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Daniele De Rossi Thiago Motta ItalyGetty

Thiago Motta: "Non ho scelto l'Italia per convenienza"

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Thiago Motta è uno degli oriundi finiti nel mirino delle critiche, soprattutto dopo essere diventato il proprietario della maglia numero 10 dell'Italiaad Euro 2016.

Il centrocampista, però, difende la propria decisione di sposare la causa azzurra: "E' stata una scelta meditata ma non interessata - le parole riportate dal 'Corriere dello Sport' - Sono felicissimo di far parte di questo gruppo, sapendo che alla mia età questa è una delle ultime occasioni di avere il privilegio di indossare la maglia della Nazionale italiana, esperienza nuova anche come uomo e cercherò di approfittarne insieme ai miei compagni".

Riguardo la 10, invece, Motta spiega: "Le mie sensazioni sono buone come quelle di tutti i miei compagni. Sapete, a 33 anni capisco tutto, soprattutto le critiche sportive, lo capisco e le accetto perché così deve essere. Come tutti talvolta sto bene, altre male, come una squadra qualche volta si esprime bene, altre meno. L’unica cosa che chiedo è parlare di calcio e non mancare di rispetto, questa è la cosa principale. Non conta quello che faccio o non faccio io: conta la squadra".

Sulla sua parabola in Nazionale, il diretto interessato ammette: "Sì, ho avuto delle difficoltà, è vero. Perché rispetto al club, dove mi veniva affidato il gioco della squadra, in azzurro c’erano sempre altri giocatori in quel ruolo, da Pirlo a De Rossi. Stiamo parlando di due dei migliori registi da tanti anni. Il fatto è che nel club ho un rapporto quotidiano coi compagni, ci conosciamo meglio, e nel Psg c’è uno stile di gioco che mi “conviene” tantissimo".

Daniele De Rossi Thiago Motta ItalyGetty

"Sono da 4 anni a Parigi e sono migliorato lì, anche grazie ai miei compagni, uno per tutti, Verratti - sottolinea Thiago - Senza di loro non sarei arrivato a certi livelli di gioco. In azzurro si arriva e bisogna adattarsi, io come tutti, al gioco della Nazionale e dell’allenatore: c’è chi ci riesce meglio chi peggio. E’ normale. Con l'Italia non sono mai riuscito a fare il mio gioco e questo mi dispiace, perché quando sono venuto in azzurro ho cercato di fare il mio meglio ma non sono riuscito a dimostrare quello che posso valere".

La politica dell'italo-brasiliano, in questa rassegna francese, è chiara: "Dobbiamo pensare una partita alla volta, come abbiamo fatto da quando siamo qui. La realtà è che non siamo tra i favoriti, ci sono delle squadre che prima del torneo sulla carta erano e sono considerate più forti. Speriamo di arrivare lontano. Non abbiamo un Totti, un Baggio, un Ibra ma buoni giocatori che debbono mettersi a disposizione della squadra e dell’allenatore".

Infine, su Conte, l'ex Inter evidenzia: "Ognuno ha la sua maniera di lavorare poi sta a lui ottenere quello che conta: vincere! Perché nel calcio si può giocare bene o male, in modo offensivo o difensivo ma alla fine conta il risultato".

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