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Cagliari Spezia PavolettiGetty

Un goal da urlo un anno e mezzo dopo l'ultimo: la rivincita di Pavoletti

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Non sembra essere passato così tanto, a causa della pandemia di coronavirus e di molteplici eventi calcistici e non. Eppure Leonardo Pavoletti ha dovuto aspettare ben più di un anno per festeggiare nuovamente un goal in gara ufficiale con la maglia del Cagliari.

553 giorni dopo, Pavoletti ha esultato per una rete segnata. Nella gara contro lo Spezia in cui è partito titolare in virtù della positività al coronavirus del titolare Simeone, è stato proprio l'ex Napoli a segnare il goal decisivo che ha permesso al Cagliari di rimontare definitivamente il centro di Nzola, al quale era seguito il pareggio di Joao Pedro. Niente da fare però i tre punti, visto il rigore finale di Nzola dopo l'uscita dal campo dell'attaccante toscano.

Un gran goal quello di Pavoletti, tacco su cross basso di Zappa e Provedel battuto. Grande felicità per l'attaccante 32enne, che sperava di poter essere convocato per l'Europeo 2020, in virtù di una grande annata 2018/2019. Da lì un doppio grave infortunio ai legamenti, il primo dei quali nel match contro il Brescia alla prima giornata della passata Serie A.

Alla decima presenza in questa stagione, Pavoletti ha ritrovato il goal che mancava dal maggio del 2019, quando contro l'Udinese all'ultimo turno segnò il suo quarto centro di fila e di fatto il sedicesimo nella sua magica annata, utile a fargli conquistare anche la casacca della Nazionale, prima dei due gravi infortuni e dello slittamento dell'Europeo al 2021, al quale ancora punta.

Nonostante la Nazionale azzurra sia un suo obiettivo, Pavoletti ha in passato evidenziato di non pensare in maniera ossessiva al calcio, anzi:

"Non mi diverto, dico sul serio. Si tratta di un lavoro, lo faccio meglio che posso ma tutto finisce lì. Sono un tipo strano: a casa non guardo mai le partite alla tivù, troppa ansia, finisce che mi immedesimo e allora meglio lasciar perdere".

Un calciatore atipico Pavoletti, che lavora senza pensare a divertirsi o ad essere perfetto:

"Cristiano Ronaldo è il più forte di tutti, rappresenta la perfezione. E a me la perfezione non piace, mi “stucca”, come diciamo a Livorno, mi stanca. A me piace sbagliare, sporcarmi con le cose della vita. Mi definisco un centravanti operaio, come lo è stato il mio idolo, un altro Cristiano, ma Lucarelli, mito di Livorno. Nella vita mi sono sudato tutto. Sono cresciuto sentendomi dire che non sarei mai arrivato a certi livelli".

Nelle ultime settimane si è parlato dell'interesse del Torino per Pavoletti, viste le difficoltà granata oltre capitan Belotti. Per il classe 1988 sarebbe un modo di guadagnarsi l'Europeo giocando da titolare al fianco del Gallo, visto e considerando come in rossoblù sia costantemente seconda scelta dietro Simeone.

Il gran goal contro lo Spezia cambierà le idee di Di Francesco? Difficile, vista la partenza da urlo di Simeone. Pavoletti rimarrà, a meno di sorprese, il suo vice, ragion per cui le possibilità di calciomercato invernali non sono da escludere a priori. Per ora, però, si gode la marcatura e l'esultanza con i compagni e il fotografo rossoblù. Un anno e mezzo dopo l'ultima volta.

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