Due prime punte di lusso per chi lotta solamente per rimanere aggrappato con le unghie e con i denti alla Serie A. Due prime punte necessarie per chi deve ancora stupire nell'anno del centenario. Perchè dopo i sogni di Champions ed Europa League il Cagliari è stato affossato, deciso a migliorarsi nella nuova annata. Come farlo? Avendo una formazione titolare importante e ricambi che valgano gli stessi. Se uno partirà dal 1' in maniera continua, o almeno inizialmente, l'altro dovrà per forza di cose rincorrere. Parliamo di Giovanni Simeone e Leonardo Pavoletti.
Simeone e Pavoletti, Pavoletti e Simeone. Accumunati da un passato al Genoa in cui non hanno mai condiviso il campo e dall'essere al Cagliari di Di Francesco. Che significa una cosa sola, almeno di evoluzioni tattiche di uno dei due: con il 4-3-3 netto del nuovo tecnico rossoblù, solo uno potrà essere al centro dell'attacco. Dunque chi parte avanti nelle idee dell'ex Roma? L'argentino.
Sì perchè dopo un finale di annata da urlo sotto Zenga, Simeone si è conquistato a suon di goal, e sfrenata corsa grintosa presa da quel Cholo del padre, la maglia da titolare. Pavoletti è invece scivolato via tra voci e polemiche, indiscrezioni di calciomercato e due grossi infortuni che l'hanno riportato in campo piano piano negli ultimi minuti stagionali. Troppo poco per riprendersi quella maglia che nel 2018/2019 era sua senza se e senza ma.
Simeone è Pavoletti, perchè Simeone è arrivato per Pavoletti. Dopo l'infortunio nell'estate 2019, alla prima contro il Brescia, il Cagliari si mosse in fretta e furia per portare il figlio d'arte in città, riuscendoci e scoprendo un bomber e non solo una trottola impazzita in mezzo al campo. Un bomber esploso nel 2020 definitivamente, conquistando la maglia da titolare.
Per meriti, mentre Pavoletti rimaneva ai box, Simeone parta avanti all'ex Napoli, per diverse settimane al centro delle voci di calciomercato, prima che queste venissero spazzate via dalla società. Ma occhio al calciomercato in chiusura solamente ad ottobre, con la Serie A bella che iniziata e il Cholito dal 1' nella mente di Di Francesco. Opportunità e voglia di riscatto da titolare possono muovere le acque.
Perchè Pavoletti, ora come ora, non è sicuramente il titolare del Cagliari, punto. Ha bisogno di esterni d'attacco che fanno del cross per la prima punta l'unica ragione di vita, con Pereiro, Sottil e Joao Pedro, nuovamente sulla fascia dopo essere stato la prima punta o l'aiuto attaccante sotto Maran, non proprio famosi per tale caratteristica.
L'unico modo per vedere entrambi in avanti sarebbe il 3-5-2 con cui il Cagliari ha pareggiato in amichevole contro la Roma, ma tale formazione è stata figlia di prove amichevoli, con pochissima, ma proprio poca, soluzione di continuità: Di Francesco è legato a doppio filo al 4-3-3, che sa evolversi durante la gara, ma senza schiodarsi realmente da tali posizioni.
Pavoletti non può giocare sulla fascia e nonostante Simeone faccia continuamente il lavoro sporco neanche lui ha mai giocato esterno d'attacco, o quasi: l'ha fatto a inizio carriera in Argentina per una manciata di gare, ma il suo ruolo è sempre quello di prima punta, in ogni caso. Stravolgere la sua natura all'improvviso appare irreale.
Ora come ora Simeone non ha dubbi nell'essere il favorito per essere la prima punta titolare del Cagliari, grazie alla crescita sotto porta, a quel cinismo che Zenga gli ha insegnato dopo averlo allontanato dalla corsa esagerata, causa di troppi errori sotto porta. In un modo parallelo, senza infortuni, calciomercato ed esterni poco propensi al cross come arma principale, lo è Pavoletti. Ma non in questo.
Simeone sembra essere la punta di Di Francesco, che segna e fa il lavoro sporco. Pavoletti parte dietro per la sua abilità nell'essere letale di testa, a gara in corso dunque, per recuperare o fissare il risultato. L'attualità può cambiare da un momento all'altro, in ogni caso: l'improvvisazione plasma la realtà.


