Troppe opportunità, troppe persone, troppo tutto. Una grande città non può avere una sola soluzione in ogni ambito, perchè al suo interno la stessa dimensione genera possibilità infinite. L'enorme mole di popolazione nelle capitali, nelle metropoli e nelle megalopoli porta ad avere un'enorme densità popolativa, con gusti e passioni molto diverse. C'è chi sceglie, in ambito calcistico, di puntare forte sulla squadra col nome più illustre perchè vincente e pregna di storia, e chi di puntare su quella più piccola, per essere alternativi di pari passo al rifiuto della 'normalità'. O semplicemente perchè si è stati tirati su nel quartiere specifico.
Parigi è gigantesca e ridurla in eterno ad una sola squadra sarebbe quasi un insulto. Ed ecco il Paris FC. Sia chiaro, il Paris FC non è nata nel nuovo millennio, ma non può minimamente reggere il confronto con i vicini di casa del PSG. Che non avranno mai vinto la Champions League, ma che anche prima del fondo qatariota erano già uno dei simboli del calcio francese. Ora sono sinonimo di big assoluta, di campioni, fuoriclasse e spese folli. Quello a cui punta nel lungo periodo anche l'altro club della capitale, secondo arrivato ma non per questo meno deciso a fare la storia.
All'ombra della Tour Eiffel, anch'essa presente nel logo del club, ci sono grandi speranze. Se il PSG era simbolo del vicino comune Saint-Germain, ora rappresenta semplicemente Parigi. Il Paris FC ha un nome ancor più semplicemente legato alla città, la Tour Eiffel e una proprietà del Bahrain per correre e arrivare ai piani alti del calcio francese. Una piccola società sì, ma con grandi quantità di liquidi in arrivo dopo la cessione al Fondo Sovrano del Bahrain:
"Il fondo sovrano del Regno del Bahrain ha acquisito il 20% delle quote del Paris FC. Pierre Farracci rimane il principale azionista, con una quota del 77%. Oltre all'aumento di capitale messo a disposizione da questo investimento sulle azioni del club, il fondo del Bahrain diventerà anche sponsor principale del Paris FC, con l'obiettivo in particolare di aumentare l'immagine e la notorietà del Bahrain e promuovere la scoperta di questo Paese. “EXPLORE BAHRAIN” sarà la linea di base di comunicazione associata alla promozione del Bahrain in Francia e in Europa".
Una linea comune, perchè anche il Paris FC vuole arrivare al top in Francia e in Europa. Non si tratta di una matricola mai apparsa nella massima serie, visto che dopo la sua nascita nel 1969 è riuscita a giocare per due stagioni l'allora prima divisione, ora la Ligue 1. Vi partecipò però dopo essersi fusa con lo Stade Saint-Germain, salendo dal secondo al principale campionato. Aveva in sè, a inizio anni '70, l'attuale PSG. Proprio così, le due squadre principali di Parigi un tempo sono state unite.
Dopo la divisione nel 1972, a causa della proibita provenienza di metà di essa, ovvero il comune di Saint-Germain-En-Laye per i puristi (vedi sindaco della capitale) non propriamente Parigi, il PSG finì in terza serie, mentre il Paris FC, tenutosi il nome, rimane ancora per un anno nella prima. Allora, dunque, il PSG era la seconda squadra di Parigi, mentre l'altra parte era al top. Il tempo è stato clemente con il PSG, meno con il Paris FC, che nel 1973 scende di categoria, continuando via via a peggiorare la sua situazione nel corso dei decenni.
Nel 1982 si fonde con l'RC Paris per dare una svolta alla sua storia, assumendo la denominazione di Racing Paris 1. Le carte sul tavolo della capitale non cambiano, perchè anche questa seconda unione dura solo un anno, diventando Paris Football Club 83. Una delle caratteristiche dell'FC Paris? Aver cambiato spesso nome, considerato anche il Paris Football Club 98 del 1991, Paris Football Club 2000 del 1996 e dunque l'attuale Paris Football Club del 2005. Più cambi di nome che trofei, letteralmente zero.
Continuamente sballottata nelle serie inferiori, dalla seconda alla terza, fino alla quinta, il Paris FC, allora fu 2000, 98 e Club 83, è riuscito a tornare in Ligue 2 stabilmente nel 2017, con l'obiettivo di dare battaglia agli ex amici del PSG. Che hanno però un vantaggio spropositato grazie al fondo del Qatar, avvicinabile solamente grazie ad un altro fondo, magari asiatico e affacciato sul Golfo del Bahrain. Detto fatto, i nuovi soci di minoranza non voglion partecipare, ma vincere. E ricordare che Parigi non è solo il PSG.
Le nuove generazioni lo vedono come un club minuscolo rispetto alla potenza del PSG, non consapevoli che un tempo erano una sola cosa, prima che forze esterne, ma non solo, creassero due strade. Una sembrava in discesa, l'altra in salita. Poi stile Inception, si sono ribaltate, incastrate, e una è diventata l'opposta dell'altra. Corre il Paris FC, ma non troppo. Perchè per ora si vola basso, con grandi obiettivi nel lungo periodo. Del resto pensare ad una promozione in Ligue 1 entro tre anni non è proprio esaltante, ma non si vogliono dare imminenti false speranze alla tifoseria, piccola ma rumorosa e desiderosa di ricordate i tempi andati, in cui il PSG era in basso e loro sulla cima della Tour Eiffel.
