Il ciclo dei Surez, Cavani, Godin e Muslera non è ancora finito. Avrà almeno un'altra opportunità di brillare, ai Mondiali. La vittoria contro il Perù ha infatti dato all'Uruguay la possibilità di giocare Qatar 2022 contro ogni pronostico autunnale.
A novembre, infatti, l'Uruguay aveva un piede fuori dai Mondiali. Deludente in una serie incredibile di gare, alla fine la federazione aveva voltato pagina dopo il 3-0 subito contro la Bolivia, esonerando un mito come Tabarez dopo quindici anni. Una decisione forte, utile però a dare una scossa.
Reduce da quattro k.o di fila, l'Uruguay sembrava una squadra stanca e senza idee, colma di giocatori che sembravano aver dato il loro meglio in passato. Invece le ultime uscite hanno portato a tre successi su tre contro Venezuela, Paraguay e il già citato Perù. Sei goal fatti, solo uno subito.
Alonso, commissario tecnico che ha sostituito Tabarez, ha continuato a dare fiducia a Suarez e Godin, due dei maggiori rappresentanti del nuovo millennio, con Bentancur in mezzo e De Arrescaeta sulla corsia esterna mancina. Fuori Caceres e Nandez, mentre Cavani si è alternato con Nunez.
Da 4-1-4-1 a 4-4-2 più quadrato che ha dato ragione all'Uruguay, che si qualifica così al quarto Mondiale consecutivo. I dubbi relativi al 2026, però, sono molteplici. In un paese capace di sfornare grandi talenti nonostante una limitata popolazione di appena tre milioni di abitanti, non si vedono all'orizzonte grandi stelline pronte a sostituire i più anziani.
Nel 2026 Cavani avrà 39 anni al pari di Muslera e Luis Suarez, mentre Godin ben 40. Caceres, ultimamente in panchina ma comunque sempre nel giro della rappresentativa, conterà 38 anni nella carta d'identità. Non è escluso che alcuni di loro possano ancora esserci, in caso di mancato ritiro.
Sicuramente l'Uruguay ripartirà dopo il 2022 dal numero dieci Giorgian de Arrascaeta, così come Darwin Núñez del Benfica. Tra gli Under spiccano Pellistri, Ugarte e Fabricio Diaz, ma saranno fondamentali anche Valverde del Real Madrid e Rodrigo Bentancur. Toccherà ad Alonso, se confermato, plasmare la nuova Nazionale. Per ora, però, spazio ai grandi vecchi insieme ai nuovi arrivati: c'è da preparare un Mondiale.
