Suso si racconta ai microfoni di Goal tra passato, presente e futuro. Lo spagnolo oggi gioca nel Siviglia, dove è arrivato lo scorso gennaio dal Milan.
Un anno che Suso giudica positivamente, considerata la vittoria dell'Europa League dopo aver battuto in finale proprio l'Inter.
"L'obiettivo era fare bene sia in Europa League che in Liga. In Europa League non poteva andare meglio, mentre in Liga abbiamo centrato la qualificazione alla Champions".
A frenare Suso ancora una volta sono stati gli infortuni, che spesso hanno condizionato la sua carriera anche in passato.
"La prima volta ho subito un colpo e mi sono dovuto fermare una settimana, poi ho avuto un problema agli adduttori che doveva tenermi fuori dieci giorni e invece sono rimasto fermo un mese. Ho cercato di prepararmi al meglio comunque per rientrare bene".
Quindi l'ex rossonero spiega le differenze tra Liverpool, Siviglia e Milan.
"Al Liverpool era appena cambiato il proprietario e anche al Milan ci sono stati alcuni cambi di proprietà, il Siviglia invece combatte sempre in tutte le competizioni. E' sempre un osso duro. Sai che il Siviglia lotterà sempre per vincere".
Suso racconta il suo rapporto con Lopetegui, che vorrebbe utilizzarlo in posizione più centrale.
"Ho giocato tante volte come trequartista con lui anche in Nazionale, sa benissimo che posso farlo e non avrei alcun problema. E' molto perfezionista".
Lo spagnolo ripercorre la sua carriera: dagli inizi col Liverpool fino al trasferimento in Italia, al Milan.
"Sono partito da Cadice molto giovane, avevo solo 15 anni. La mia famiglia mi ha aiutato molto. Volevo giocare a calcio e ci sono riuscito. Quando ho lasciato Liverpool ero stato operato da poco, i primi due mesi sono stati difficili. Poi in Italia è stato un periodo bellissimo, rispetto al Liverpool è più simile alla Spagna. Il calcio è più tattico, più lento e più organizzato ma sono stati cinque anni bellissimi".
Poi però è arrivata la chiamata di Monchi, che ha convinto Suso a lasciare il Milan per tornare in patria.
"Io e la mia famiglia stavamo molto bene a Milano quando è arrivata questa opportunità. Diversi anni prima c'era già stata questa possibilità e stavolta non volevo perderla".
Ora l'obiettivo insomma è conquistare definitivamente Siviglia e magari vincere ancora.
"Voglio e posso fare meglio di quanto ho fatto finora. Come squadra dobbiamo fare bene in Champions League e qualificarsi per la prossima edizione in Liga. Avversari agli ottavi? Non ho una squadra preferita, sono tutte forti, ma noi possiamo creare problemi a chiunque".




