"Questo è un mercato in cui sostituire un attaccante è più difficile rispetto ad un difensore. La difesa è il reparto in cui saremo costretti ad agire. Stiamo pensando a valide alternative nel caso in cui Skriniar dovesse partire. Bremer farebbe comodo a diverse squadre di vertice, su di lui sono poste tutte le nostre attenzioni".
La necessità di chiudere la campagna trasferimenti in attivo è nota da tempo in casa Inter ma, a generare più di una domanda, era il nome del famoso sacrificabile, di colui che avrebbe dovuto essere immolato sull'altare del bilancio per garantire la tanto declamata sostenibilità e, di pari passo, anche la continuità nei risultati sportivi.
Le ultime dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Marotta hanno il sapore di una bomba ad orologeria, sganciata nel mare dei dubbi e pronta a detonare da un momento all'altro: alla luce di tutto ciò, è dunque giusto considerare Milan Skriniar come il 'prescelto' per la cessione, dolorosa per tutti i tifosi nerazzurri ma essenziale per rientrare nel business plan stilato dalla società.
Lo slovacco si è 'guadagnato' lo status di partente col passare delle settimane, dopo i rumors su un possibile addio dell'amico e compagno di reparto, Alessandro Bastoni, oggetto del desiderio dell'ex Antonio Conte al Tottenham. L'interesse del tecnico salentino ben si sposava con l'ammirazione nutrita a sua volta da Simone Inzaghi, che ha già fatto presente al club l'intenzione di non rinunciare al giocatore cresciuto nel vivaio dell'Atalanta.
Convinzione avvalorata dai numeri dei due difensori nell'ultimo campionato, dal rendimento offerto dalla squadra con o senza di loro in campo dal primo minuto: Skriniar è sceso in campo in 35 occasioni, 23 delle quali sono state vittorie dell'Inter (65,7%) che, nelle tre gare in cui l'ex Sampdoria non è stato impiegato, non ha mai perso e non ha mai subìto goal.
Aumenta fino al 69% la percentuale di successi dell'Inter quando Bastoni è stato schierato tra i titolari: 20 vittorie di fronte a 7 pareggi e 2 sconfitte. Nove invece le volte in cui i nerazzurri hanno dovuto fare a meno del classe 1999: in questo caso i successi scendono a 5 (55,7%), con una media di goal subiti a partita che si attesta su un valore di 1,2.
La posizione di Bastoni è inoltre rafforzata dal concetto di insostituibilità che si lega alla perfezione alla sua figura: difficile, infatti, trovare un altro braccetto difensivo sinistro con un mancino raffinatissimo, capace di sganciarsi all'occorrenza per partecipare attivamente alla fase offensiva. Non proprio il punto forte di Skriniar, un maestro nell'uno contro uno e negli scontri fisici che un altro profilo come Bremer potrebbe sostenere benissimo con risultati molto simili.
A giocare a sfavore dello slovacco vi sono anche l'età (è quattro anni più vecchio di Bastoni) e la scadenza più imminente del contratto (prevista nel 2023); come il compagno di reparto, è in grado di garantire al club una cifra cospicua, individuata dall'Inter in 80 milioni, motivo di profonda riflessione per il PSG che sta decidendo se rilanciare la propria offerta per avvicinarsi in maniera decisiva ai desiderata nerazzurri.
Insomma, tra le due l'una: l'addio di Skriniar sarebbe un boccone amarissimo da ingerire per i tifosi, ma più funzionale alle disposizioni tattiche di mister Inzaghi. Il tutto in attesa, ovviamente, dei grandi colpi che arricchiranno un attacco dalla portata atomica.
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