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"Tenerla ti fa capire che hai scritto la storia", i Campioni del Mondo omaggiano Gazzaniga

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Gli ex Campioni del Mondo, tra cui Dino Zoff e Oscar Ruggeri, condividono i loro ricordi con Goal in seguito alla morte di Silvio Gazzaniga, creatore della Coppa deceduto lo scorso ottobre.

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"Il primo trofeo è stato il più bello. Quello attuale è stato creato un migliaio di volte, ci sono tanti duplicati. Tutti ne hanno uno".

"Se si vince è speciale. E' la cosa più importante nella carriera di un calciatore. Ma anche se il trofeo fosse stato una tazza di caffè avrei voluto sollevarla lo stesso".

“E' una questione simbolica, non importa quale sia il trofeo che si alza".

 - Sepp Maier, Germania Ovest 1974

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"Non posso parlare di qualcosa che non ho mai toccato. Passarella e Fillol lo hanno fatto, io non ho potuto. Non me l'hanno lasciato".

"Suppongo che sia pesante, sarebbe incredibile tenerlo in mano".

"Dopo molti anni, a Francia 1998, io ho visto il trofeo e ho fatto un fatto ma non sono sicuro che fosse quello autentico".

 - Mario Kempes, Argentina 1978

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"Tenere e baciare il trofeo ha avuto un grande impatto su di me. E' stato come un bacio dalla tua mamma, con amore e dolcezza".

"E' stato come un flashback dalla mia infanzia, come abbracciare un membro della mia famiglia. E' stata una sensazione davvero emozionante, un momento indimenticabile".

"Il trofeo è molto bello, il designer italiano ha fatto un ottimo lavoro".

“Se è pesante? In quel momento non ce ne rendevamo conto, eravamo pazzi di felicità. Non volevamo metterlo giù. Sapevamo che quel momento sarebbe rimasto nella storia, non era una festa privata. Menotti prima della partita ce lo aveva detto: Fate uno sforzo supplementare e faremo la storia".

 - Ubaldo Fillol, Argentina 1978

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"E' stato davvero emozionante vincere questo trofeo, devo ammettere che Bearzot ha fatto un lavoro straordinario gestendo una situazione difficile".

“Bearzot era esemplare, un comandante molto coraggioso. Mi ricordo che c'erano molte polemiche ma la squadra è stata capace di concentrarsi solo sul campo ottenendo grandi risultati".

“In finale ho fatto la parata più importante della mia carriera, ricordo solo tanta gioia".

 - Dino Zoff, Italia 1982

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“E' stato molto emozionante per me toccare la Coppa. Mi ricordo che è stato un torneo molto duro, all'inizio in pochi credevano nelle nostre possibilità e c'erano molte polemiche".

"Siamo riusciti a trovare la giusta fiducia partita dopo partita. Bearzot ha fatto un ottimo lavoro dimostrando di essere una grande persona e un grande allenatore".

"Maradona? E' stato un duello duro".

 - Claudio Gentile, Italia 1982

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"Toccare e tenere la Coppa del Mondo è stata l'esperienza più importante di tutta la mia carriera. E' stato un piacere. Lo faccio di nuovo ogni volta che ne ho la possibilità e la vedo vicina a me".

"Mi sento felice quando lo faccio e mi fa capire, dopo anni, quanto sia difficile vivere quel momento".

"Grazie a Dio siamo riusciti a farlo nel 1986. Spero che i ragazzi dell'Argentina di oggi ci riescano presto. Ma non è facile. Nel corso degli anni nessuno ci è riuscito. C'è bisogno di un grande sforzo per vincere la Coppa".

- Oscar Ruggeri, Argentina 1986

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"La mia prima impressione è stata che il trofeo fosse piccolo ma allo stesso tempo abbastanza ingombrante, mi piace molto il suo design. Ho visto il trofeo molte volte in TV o sui giornali ma ciò che mi ha impressionato davvero è stato il peso, soprattutto se confrontato con le dimensioni. Nonostante questo sono riuscito a tenerlo con una sola mano dal balcone del Municipio di Francoforte".

"E' stato un enorme sollievo tenere il trofeo tra le mani, soprattutto dopo quella partita. Non sono stato impegnato quasi mai ma comunque devi tenere la concentrazione al 100% fino all'ultimo secondo. Dall'altra parte giocava Maradona e l'Argentina si era laureata Campione quattro anni prima. C'era molta pressione, il trofeo era così grande e quando siamo entrati in campo la pressione si è posata tutta sulle nostre spalle"

"C'è ancora un rapporto speciale con il trofeo, quello è sicuro. Tu sei un Campione del Mondo per sempre. Questo titolo ti accompagna per tutta la vita".

 - Bodo Illgner, Germania Ovest 1990

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"Il titolo del 1994 è stato notevole nella mia carriera e avere quel momento speciale con il trofeo è stata la cosa più importante".

"Conosciamo tutti i grandi giocatori che hanno sollevato quel trofeo e io ho avuto questo privilegio, è incredibile".

"Oltre ad essere molto bello il trofeo ha un grande significato e sapevamo quello che esso rappresenta".

 - Taffarel, Brasile 1994

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“E' un momento che non si scorda mai, un grande mix di gioia e felicità. E' stato un momento magico".

"Non è pesante e il suo design lo rende facile da sollevare con una sola mano".

"Mi piace molto il colore verde in basso perchè mi ricorda il campo da calcio. Ero molto orgoglioso di vincere con il mio Paese anche perchè era la prima volta della Francia".

 - Robert Pires, Francia 1998

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"E' stata la sensazione più incredibile. Diventare Campione del Mondo è stato come realizzare un sogno dell'infanzia. Tenere la Coppa con tutto il suo fascino è stata la più grande soddisfazione e ho provato molta gioia".

"Terrò quel momento con me per tutta la vita e, in modo da non dimenticarlo mai, a casa ho una copia del trofeo".

"Sono grato di essere diventato Campione del Mondo e di avere tenuto in mano quel trofeo".

- Lucio, Brasile 2002

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"E' stato tutto molto bello. Marcello Lippi è stato il nostro leader e grazie a lui abbiamo fatto grandi cose insieme".

"E' stata una gioia incredibile, abbiamo lavorato molto e siamo riusciti ad ottenere il massimo".

 - Vincenzo Iaquinta, Italia 2006

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"Questo premio rappresenta la cosa migliore che possa capitare a un calciatore. Si tratta di un trofeo a parte, una sensazione particolare, un premio speciale".

"La Coppa del Mondo è il più bel trofeo che io abbia mai vinto e quello che mi ha dato più soddisfazione in assoluto".

"Averla tra le mani è un sogno. E' piccola ma si può sentire il suo peso. E' qualcosa di diverso da tutte le altre".

- Cesc Fabregas, Spagna 2010

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"E' curioso perchè quando Silvio Gazzaniga è morto ero a Las Rozas e guardavo proprio una foto di noi con il trofeo nel 2010, quando un membro della Federazione mi ha avvisato della sua morte mi sono sentito molto triste".

"Lui ha costruito il trofeo più importante e interessante che ci sia mai stato, quello che significa questo trofeo soprattutto per noi spagnoli è assolutamente simbolico. Amiamo il calcio da sempre ma per tanto tempo non eravamo mai riusciti a vincere la Coppa del Mondo".

"E' stato strano per noi.... Con una grande tradizione calcistica non era normale, avere questo trofeo in mano è qualcosa di unico. Quando l'ho tenuto per la prima volta mi sono sentito come se avessimo finalmente compiuto la nostra missione dopo tanti anni. Penso che sarà molto difficile per un'altra Nazionale spagnola riuscirci e siamo orgogliosi di essere stati i primi a interrompere questa maledizione".

 - Vicente del Bosque, Spagna 2010

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"Negli spogliatoi eravamo tutti orgogliosi, abbiamo fatto le foto con la Coppa. La stanza era piena di gente. E' entrata anche Angela Merkel, normalmente saremmo rimasti in silenzio ma eravamo così pieni di adrenalina che non ci siamo fermati di ballare, cantare e farci la doccia con lo champagne. Vedevamo solo la Coppa e nient'altro. Durante la festa ci siamo resi conto che quella Coppa era il sogno dei giocatori di tutto il mondo".

"Dopo abbiamo fatto una grande festa con tantissime persone in albergo e mi ricordo che Mertesacker ballava come un matto con la Coppa in mano".

"Il trofeo poi è stato protetto dalla sicurezza in modo che nessuno potesse rubarlo o portarselo a letto".

"Il party a Berlino è stato pazzesco, migliaia di persone hanno festeggiato con noi ed erano orgogliose di noi. Uscire e fare vedere il trofeo alla folla è stata una delle cose più belle della mia vita perchè è stato come soddisfare i sogni di tutti".

"Tenendolo in mano capisci di avere scritto la storia e che non verrai mai dimenticato".

 - Ron-Robert Zieler, Germania 2014

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