"Inutile". "C'era bisogno di andarlo a pescare in Argentina?". "Non era meglio Scamacca?". "Non ha toccato un pallone". Era più o meno questo il tenore dei commenti, più o meno formali, circolati nell'intervallo del match del 'Maradona' tra Italia e Inghilterra.
La Nazionale Azzurra, spenta e sotto di due reti contro gli inglesi, era soltanto il contorno a quello che per più di un'ora ha vestito i panni del parafulmine. Parliamo di Mateo Retegui: a lui erano indirizzati infatti gli improperi del solito, ben noto, Paese di commissari tecnici.
Per carità, il tema fa sicuramente discutere. Un ragazzo il cui unico legame con l'Italia è legato alle origini di un nonno materno, che in patria milita in una squadra di media classifica e che non è mai stato preso in considerazione dalla Nazionale argentina, se non a livello giovanile, può rappresentare la soluzione ai problemi dell'attacco azzurro?
GettyQualcuno inevitabilmente ci sperava, molti altri invece erano pronti a bersagliare il 23enne di San Fernando, individuando in lui il capro espiatorio di un movimento azzurro in evidente difficoltà.
Il goal, di buona fattura, arrivato ad inizio ripresa, ha messo in parte a tacere le critiche troppo severe scaricate su Retegui durante il primo tempo, critiche che anche qualora la rete non fosse arrivata sarebbero risultate comunque ingenerose.
Retegui, infatti, in patria, segna con incredibile regolarità: 6 goal in 8 gare disputate nella stagione in corso, 25 in 35 gare se si tiene conto della stagione precedente, la sua prima con la maglia del Tigre. Nonostante questo, però, si è trovato catapultato in una realtà assolutamente nuova, con addosso una maglia mai indossata prima, con accanto dei compagni mai incontrati prima, con qualche inevitabile problema linguistico e con addosso una responsabilità enorme. A fronte di tutto questo, i deludenti primi 45 minuti non avrebbero dovuto sorprendere più di tanto.
E invece, probabilmente, c'era chi si aspettava che Retegui potesse fare la differenza sin da subito, in un contesto totalmente nuovo per lui, anche dal punto di vista tattico. Già, perché sebbene i paragoni si siano sprecati, Retegui è principalmente un uomo d'area, che ama giocare rivolto verso la porta, mentre ieri si è ritrovato a dover lottare per difendere i pochi palloni passati dalla trequarti inglese nel primo tempo: non certo la sua caratteristica migliore.
GOALNonostante tutto, però, il numero 19 azzurro è riuscito a bagnare il suo esordio con il goal, e di questi tempi per un attaccante della nostra Nazionale è già un grande traguardo. Può e deve fare di più, probabilmente. Lo farà, si spera. Ma aspettarsi di più già nella gara d'esordio era francamente ingeneroso e, fortunatamente, quel goal trovato con caparbietà ha evitato una "bocciatura mediatica" che quasi certamente sarebbe arrivata implacabile quest'oggi. Come se le colpe fossero tutte di Retegui. O del fatto che in campo, lì davanti, fosse stato scelto lui.
I problemi, purtroppo, sono tanti altri. E piuttosto Retegui può forse aiutarci a risolverne qualcuno.
