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Spadafora sulla ripresa del campionato: “Sentiero sempre più stretto”

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Sembra farsi in salita la strada che porta alla possibile ripresa dei vari campionati di calcio in Serie A. Nonostante molti club stiano spingendo per tornare in campo con le giuste condizioni di sicurezza, sono ancora molte le problematiche da superare.

Lo si evince dalle parole del Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora che, parlando ai microfoni di Omnibus su LA7, ha fatto il punto della situazione.

“Oggi e domani ci saranno audizioni tra FIGC e il Comitato Tecnico Scientifico sul protocollo medico da seguire. Quello presentato dalla FIGC non era sufficiente ed è per questo che non abbiamo consentito la ripresa degli allenamenti già il 4 maggio. Ripresa degli allenamenti non vorrebbe comunque automaticamente dire anche ripresa del campionato”.

Il Ministro è parso pessimista riguardo un ritorno in campo in tempi brevi.

“Vedo un sentiero sempre più stretto. L’unica alternativa all’incertezza che oggi c’è sarebbe quella di seguire la strada già intrapresa da altri Paesi. Se io fossi nei presidenti delle società di calcio, penserei a organizzarmi per riprendere in sicurezza il nuovo campionato che dovrà partire a fine agosto. Consiglierei un piano B”.

Nella giornata di martedì è arrivata la notizia dello stop della Ligue 1.

“La Francia ha deciso di fermarsi e non è stato l’unico Paese a farlo. Si tratta di una scelta importante che potremmo anche seguire, se dovesse diventare una linea europea”.

Lotito ha criticato le ultime decisioni del Governo, spiegando come paradossalmente i giocatori possono allenarsi in parchi pubblici, ma non nei centri sportivi dei club.

“Spero che nelle sue parole ci sia anche un pizzico di ironia, noi non potevamo riaprire subito a tutti. Il Comitato Tecnico Scientifico ci ha detto di ricominciare contingentando i numeri e quindi abbiamo dovuto fare delle scelte. Il protocollo pensato dal mondo del calcio non era sufficiente. Ad oggi non posso dire se a metà giugno si tornerà a giocare”.

Secondo Spadafora, potrebbero essere gli stessi club a chiedere uno stop.

“Leggendo certe dichiarazioni, potrebbe esserci una maggiora dei presidenti pronta a chiedere una sospensione per preparare al meglio il prossimo campionato”.

In base a quanto riporta 'La Gazzetta dello Sport' invece gli stessi club non vedrebbero più nel Ministro l'interlocutore ideale e vorrebbero aprire un dialogo direttamente col Presidente del Consiglio, anche perché riprendere gli allenamenti senza avere la certezza che il campionato riparta sarebbe solo un costo in più per le società di calcio.

Infine Spadafora dà una risposta alle critiche ricevute negli ultimi giorni.

“Da Ministro sarei un pazzo a demonizzare il calcio e la Serie A, portano denaro a tutto il sistema sportivo. Il fatto è che se non ci sarà sicurezza saremo costretti a fermarci. E’ assurdo che ci siano tre o quattro presidenti che non capiscono questa cosa. Tra l’altro non sappiamo nemmeno se ci siano tamponi a sufficienza. Non dimentichiamoci che all’inizio della pandemia c’è chi non si è voluto fermare e poi abbiamo visto quante squadre sono finite in quarantena. Entro pochi giorni comunicheremo se il protocollo per gli allenamenti sia attuabile e poi, dati alla mano, decideremo sull’eventuale ripresa”.

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