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Talenti d'Europa: Sardar Azmoun, il gioiello iraniano che ha steso il Bayern

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Il mondo è pieno di 'nuovi Messi', ma quello iraniano, per una sera, ha davvero ricordato l'originale: per informazioni chiedere a Jerome Boateng, finito a terra sulla finta di Sardar Azmoun, talento classe 1995 che ha guidato il Rostov ad una storica vittoria sul Bayern Monaco in Champions League. Un déjà-vu per il difensore tedesco, mandato in tilt da Messi in maniera simile in un Barcellona-Bayern.

Ventuno anni, fisico da centravanti e movenze da rifinitore, Azmoun ha sempre ammesso di ispirarsi, più che a Messi, a Zlatan Ibrahimovic: come lo svedese ama svariare su tutto il fronte dell'attacco, abbinando tecnica e potenza.

Col Rostov si sta confermando uno dei più giovani più interessanti di questa edizione della Champions League: 4 goal in 9 partite tra preliminari e fase a gironi (a segno anche contro l'Atletico Madrid), meglio in Europa che in campionato, dove ha timbrato soltanto una volta in 12 presenze. Abbastanza per accendere la fantasia di Liverpool e Marsiglia, che hanno posato gli occhi su Sardar in vista del mercato di gennaio. Prima però c'è da sbrogliare l'intricata questione legata al suo cartellino: il Rostov lo ha riscattato in estate versando circa 2 milioni di euro nelle casse del Rubin Kazan, facendo leva su una clausola che il club del Tatarstan ha contestato alla FIFA. Una battaglia legale che ha tra i possibili rischi la sospensione per due anni di Azmoun.

Iraniano di origini turkmene, già 16 goal in 22 presenze in Nazionale, Azmoun sta trascinando l'Iran verso il Mondiale 2018. Il ct Queiroz, che tra Manchester United, Real Madrid e Nazionale portoghese ne ha visti di talenti, non ha dubbi: "Ha tutto per imporsi ai massimi livelli, può diventare una grande stella del calcio asiatico".

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