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DAYOT UPAMECANO BAYERN MÜNCHENGetty Images

Upamecano a Goal: "Voglio essere presente ai Mondiali in Qatar"

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Dayot Upamecano, difensore centrale in forza al Bayern Monaco, ha rilasciato un'intervista esclusiva a Goal parlando della sua esperienza in Germania con il Lipsia e, appunto, con i bavaresi passando anche per le sue prime apparizioni con la maglia della Nazionale francese.

Quando si parla di te, ci si riferisce spesso alla tua timidezza. E' davvero un tratto che ti contraddistingue?

"Direi che non bisogna confondere la timidezza con la calma. Sono una persona tranquilla, che cerca di non dire nulla, che pensa a quello che dice e a quello che fa. Le persone tendono a dire che sono timido perché non mi conoscono, ma sono solo calmo. Non puoi essere timido e giocare grandi partite davanti a migliaia di persone ogni fine settimana come faccio io. Non è possibile".

Quest'estate quando hai firmato per il Bayern Monaco, hai fatto un discorso subito dopo la firma del contratto. Puoi parlarcene?

"Sì l'ho fatto. Non era qualcosa che avevo pianificato, ma è venuto spontaneamente. Dopo aver firmato, mi sono alzato in piedi e ho detto che volevo dire alcune parole, perché questo è un club che ha riposto la sua fiducia in me e sentivo di doverli ringraziarle. Ho detto loro che ero felice di essere qui, che avrei dato il massimo e avrei lottato per la squadra. In quel momento non ci ho pensato, ho posato la penna e ho parlato alla presenza del direttore sportivo, dell'allenatore e di una decina di altre persone".

Tutto questo in tedesco?

"Sì, naturalmente. Penso che li abbia sorpresi. Allo stesso tempo, se questa era la prima volta in cui un giocatore faceva una cosa simile, ora capisco meglio perché".

Come ti senti dopo la prima parte di stagione al Bayern?

"Francamente, mi sento molto bene, sono stato accolto molto bene. L'allenatore, lo staff e i miei compagni mi hanno aiutato ad inserirmi velocemente. Non è mai facile arrivare in un club, ma conosco molto bene l'allenatore e questo è un vantaggio. Ci sono molti schemi di gioco che ha fatto a Lipsia e che ha riprodotto al Bayern, in maniera migliore. Quindi è stato più facile".

Ci sono state ottime prestazioni come quella contro il Barcellona ma anche quella sconfitta in Coppa di Germania per 5-0 contro il Borussia Moenchengladbach. Cosa è accaduto a livello personale e di collettivo?

"È stato molto difficile per noi e vorrei scusarmi con i tifosi. Questo è qualcosa che non deve accadere di nuovo. Siamo stati un pò disordinati, non c'eravamo. Che fossi io o il resto della squadra. Direi che dobbiamo imparare dai nostri errori e vedere cosa abbiamo fatto dopo, che sia stato contro l'Union Berlin o in Champions League contro il Benfica (doppia vittoria per 5-2). Contro queste due squadre abbiamo avuto la reazione giusta. Questa partita è stata un incidente e faremo di tutto per evitare che si ripeta".

Al Lipsia hai conosciuto Julian Nagelsmann che oggi è il tuo allenatore al Bayern. Quanto è stato importante nella tua carriera?

"Il rapporto con Julian è molto buono. Mi piacciono gli allenatori che parlano chiaramente. E lui mi parla veramente chiaro. Quando sbaglio, viene da me e mi dice: "Hai preso una decisione sbagliata e avresti dovuto fare questo" e mi mostra subito le foto. Non ha paura di dire cose. È quello che mi piace di più di lui. Parla regolarmente anche con i giocatori. E come difensore, soprattutto, è molto bello averlo perché con lui cerchiamo di rischiare e di giocare in avanti".

Hai mai giocato con lui in una difesa con il doppio centrale?

"Sì, di solito giochiamo a tre, ma anche lui varia molto. Con lui possiamo adattarci. Tutto dipende da come gioca l'avversario".

In Germania ci sono tifosi che ti chiamano "boss"...

"(Ride), È vero che in Germania ho un'ottima immagine. Sono qui da un po'. Cerco di essere serio e di mostrare una buona mentalità. Sono sempre stato rispettoso, non sono mai arrivato in ritardo ad un allenamento né ho commesso errori. Le cose funzionano in entrambe le direzioni, se sei rispettoso, le persone ti rispettano".

Il pubblico francese ti conosce meno perché sei anni fa hai lasciato la Francia per passare al Salisburgo. E' stata la scelta migliore della tua vita?

"Sì, è stata una delle scelte migliori della mia vita. La gente mi guardava negli occhi e diceva: "Dove stai andando Dayot? Ti perderai, non combinerai niente". E io ho risposto: "Ascoltatemi, vedrete". Sono rimasto calmo e ho lavorato. E oggi, queste stesse persone mi dicono che avevo ragione. All'epoca, ho visitato le strutture, ho parlato con tutti, con Ralf Ragnick (ndr: architetto del progetto Red Bull a Salisburgo e Lipsia, ora alla Lokomotiv Mosca), con l'allenatore o con i responsabili incaricati di dare il benvenuto ai nuovi arrivati ​​e facendo da traduttori. Ho rifiutato diversi club per andare al Lipsia. Quando è arrivato questo club, ho parlato con i miei genitori e mi hanno detto di ascoltare ciò che mi avrebbero offerto. E ho visto che corrispondeva alle mie ambizioni".

Come ti presenteresti ai sostenitori della Nazionale francese?

"Prima di tutto, consiglierei ai tifosi di seguire le nostre partite. È vero che sono più conosciuto in Germania che in Francia. Con il tempo, penso che imparerranno a conoscermi. Come mi presenterò? Sono una persona che ascolta molta musica. Di tutti gli stili, ma al momento sono molto interessato alla musica africana come quella di Bissa Kode, Burna Boy, Joe Boy, che tra l'altro ha pubblicato un album molto bello. Anche Koffi Olomide, Oumou Sangaré, ascolto di tutto. Provo anche a leggere. In vista del raduno, ho portato con me un libro sulle lezioni di saggezza".

Hai vestito prer la prima volta la maglia della Nazionale maggiore ad agosto. Come giudichi le tue prime quattro apparizioni con la Francia?

"
Ricorderò le cose belle. Ho segnato un goal e abbiamo vinto la Nations League. Ora cercherò di fare bene nelle prossime partite, sia con la Nazionale che con il Bayern Monaco, continuando a combattere in allenamento per cercare di guadagnare il mio posto e, perché no, esordire da titolare con 'les Blues'".

Le cose non sono sempre andate nella giusta direzione con la Francia... Come giudichi le tue prestazioni?

"
Quando sono arrivato a Lipsia, non è stato facile. Come non lo è stato al Bayern. L'obiettivo è rimanere concentrati senza pensare solo alle prestazioni. Cerco di guardare oltre. Sto ancora lavorando e non smetto di imparare".

Il sistema di difesa a tre della Nazionale francese può fare aumentare le tue chance di partire titolare?

"
Se siamo qui è perché tutti abbiamo una possibilità. Non faccio io la squadra, ma se partirò da titolare farò il possibile per essere all'altezza".

In cosa devi migliorare rispetto al passato per farne parte?

"In questo momento sono al mio meglio. Dopodiché non tocca a me dire cosa faccio bene o che cosa sbaglio, ma spetta all'allenatore".

Il Mondiale del 2022 in questo momento è l'ultimo dei tuoi pensieri o il tuo principale obiettivo è fare parte della spedizione?

"Ovviamente sì! Ma in questo momento sto pensando alla qualificazione ai Mondiali e a questa partita contro il Kazakistan. Ma è certo che mi piacerebbe prendere parte al Mondiale come mi sarebbe piaciuto essere convocato per gli Europei. E proprio questo mi dà ancora più motivazione per essere presente in Qatar".

Sei l'unico giocatore in Francia rappresentato da un agente donna (Raquel Rosa)

"Sono stato cresciuto da mia madre quindi per me è abbastanza normale. Lei svolge un buon lavoro e ha una lunga esperienza nel calcio professionistico maschile. Mi fido di lei. Non ho intenzione di paragonarla ad un uomo, perché non vedo alcuna differenza".


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