquisto e non Tardelli, con lui ero demotivato".
Vampeta è tutt'oggi considerato una scommessa persa da Massimo Moratti, sedotto e abbandonato dal brasiliano col baffetto che poi non risparmierà frecciate all'ex patron, accusandolo di non capire nulla di calcio. Pensando, forse, a quell'operazione di mercato dell'estate 2000 rivelatasi un flop assoluto.


