Spesso la deadline che si fissa per gli allenatori è quella del tradizionale ‘panettone’, almeno in Italia. In questa stagione spezza a metà dai Mondiali e iniziata in largo anticipo in diverse parti del mondo, però, rischiava di diventare la grigliata di ferragosto. Ed effettivamente per Ulreich ‘Uli’ Forte, allenatore svizzero di passaporto anche italiano, un po’ lo è stata.
Riavvolgiamo il nastro: 4 giugno 2022, l’ArminiaBielefeld è retrocesso dalla Bundesliga alla ZweiteLiga dopo un’annata difficile, pur lottando fino all’ultima giornata, da circa tre settimane. È alla caccia di un nuovo allenatore, dopo che Frank Kramer era stato esonerato ad aprile e il suo posto era stato preso dai suoi assistenti.
La scelta ricade su Uli Forte, figlio di genitori salernitani, ma nato e cresciuto in Svizzera. Il 47enne ha sempre allenato in terra elvetica, anche su panchine importanti come Young Boys o Grasshoppers. Viene da un’annata in seconda serie con l’Yverdon.
La sua esperienza in Germania inizia nel peggiore dei modi, con un’espulsione all’esordio contro il Sandhausen per aver ritardato la ripresa del gioco degli avversari. Sconfitta numero uno: 2-1. Poi lo 0-3 casalingo con lo Jahn Regensburg e anche i due ko contro Hansa Rostock e Amburgo. Totale: 0 punti nelle prime 4 partite, solo sconfitte, 2 goal segnati e 10 subiti.
Inutile l’1-7 in DFB-Pokal contro i dilettanti dell’Engers (quinta serie): la mattinata del 17agosto è arrivata la comunicazione dell’esonero da parte dell’Arminia, che voleva lottare per la promozione e si è ritrovato all’ultimo posto in classifica. L’esperienza di Forte termina dopo 74 giorni. Poteva andare meglio.


