GOALPerché 'Spadino'? Un'idea dell'ex compagno Giovanni Stroppa (artefice della rinascita Crotone), che da seguace di 'Happy Days' ai tempi del Monza trova il nomignolo che accompagna Anselmo Robbiati per l'intera carriera. Gran talento ma troppi alti e bassi, quel mancino raffinato lo eleva tecnicamente e fa aumentare i rimpianti.
Il diretto interessato, in un'intervista a 'Calcionapoli24', svela l'aneddoto da cui nasce il simpatico appellativo.
"Stroppa un giorno mi vide con un giubbotto di pelle stretto e mi etichettò Spadino, come il cugino di Fonzie. Pensavo che col tempo l'avrei perso, invece hanno continuato a chiamarmi così".
Parliamo del passato, perché oggi Robbiati ha 52 anni e si divide tra campo e scrivania a Valdarno (Eccellenza): direttore generale, dopo il ruolo di direttore tecnico del settore giovanile, un'isola felice dopo un percorso da calciatore che gli regala meno gioie di quante il talento gliene può concedere.
'Spadino' si fa notare in Brianza tra C e B e nel '93 viene scelto da Cecchi Gori per tornare subito in Serie A dopo una clamorosa retrocessione a dispetto di una rosa top.
Robbiati risponde presente, sposa la Fiorentina e ne nasce un matrimonio di 6 anni stranissimo, curioso. Il fantasista non è un pilastro ma diventa l'uomo della provvidenza, con tanta panchina accompagnata da ingressi a gara in corso decisivi. Il popolo gigliato lo soprannomina 'Sant'Anselmo', proprio perchè col suo piede riesce a risolvere partite senza partire titolare.
"Quando entravo facevo goal e assist, poi mi ritrovavo ancora in panca e mi chiedevo: 'Perchè sempre io?'. Poi ho capito che ogni allenatore ha preferenze e deve fare delle scelte".
La crescita della Viola di Batistuta e Rui Costa, però, man mano gli riduce sempre più le speranze di imporsi da protagonista e 'Spadino' volta pagina, compiendo la stessa scelta che lo portò a Firenze: sì al Napoli appena retrocesso, con l'obiettivo di diventarne l'uomo di punta.
Invece in azzurro Robbiati delude, restando fuori dai titolari e con pochi acuti: il Napoli in A ci torna, ma per lui l'avventura sotto il Vesuvio dura appena una stagione. Tracollo? Macché. Anselmo finisce... all'Inter! Moriero in Campania, 'Spadino' a Milano: uno scambio che gli regala un palcoscenico impensabile.
In nerazzurro una sola presenza in 6 mesi - 14 minuti in un ottavo di Coppa Italia contro il Lecce - e nel mercato invernale cessione al Perugia in prestito, dove Robbiati fa bene e torna alla base intenzionato a ribaltare gli scenari: peccato che le cose vadano addirittura peggio, con zero gettoni nel secondo semestre interista.
Il ritorno alla Fiorentina sa di romantico, ma i toscani sono sull'orlo del fallimento e la musica è totalmente diversa dal precedente matrimonio: poche apparizioni e addio 'bis' alla Viola seguito dal divorzio dall'Inter, con cui fallisce l'occasione della vita.
"Nonostante tutto penso sia stata un'esperienza favolosa, ho vissuto il top in ogni settore, mi sono allenato con gente del calibro di Zanetti, Jugovic e Blanc ma purtroppo non con Ronaldo: si fece male al ginocchio quando ero lì".
Ancona, Grosseto, di nuovo Monza e Como rappresentano brodini caldi, mentre l'ultima tappa a Valdarno - dove Robbiati raggiunge un altro talento italiano a fine carriera come Enrico Chiesa in C2 - fa da antipasto ad un menù meno 'stellato' ma più sostanzioso.
Tre anni da calciatore, ritiro a 39 primavere e un feeling con Figline che prolunga una 'love story' ad oggi lunga 16 anni: panchina, poltrona da ds, guida per i giovani e ora il ruolo di direttore generale del Valdarno. 'Spadino' è ancora in pista.




