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Spalletti NapoliGetty Images

Spalletti ai saluti: "Sono un po' napoletano, con De Laurentiis nessuna divisione"

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Il ciclo di Luciano Spalletti al Napoli, si esaurirà dopo il match contro la Sampdoria. Il tecnico, in conferenza stampa, ha iniziato a congedarsi dall'ambiente azzurro tra parole dolci verso i tifosi e quelle relative al rapporto con Aurelio De Laurentiis.

"Ringrazio chi ho incontrato in questi 2 anni indimenticabili. L'abbraccio con De Laurentiis? Non voglio ci sia questa divisione, nessuno deve annullare l'altro, abbiamo lavorato benissimo. Volevo giocare un po' cancellando le insidie che si sentono nell'aria".
"In quella cena abbiamo sistemato tutto in 15 minuti, eravamo d'accordo che avrebbe comunicato lui la scelta. Non cambio idea facilmente quando prendo una decisione: lascio perchè ho dato tutto".
"Napoli è molto più dell'immaginazione, va vissuta ed allora ci si rende conto di ciò che è. Probabile sia sempre stato un po' napoletano, avevo bisogno di questi 2 anni per diventarlo del tutto. La cittadinanza onoraria mi emoziona tantissimo, mi piace pensare che tra 10 anni potrò tornare qui e ritrovare affetto".

La decisione di lasciare gli azzurri, come ammette Spalletti, non è stata affatto semplice.

"L'amore del gruppo ti fa venire dubbi, immaginandomi lontano da qui ho capito quanto sia difficile andar via. Ma è proprio per l'amore che provo, che accetto la scelta".

Per il tecnico di Certaldo, missione più che compiuta.

"Al mio arrivo il presidente ha detto che della Coppa Italia non gli interessava niente e lo abbiamo preso in parola... Bisognava tornare tra le prime 4 e risistemare i conti: in un biennio abbiamo fatto il lavoro di 4 anni. Io ho imparato ad essere imprenditore, lui più allenatore".

Sul tatuaggio raffigurante lo Scudetto.

"Me lo sono fatto per guardarlo e ricordare, sarà la mia cicatrice: in qualche stazione hanno già iniziato ad offendermi...".

Investitura pesante per Kvaratskhelia.

"Era nel recinto di quelli che potevamo prendere, noi dovevamo sostituire un giocatore importante come Insigne. Giuntoli lo tirò fuori da questi nomi, gli dissi che per me andava bene. Il presidente aveva dubbi per la provenienza e mi chiese se fossi sicuro, ma ci aveva convinto tantissimo. Lui è stato ancora più bravo nel metterci più di ciò che abbiamo visto e nell'essere professionista. Ha mostrato qualità e dolcezza nel toccare palla incredibili, dà imprevedibilità e ha fatto goal in ogni maniera. Nel modo di toccar palla si avvicina davvero a Maradona".

Spalletti, poi, apre una parentesi sulle scelte anti-Samp.

"Demme ed Olivera non si sono allenati, Mario Rui è tornato da poco. La formazione sarà simile e quella impiegata più spesso".

Chiusura sulla tragica scomparsa di Giulia Tramontano, assassinata in provincia di Milano.

"Ci hanno detto che era molto tifosa del Napoli. Si dice che gli uomini che picchiano o uccidono una donna confessano al mondo la propria vigliaccheria: quando un uomo uccide una donna la uccide più volte, uccide la vita".
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