Jaap Stam è stato certamente uno dei difensori più forti in assoluto nel panorama calcistico mondiale tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000.
Forte fisicamente e imbattibile nel gioco aereo, era uno di quei centrali, ma all’occorrenza poteva anche agire da esterno destro, capaci di cambiare da solo l’intero volto di un reparto difensivo.
L’ex difensore olandese, in Italia ha vestito le maglie di Lazio e Milan e, in un’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’, ha svelato cosa lo spinse a trasferirsi in rossonero dopo l’esperienza nella capitale.
“Mi volevano Juve e Inter, ma scelsi i rossoneri senza pensarci. Sono cresciuto con Van Basten, Gullit e Rijkaard, non potevo rifiutare. Guardavo a destra a vedevo Kakà, Inzaghi e Nesta; a sinistra c’erano Crespo, Cafu, Maldini e Gattuso. Ancelotti era il numero uno”.
Quel Milan era una squadra di eccezionale valore.
“Il Milan è stata la squadra più forte in cui ho giocato insieme allo United, impossibile scegliere”.
Stam, ai tempi della Lazio, ha condiviso lo spogliatoio con Simone Inzaghi e proprio all’attuale tecnico biancoceleste è legato un aneddoto.
“Nel 1999 ci sfidiamo in Supercoppa a Montecarlo, Lazio-Manchester. In uno scontro con me si frattura il setto nasale ed esce. Vengono montate delle storie, poi nel 2001 arrivo alla Lazio e la stampa riprende il caso, scrivendo cose del tipo “Stam contro Inzaghi”. Non accadde nulla, solo battute. Ricordo che nello spogliatoio, i primi giorni, alcuni compagni come Mihajlovic o Nesta sfottevano Simone di continuo. “Sta arrivando Stam, occhio…”. Una storia divertente. Alla Lazio sono stato bene, in allenamento sfidavo sempre Sinisa sui calci di punizione ma vinceva sempre lui. Gli mando un forte abbraccio”.
Tra le più grandi delusioni della carriera di Stam c’è certamente la clamorosa sconfitta patita il 25 maggio 2005 dal Milan in finale di Champions League contro il Liverpool.
“Un incubo. Nel 1999 ho vinto il “treble” con lo United, ma mi chiedono sempre cos’è successo all’intervallo col Liverpool. Circolano storie da anni, tutte false. Ancelotti ci disse di tenere alta la guardia, ma subimmo 3 gol in 6 minuti e non ci riprendemmo più”.
