Lunga intervista de 'La Gazzetta dello Sport' a Paolo Scaroni, nuovo presidente del Milan che espone i piani della società rossonera per l'imminente futuro e non rinuncia a punzecchiare quella Juventus appena affrontata domenica scorsa.
"E’ l’unica società che si è messa a percorrere la strada dei club inglesi. È un modello, certo. Ma lo dico anche se Agnelli non condividerà: vincere sette scudetti di fila è un bellissimo record, ma ormai i titoli nazionali perdono peso in favore delle competizioni europee.
In Cina o in Brasile guardano le coppe più che i campionati. Per questo preferisco un Milan qualificato tre volte in Champions piuttosto che vincere uno scudetto", sottolinea Scaroni.
Il presidente poi chiarisce: "In tutte le carte del nostro business plan di quest’anno non prevediamo la Champions. L’anno prossimo sì, se non la centrassimo servirebbe un piano B".
Intanto la prossima settimana il Milan si presenterà di nuovo davanti all'UEFA: "Vado in Svizzera lunedì, l’audizione sarà martedì mattina alle nove e mezza. Sul fatto che nel periodo tra il 2014 e il 2017 la società abbia violato i vincoli del Financial Fair play entrambe le parti concordano.
Va solo stabilita una sanzione proporzionata alla colpa, come ha chiesto il Tas di Losanna. L’analisi del bilancio futuro è uno step successivo e avverrà in primavera. Elliott ha un disegno di ampio respiro da realizzare in 3-5 anni. Non ci sono trattative, zero, nessun socio in vista e nemmeno lo si cerca".

Ecco perché il calciomercato del Milan avrà dei rigidi paletti: "Oggi è inutile comprare perfino Messi, se poi ti possono vietare di farlo giocare. Bisogna puntare sui giovani, crescerli a zero euro e rivenderli a 30-40 milioni è il modo migliore per realizzare profitti che poi ti permettono di fare altri acquisti. E i tifosi capirebbero".
Questo però non impedisce di sognare: "Ibrahimovic sarà libero di scegliere la sua nuova squadra. È un giocatore fantastico. Sul mercato però non decido io. E il mio giocatore preferito in assoluto ce l’ho già in squadra: Suso".
Infine il presidente Scaroni difende Higuain e Gattuso: "Salvini ha espresso un parere durissimo ma ha parlato da tifoso. Higuain è normalmente piuttosto nervoso, con la Juve a maggior ragione. E dopo aver sbagliato un rigore cruciale era nervoso al quadrato. Guardo all’episodio da due diversi punti di vista.
Da quello negativo parliamo di un professionista di 30 anni e non di 18, deve sapersi trattenere. Da quello positivo, e il ricorso viene da qui, non ha insultato nessuno, ha controllato meglio la sua lingua del suo corpo.
Oggi il Milan va più forte dell’anno scorso e Gattuso ha fatto meglio del suo predecessore. Conte? io non l’ho mai sentito menzionare da nessuno. E personalmente non ho nemmeno il suo numero di cellulare".





