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Troppi infortuni? Il medico della Juve si difende: "Mi sento quasi un imputato"

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E' innegabile che alla Juve, come nella scorsa stagione, ci sia un'emergenza infortuni. Dall'inizio della preparazione Ciro Ferrara non ha mai potuto schierare la formazione tipo e la sensazione è che non possa farlo ancora per per diverso tempo. Dopo i recenti infortuni riscontrati in Nazionale a Marchisio e Buffon (entrambi con problemi al ginocchio) la Juventus è stata costretta a fare chiarezza sulla situazione infermieristica, precipitata nelle ultime settimane.

Da quest'anno il responsabile dello staff medico bianconero è il Dott. Bartolomeo Goitre, che in un'intervista al quotidiano 'La Gazzetta dello Sport' ha cercato di allontanare le polemiche: "Eravamo a conoscenza da mesi dei problemi di Marchisio e Buffon - ha ammesso il medico 42enne -. Il centrocampista si è fermato il primo ottobre. Dopo una riso­nanza dal professor Quaglia non abbiamo ritenuto d’inter­venire perché c’era solo un’alte­razione del corno che sperava­mo di gestire con le terapie. Perciò è andato in Nazionale, ma visto che non migliorava si è deciso per l’operazione. Buf­fon invece ha una lesione al me­nisco esterno, ma quasi asinto­matica, quindi d’accordo con Gigi finché dura continuiamo con la terapia conservativa, an­che perché la società fa i suoi conti. Il rischio è accettabile. Ma dovrà essere operato e sarà un intervento più profondo, pur se i tempi di recupero sono  uguali: 4-6  settimane".

La sensazione è che il portierone bianconero proverà a stringere i denti sino al 5 dicembre, data della fondamentale partita in casa contro l'Inter. Il Dott.Goitre e i suoi colleghi lo seguiranno passo dopo passo, consapevoli che ora ci sono molti fari puntati anche sul loro operato: "Mi sento quasi come un imputato - ha aggiunto il responsabile dello staff medico bianconero -. Ma mi confronto con i colleghi e la no­stra situazione è in linea con quella delle altre squadre, anzi migliore, mi sento a posto con la coscienza: 5 infortuni musco­lari in 3 mesi non sono tanti e dipendono dalla frequenza con cui si gioca. Le difficoltà so­no altre, mandare in campo gio­catori di una certa età, operati e con patologie croniche come Trezeguet e Zebina, e ci stiamo riuscendo".

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