Molti ricordano il suo nome per un fatto di cronaca che lo costrinse a chiudere definitivamente la sua avventura nel mondo del calcio, ma Gianluca Sordo può vantare una carriera di tutto rispetto con uno Scudetto e un Europeo Under 21 tra i trofei conquistati.
Centrocampista classe '69, il nativo di Carrara inizia i primi passi nelle giovanili del Torino, che lo richiama poi in prima squadra dopo la breve parentesi al Trento. In maglia granata vive per distacco il momento più significativo della sua storia calcistica con ben 152 presenze e nove reti. Proprio in questi anni arriva anche la bella soddisfazione della vittoria nell'Europeo Under 21 del 1992.
Nell'estate del '94 arriva però la prestigiosa chiamata del Milan per 5 miliardi di lire ed è proprio sotto i riflettori di San Siro che arriva al suo punto più alto: durante la stagione 95/96 si laurea Campione d'Italia accanto a campioni del calibro di Maldini, Baresi, Weah, Savicevic, Boban e Roberto Baggio.
Subito dopo viene però ceduto alla Reggiana e da qui inizia una graduale discesa verso categorie inferiori: vestirà ancora le maglie di Bari, Montevarchi, Pisa, Arezzo e Aglianese, con una breve parentesi di un anno in Francia al Cannes, sua unica esperienza all'estero.
Poco dopo il suo ritiro dal calcio giocato la vita di Sordo viene però scossa da una serata maledetta: all'esterno di una discoteca di Marina di Massa viene coinvolto in una rissa e i colpi presi al volto lo mandano in coma per quattro giorni.
Ancora oggi porta i segni di quella colluttazione, tanto che percepisce mensilmente una pensione di invalidità.
"Avrei voluto continuare a giocare, avevo 34 anni ma venni mio malgrado coinvolto in una rissa in un locale notturno a Marina di Massa e per quattro giorni restai in coma. Mi ci è voluto molto tempo per riprendermi, mi hanno anche riconosciuto l’invalidità. Mi sarebbe piaciuto rimanere nel calcio ma dopo quell’episodio sono rimasto un po’ schifato. Nessuno di tutti quelli che ho conosciuto in 20 anni di carriera s’è degnato di mandarmi anche un solo in bocca al lupo”.
Deluso da quel calcio che lo aveva consegnato nell'olimpo dei più grandi, l'ex centrocampista non si è tirato indietro nel fare nomi e cognomi di chi gli ha voltato le spalle dopo quello spiacevole episodio:
"Sono stato abbandonato, nessuno si è fatto vivo, nemmeno dopo l'incidente del 2005. Fino a che ci sono ancora dei soldi di mezzo ti chiamano, poi il buio. Ma la vita continua".
Fu in particolare Massimiliano Allegri il principale destinatario delle parole di Sordo, che fu allenato dal tecnico livornese proprio durante la sua ultima esperienza all'Aglianese:
"Non ho peli sulla lingua, di Allegri non posso parlare bene. Il caro livornese non si è dimostrata una persona corretta. Non mi chiamò mai, non mi venne a trovare, ci sono rimasto molto male. Lo incontrai a Forte dei Marmi una settimana prima che andasse al Milan e provò ad abbracciarmi, ma io non ce l’ho fatta. Questo è il mondo del calcio, a distanza di pochi mesi la gente si dimentica di te, anche se giri per ospedali".
Dal trionfo in Serie A in mezzo alle leggende del calcio italiano (giocò 12 partite nel Milan di Capello) alla pensione di invalidità: oggi Sordo ha messo alle spalle quello che è stato il capitolo più brutto della sua vita e coltiva il dolce ricordo di chi è riuscito a correre in mezzo ai più grandi.


