Tre sole partite da giocare, 270’ in tutto per dare un senso ad una stagione che rischia di lasciare in eredità profonde delusioni. La dolorosa eliminazione patita in Champions League per mano dei ‘cugini’ dell’Inter, ha posto il Milan di fronte ad un bivio.
Non gli è rimasta che un’unica via d’accesso per prendere parte nella prossima stagione alla massima competizione per club e per poter dunque contare su tutto il prestigio ed i favolosi ricavi che la cosa comporta: il campionato.
I rossoneri non hanno più il minimo margine d’errore a disposizione e contro Sampdoria (in casa nel prossimo turno), Juventus (in uno scontro diretto a Torino il prossimo 28 maggio) e Verona (nell’ultima partita di campionato a San Siro il prossimo 4 giugno) non avranno alternativa al mettere in cascina più punti possibili.
Il Milan dovrà cercare di vincere il più alto numero di gare da qui al triplice fischio che sancirà la fine della stagione e dovrà farlo sapendo che la cosa potrebbe non bastare.
La classifica di Serie A attualmente recita, dal secondo al settimo posto: Juventus 69 punti, Inter 66, Lazio 65, Milan 61, Roma 59 e Atalanta 58.
Gli uomini di Pioli attualmente non occupano nessuna delle posizioni che valgono la qualificazione alla prossima Champions League ed anzi sono più distanti dal quarto posto (quattro lunghezze dalla Lazio) di quanto non siano in vantaggio sulle inseguitrici (due e tre le lunghezze che dividono da Roma ed Atalanta).
Strappare un pass per la prossima Champions League richiederà un’impresa non impossibile (la Lazio ha dato qualche segnale di cedimento nelle ultime settimane), ma pur sempre un’impresa. Bisognerà macinare punti e bisognerà farlo con molti giocatori arrivati alla fine del loro ciclo in rossonero.
Già contro la Sampdoria dovrebbe toccare a Rebic in attacco e non a Giroud, e l’attaccante croato non è certamente tra coloro certi di prolungare la loro avventura all’ombra del Duomo. Al Milan da quattro anni, nelle ultime due stagioni non è riuscito a ripetere quanto di buono fatto nelle prime due, e il suo cartellino ha ancora un valore tale da garantire una discreta entrata.
Non sono inoltre certi della permanenza al Milan giocatori come Messias ed Origi (una delle più grandi delusioni della stagione) e anche il futuro di Brahim Diaz è di fatto tutto da scrivere: non c’è un diritto di riscatto fissato e con il Real Madrid andrà intavolata una nuova trattativa.
E’ anche a questi giocatori che Pioli si affiderà in un momento della stagione nella quale, per forze di cose, le energie sono ridotte al minimo. Per alcuni di loro in ballo c’è la possibilità di convincere il Milan a continuare a puntare su di loro, mentre per il Milan in ballo c’è, se è possibile, molto di più: i milioni necessari per gettare le basi per il futuro.
Considerando che anche elementi utilizzati poco o nulla come Tatarusanu, Dest, Bakayoko, Adli, Mirante e Vranckx sono sul piede di partenza (chi in via definitiva e chi in prestito), che sul futuro di Ibrahimovic (potrebbe realmente essere arrivato alla fine della sua avventura in rossonero) non ci sono certezze e che Bennacer dovrà mettersi alle spalle un lungo infortunio, ecco che saranno necessari importanti investimenti per rafforzare un gruppo che ha in Maignan, Tomori, Theo Hernandez, Tonali e Rafa Leao gli uomini cardine dai quali ripartire.
Una qualificazione alla prossima Champions League renderebbe il lavoro di Maldini e Massara certamente più semplice, in caso contrario invece la proprietà sarebbe chiamata ad un sacrificio maggiore.
Al di là del discorso economico, resta comunque la sensazione che le ultime tre partite servano per salvare una stagione anche e soprattutto dal punto prettamente sportivo: il Milan si era presentato ai blocchi di partenza da Campione d’Italia in carica e non ha mai dato realmente l’impressione di poter aprire un ciclo vincente.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)

