Con una sentenza depositata questa mattina dalla sezione fallimentare al Tribunale di Catania, il Calcio Catania è stato dichiarato fallito.
Questo provvedimento è stato preso in virtù di un'istanza di fallimento presentata dalla Procura della Repubblica con udienza fissata in un primo momento il 16 novembre e poi rinviata, dopo la nomina di una commissione tecnica d'ufficio, a ieri, 21 dicembre.
Non sono bastate le garanzie presentate dalla proprietà del Catania, la SIGI, comprese alcune manifestazioni d'interesse per l'acquisto del club. Già nominati i curatori che dovranno portare avanti la stagione sportiva: i dottori Daniela D’Arrigo, Enrico Maria Giucastro e l’avvocato Giuseppe Basile.
In queste condizioni i curatori hanno, nel migliore dei casi, la facoltà di cedere il cosiddetto 'ramo sportivo' dell'azienda a un acquirente, a patto che quest'ultimo si faccia carico di tutti i 'debiti sportivi', ossia quelle pendenze esistenti verso quei soggetti facenti parte dell'ordinamento sportivo.
Per il Catania, fondato nel 1946 dopo lo scioglimento dovuto alla guerra, si tratta di una delle pagine più nere della sua storia: la speranza dei tifosi è che lo spettro dei dilettanti diventi progressivamente meno inquietante di quanto lo sia ora.
La squadra etnea, peraltro, sarà impegnata stasera contro il Monopoli al 'Massimino', in un clima che si preannuncia surreale, sospeso tra un presente quasi virtuale e la consapevolezza di un futuro tutto da scrivere.


