E' uno dei simboli del calcio, assoluti. Il numero di maglia è ciò che spesso rappresenta un dato giocatore, capace di creare un marchio con lo stesso o dire no ad una proposta di calciomercato per la mancata possibilità di indossare quel dato numero che lo ha accompagnato per tutta la carriera. La questione a volte è però più semplice, assegnata direttamente ai calciatori della rosa.
Allo Spezia, ad esempio, i numeri dei giocatori a disposizione di Thiago Motta, e di Italiano prima di lui, vengono assegnati dopo l'asta che coinvolge gli stessi. E' stato Daniele Verde, 10 della squadra ligure, a rivelare il curioso modus operandi in collegamento con DAZN Talks.
Verde, che in carriera ha avuto i più svariati numeri di maglia, ha spesso utilizzato la 7 prima di arrivare allo Spezia. Mai la dieci. Nella compagine bianconere, però, c'è la possibilità di utilizzare anche la più importante casacca del mondo del calcio. Basta vincere l'asta:
"Mi volevano far spendere un sacco di soldi per la dieci, volevo uccidere tutti. L'asta si fa ogni anno. Noi diciamo i numeri dall'1 in poi, in base a chi vuole quel numero si parte da 50, 100 a salire. Oppure si fa un'offerta a piacere se nessuno vuole quel numero. Quanto ho speso? Tanto..."
Partito Agoume, vecchio possessore della numero dieci allo Spezia, Verde, che nella sua prima annata bianconera (2020/2021), indossava il 31, ha provato in tutti i modi ad avere la dieci: ci è riuscito, a quanto pare mettendo pesantemente mano al portafoglio.
Tutto per il numero più ambito, attualmente sulle spalle di Verde. Difficilmente se lo lascerà scappare in futuro: una volta provato, non si torna indietro.




