Quarantadue giorni. Tanto ha dovuto aspettare Marko Arnautovic prima di tornare a trovare la via della rete in campionato. L’arco di tempo che va da Bologna-Fiorentina, il Derby dell’Appennino vinto in rimonta lo scorso 11 settembre nel quale fu mattatore assoluto, a Bologna-Lecce.
Nel mezzo l’inizio dell’avventura di Thiago Motta sulla panchina dei felsinei, le sconfitte contro Empoli e Juventus, il pareggio con la Sampdoria e quei problemi alla schiena che non gli hanno consentito di esprimersi sempre al meglio e che l’hanno costretto a saltare la sfida con il Napoli.
L’attaccante austriaco, trasformando il calcio di rigore che ha consentito al Bologna di aprire le marcature contro il Lecce (2-0 il risultato finale e primo successo in campionato del ciclo Thiago Motta), non solo si è sbloccato, ma si è ripreso la vetta in solitaria della classifica dei marcatori della Serie A 2022/2023.
GettyI suoi numeri parlano chiaro: il bomber austriaco ha messo a segno sette reti in dieci partite (sei delle quali nelle prime sei appunto) sin qui giocate e nessuno ha fatto meglio di lui.
Ha staccato Immobile, Lautaro Martinez e Vlahovic, che si sono spinti fino a quota sei, tenendo tra l’altro una media realizzativa migliore: un goal ogni 125’ circa, contro uno ogni 136’ del capitano della Lazio.
“Per me non significa nulla, io non guardo quella classifica - ha spiegato ai microfoni di DAZN dopo Bologna-Lecce - Per me la classifica che conta è quella della squadra”.
Reduce da una prima stagione al Bologna nella quale è già riuscito a superare la doppia cifra in campionato (quattordici reti in trentatré partite), Arnautovic sta dimostrando, varcata da tempo la soglia delle trenta primavere, di aver ormai raggiunto la piena maturazione.
I dubbi di un anno fa legati al fatto che fosse reduce da due annate vissute nel campionato cinese, sono stati spazzati via da prestazioni che gli hanno permesso di imporsi non solo come leader tecnico del Bologna, ma anche come uno dei migliori attaccanti dell’intera Serie A.
Non è un caso che il suo nome la scorsa estate sia stato accostato a quello di grandi squadre come Juventus e Manchester United, così come non è un caso il fatto che in pochi riescano a fare la differenza come lui nel massimo campionato italiano.
Del ragazzo dal carattere complicato giunto a Milano nel 2009, che in un’intera stagione è riuscito a totalizzare appena tre presenze con la maglia dell’Inter, è rimasto poco.
Arnautovic può cambiare le sorti di una partita grazie a qualità da campione vero e molte delle ambizioni del Bologna sono legate soprattutto alle sue intuizioni.
