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Gianluca Pagliuca BolognaGetty

Due squadre retrocesse con più di 40 punti: quando la 'quota' non funzionò

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Super6 - 34 - RomaInter E' una regola non scritta, dovuta alla storia e alla leggenda. Alla realtà delle cose, calcolata. Anche nei migliori sistemi c'è però un errore, un bug che fa crollare le consapevolezze e le sicurezze ottenute in anni di lotte. Si è dimenticato il passato e arrivati lì, sembra quasi scontato mentalmente pensarci. Poi si scava e si trovano scheletri nell'armadio, aprendo le ante dell'armadio Serie A tutto quello che pensavano essere indelebile, si sgretola pian piano. Perchè la quota 40 è la quota 40. Ma sì, anche con quella si può retrocedere. Due alla volta.

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Anno domini 2005. I pianeti si allineano e creano qualcosa che con il tempo verrà dimenticata. Perchè una volta sola non conta, ad ergesi in cima sono le regole e non l'eccezione. Sono passati veramente tanti anni, abbastanza da eliminare i ricordi dalla mente delle persone. Anche perchè sia le vecchie generazioni cresciute a pane e anni '90, sia i millenials, scuotono la testa e alzano le spalle: sin da piccoli gli è stato insegnato che la quota 40 salva, o d'altra parte devono cercare sui motori di ricerca quell'evento straordinario di cui non hanno memoria.

Una Serie A quasi oscura, quella 2004/2005, perchè inserita all'interno di Calciopoli e forse per quel motivo eliminata dalla mente delle persone. L'annata successiva portà a retrocessioni, Scudetti ribaltati, punti su punti eliminati. Ma una stagione prima, il titolo venne cancellato, ma non le retrocessioni. Quelle sono ancor vive nella mente di Brescia e Bologna.

Quando si parla di Serie A equilibrata, bisognerebbe mostrare ai bambini quel campionato. Con le dovute precisazioni: Juventus vincitrice del titolo (sì, poi no), Milan, Inter e Udinese in Champions League e infine Sampdoria, Palermo e Roma in Europa League. Con il Messina tra di loro in classifica (che tempi quei tempi!). Poi, giallorossi capitolini compresi, 12 squadre. In 5 punti. Scandendo bene: c-i-n-q-u-e.

Una lotta salvezza entusiasmante, che avrebbe mandato in tilt peacemakers ancor più negli anni dei social, in cui gli aggiornamenti continui sul proprio smartphone sono routine e necessità per milioni di persone. Anche l'ultima in classifica, l'Atalanta (altri tempi), torna in Serie B con 35 punti. Che spesso bastano per salvarsi, in svariate stagioni post Calciopoli. Prima, nel pre immediato, niente da fare.

Alla 38esima giornata che si gioca il 29 maggio 2020, con il caldo in arrivo ma sicuramente non incessante come quello post-coronavirus del 2020, in cui il campionato per forza di cose si conclude a inizio agosto, più e più scontri diretti. Chi perde è finito, o quasi. Perchè si può anche subire una sconfitta, ma con lo sguardo attaccato alla pay tv e l'orecchio alla radiolina.

Prima di quel 29 maggio l'Atalanta è già retrocessa, e mancano due. La Fiorentina ospita il Brescia, il Bologna riceve la Sampdoria, Lecce e Parma si affrontano in Puglia e tutti cominciano a calcolare con tutto quello a disposizione davanti a sè i vari incastri per poter esultare anche senza vincere in maniera roboante, a fine match, o in maniera anche, per forza di cose, costruita senza eccessiva foga.

A 90 minuti dalla fine c'è Il Siena terzultimo. La Fiorentina penultima. Parma, Brescia e Bologna condividono i 41 punti. Rischiano tutte. L'unica che coglie veramente l'occasione è la squadra viola, che supera 3-0 le Rondinelle volando fuori dall'inferno della B approfittando della situazione creatasi con un mare di pareggi tra le contendenti.

Piange invece il Brescia, che conclude penultimo dopo aver assaportao la salvezza. Retrocedendo con 41 punti in un campionato a 20 squadre: non c'è trucco e non c'è inganno, solo l'eccezione già accennata che conferma la regola tanto cara a chi si appiglia alla risicata quota quaranta per giocare in scioltezza e senza patemi d'animo le ultime giornate di campionato.

Se il Brescia piange, si dispera il Bologna. Perchè anche la discesa a 41 punti sembra un po' meno 'grave' davanti ai 42 del Bologna. La squadra emiliana passa dai playout contro il Parma: lo 0-0 dell'ultima giornata contro la Sampdoria condanna la squadra di Mazzone a confrontarsi nel derny regionale per rimanere in Serie A, in virtù di un girone di ritorno davvero deludente.

Anche la Fiorentina è a 42 punti, ma classifica e risultati la tengono in Serie A grazie a Riganò e compagnia. Il Bologna vince a Parma, ma il Parma vince a Bologna. L'1-0 delle forbici è sconfitto dal sasso del 2-0, pesantissimo per una piazza grande, con successi passati ma un cuore sempre tendente alla massima serie.

Escludendo il campionato 2005/2006 esageratamente modificato nelle zone basse in virtù del ciclone Calciopoli, dal 2007 nasce la quota quaranta come ancora di salvezza. Chi la ottiene, si salva anche di un solo punto. Ma è talmente forte da spazzare via ogni paura avuta nei mesi precedenti.

Poi il livello comincia a scendere e ci si salva anche con 37 punti, lasciando interdetti giocatori di Bologna e Brescia 2005, che riguardano alla loro situazione, al presente di una Serie A molto meno equlibrata e con schiere di pro-18 squadre, scuotendo la testa inesorabilmente. Ne bastano anche 36, ne basterebbero 33. Negli anni successivi la quota 40 è quasi troppa roba, non serve neanche più raggiungerla il più delle volte. E' semplicemente la sicurezza, ma chi ama rimanere sul filo del rasoio può anche non agguantarla. Andatelo a dire alle due B di quindici anni fa.

Super6 - 34 - BresciaSpal
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