Nella sua carriera da attaccante girovago, Thiago Ribeiro non è riuscito appieno a mantenere le aspettative riposte su di lui. Brasiliano classe 1986, ha tuttavia sempre goduto di grande fiducia da parte di club importanti, che non hanno esitato a puntare su di lui e ad affidargli un ruolo di primo piano in squadra.
Dopo l'esplosione con il Cruzeiro, squadra in cui ha dato il meglio di sé, il brasiliano è sbarcato in Serie A con la maglia del Cagliari, preludio al ritorno in Brasile con il Santos, che affidò a lui la pesante eredità di Neymar nel 2013. Nonostante un ingaggio molto oneroso, pur realizzando qualche goal, la punta di Pontes Gestal non è riuscita a rispettare le attese, anche a causa dell'insorgere di una brutta depressione.
DAGLI ESORDI ALLA SERIE A CON IL CAGLIARI
Nato il 24 febbraio 1986, Thiago Ribeiro si forma calcisticamente nelle giovanili del Rio Branco, dove poi debutta da professionista nel Campionato Paulista nel 2004.
Attraversato l'oceano, passa quindi in prestito per una breve esperienza al Bordeaux, con cui gioca 7 gare di Ligue 1 prima di essere acquistato dal San Paolo con cui vince il Mondiale per club 2005. Dopo esser stato capocannoniere del Campionato Paulista, si infortuna e quando ritorna finisce spesso in panchina, mentre la sua squadra si aggiudica anche il titolo brasiliano del 2006.
Nel gennaio 2007 fa una scelta sorprendente e vola in Qatar per giocare con l'Al-Rayyan, dove di fatto esplode e segna 20 reti in 33 presenze. A luglio torna in patria con il Cruzeiro, la squadra con cui raggiunge il punto più alto della sua carriera. Vince 2 volte il titolo mineiro nel 2009 e nel 2011, mentre nel 2010 si laurea con 8 goal capocannoniere della Copa Libertadores. Quelli con la maglia della Volpe saranno gli anni migliori della sua carriera.
Su di lui punta tanto il presidente del Cagliari Massimo Cellino, che attraverso il procuratore Juan Figer riesce a portare l'attaccante in rossoblù nell'estate 2011 con la formula del prestito con diritto di riscatto. I rossoblù, dopo l'esonero nel precampionato di Roberto Donadoni, partono con Massimo Ficcadenti in panchina, ma a novembre, a causa di una serie di risultati negativi, richiamano alla guida della squadra Davide Ballardini. Thiago Ribeiro chiude il suo primo anno in Italia con 4 reti in 36 presenze totali e dà un contributo tangibile alla formazione sarda nella lotta salvezza.
In estate dunque gli isolani lo riscattano dal Cruzeiro, nonostante il calciatore inizi a manifestare i primi segni di 'saudade'. Il secondo anno nell'isola, in cui la squadra è inizialmente guidata da Massimo Ficcadenti, poi da Ivo Pulga, totalizza in tutto 32 presenze e 5 goal, ma di questi appena 2 arrivano in Serie A.
GettyDopo 2 stagioni in rossoblù, Thiago Ribeiro nell'estate 2013 chiede a Cellino di poter tornare in Brasile, e viene accontentato con la cessione a titolo definitivo al Santos. Nella scelta del giocatore incide anche la questione stadio, con i rossoblù costretti ad emigrare a Trieste per le gare interne dopo i problemi legali e ambientali emersi a Is Arenas.
"Dopo più due anni in rossoblù lascio la Sardegna per far ritorno in Brasile e giocare nel Santos. È una decisione sofferta, - spiega Ribeiro prima della sua partenza parlando al sito ufficiale degli isolani - perché considero il Cagliari una squadra importantecon tifosi speciali. A loro va il mio abbraccio e i miei saluti più cari. In Sardegna ho trovato affetto, stima, amicizia da parte di tutti: dal presidente Cellino, che mi ha trattato sempre con massimo rispetto, ai compagni di squadra, senza dimenticare lo staff tecnico al completo".
"Torno in Brasile purtroppo per motivi familiari, ma nella mia scelta ha contato molto anche la questione stadio. Per due campionati il Cagliari non ha avuto una sua casa, un posto dove festeggiare le vittorie con i tifosi. Per un brasiliano come me tutto questo è molto triste. Non è il mio modo di vivere il calcio, che per me deve essere gioia e allegria".
AL SANTOS PER SOSTITUIRE NEYMAR
Ad aggiudicarsi il cartellino del giocatore è il Santos, che versa 3,5 milioni per l'acquisto a titolo definitivo nelle casse del club rossoblù. Il Peixe cede la sua stella Neymar al Barcellona e cerca un attaccante di grande affidabilità che possa non farlo rimpiangere sotto il profilo realizzativo.
La scelta ricade su Ribeiro, che la società brasiliana è convinta possa ripetere quanto di buono il giocatore ha già fatto in patria qualche anno prima con il Cruzeiro. La punta di Pontes Gestal firma un quinquennale con un ingaggio elevato. Il rendimento è discreto, ma nulla più. La società, visto l'ingaggio pesante sul bilancio societario, prova così ogni estate a cederlo e a proporlo ad altri club.
Tuttavia proprio lo stipendio si rivela il principale ostacolo per la sua partenza. Intanto l'attaccante inizia a soffrire di depressione e il terzo anno, il 2015, le sue presenze e i suoi goal si riducono drasticamente. In tutto nei 3 anni saranno 11 nel Brasileirão, 8 nel campionato Paulista e 1 in Coppa del Brasile.
LA VITTORIA SULLA DEPRESSIONE E IL DECLINO CALCISTICO
"Ho cominciato a sentirmi strano, triste senza motivo, perché non avevo avuto mai problemi in nessuna area della mia vita. - rivelerà qualche anno più tardi l'attaccante a 'Globoesporte' - Tutto è iniziato dal giorno alla notte. Quando ho iniziato a parlare con lo psicologo del Santos, che mi ha aiutato molto, mi ha poi mandato da uno psichiatra, ho assunto antidepressivi. Le medicine non funzionavano, per nove mesi non mi hanno aiutato".
Il Santos intanto nel 2016 lo gira in prestito prima all'Atletico Mineiro, con cui ha comunque una stagione discreta, con 10 goal e la vittoria del Campionato Mineiro, poi al Bahia in Serie B. Qui la malattia mentale si farà sempre più pesante, impedendogli a 31 anni di dare il suo contributo alla squadra. Thiago Ribeiro dovrà così fermarsi per curarsi e pensare in primis alla sua salute, ma finisce fuori squadra per decisione del suo presidente.
"Guadagna tanto e non si impegna, ruba lo stipendio. Se non l'avessi fatto, gli altri giocatori l'avrebbero picchiato", furono le sue parole per giustificare la decisione di metterlo fuori rosa.
Nel 2017 torna al Santos, senza mai scendere in campo. Ribeiro ha del resto un'altra battaglia ben più importante da vincere: sconfitta finalmente la depressione, nel 2018 firma per un anno con il Londrina, in Serie B, e rivede il campo dopo una lunga assenza.
"Mi sono affidato a Dio (si è convertito all'evangelicalismo, ndr) e con il passare del tempo miglioravo. Oggi finalmente sto bene, mi sento pienamene recuperato. Non ho alcun alcun problema a parlare della mia malattia, non è qualcosa che mi dà fastidio, mentre prima ero traumatizzato ed evitavo di confidarmi".
Le esperienze più recenti sono quelle al Red BullBragantino e al Gremio Novorizontino, mentre a settembre è arrivata la firma con la Chapecoense nella Serie B brasiliana. Per Thiago Ribeiro, che il Santos aveva riportato in patria nella speranza di non far rimpiangere Neymar, gli anni migliori sono ormai alle spalle. L'attaccante è ricordato con affetto in Sardegna, ma una volta rientrato in Brasile ha iniziato la fase discendente della sua carriera professionistica, non riuscendo a ripetere quanto di buono fatto in passato con il Cruzeiro.




