E' la notte dell'Inter. I nerazzurri tornano a disputare un ottavo di finale di Champions League a distanza di dieci anni dalla doppia sfida che sfociò nell'eliminazione nerazzurra per mano del Marsiglia.
Era il 13 marzo 2012 e in campo c'era anche Wesley Sneijder, uno degli eroi del Triplete interista concretizzatosi esattamente due anni prima di quell'ultimo atto tra le migliori sedici del continente.
L'ex trequartista olandese, appena entrato nella Hall of Fame del club, ha parlato a 'La Gazzetta dello Sport' proprio per analizzare l'ormai imminente confronto tra la squadra di Inzaghi e i Reds:
"Sarà una gara molto intensa, di stampo europeo, l’Inter dovrà essere brava a reggere i ritmi della squadra di Klopp. Il Liverpool ha un organico più collaudato, più abituato a questo tipo di partite. Inzaghi sta lavorando solo da quest’anno. Ma la sua impronta è netta, decisa".
L'impatto di Simone Inzaghi nel mondo Inter:
"Inzaghi mi piaceva da calciatore. Ma come allenatore lo apprezzo molto di più. Un predestinato, non è arrivato all’Inter in un momento semplice, aveva tutto da perdere dopo lo Scudetto dello scorso anno. E invece tutto gli riesce facile. Credo che la sua più grande dote sia l’umiltà: lo si capisce dal modo in cui è stato percepito dal gruppo dopo Conte. Pare esser nato per fare il tecnico. Farà grandissime cose con l’Inter, ne sono certo".
Il peso specifico di Hakan Calhanoglu all'interno dell'undici nerazzurro:
"Hakan è uno dei segreti di questa Inter: lo reputo un fuoriclasse, ha i colpi per decidere da solo una partita. Il Liverpool farà bene a controllarlo da vicino".
A proposito di connazionai, invece, c'è spazio anche per una breve analisi sulla stagione di Dumfries e De Vrij:
"Dumfries? È uno dei migliori nel ruolo in circolazione, con l’Olanda ha giocato grandi partite. Si vede da lontano che è un campione. E si vedeva pure prima, doveva solo capire la Serie A. Stupirà ancora di più".
Sul centrale orange:
"La sua forza è la professionalità. Sa lui prima di tutti gli altri dove ha sbagliato. Ma sa pure che nel calcio possono esserci momenti di alti e bassi. L’importante è saperli gestire. E lui ne uscirà da campione".
I riflettori saranno inevitabilmente puntati su Edin Dzeko:
"Dzeko è come Ibrahimovic: l’età non conta, conta solo quello che dimostri in campo. Il bosniaco è una fuoriserie. E può fare la differenza anche fino a 40 anni".
Con 14 goal in 32 partite, il bosniaco è il miglior realizzatore nerazzurro in questa prima parte di stagione annoverando nel conteggio Serie A, Coppa Italia e, appunto, Champions League.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)



