Maurizio Sarri è uno degli allenatori italiani più apprezzati in assoluto. Dopo una lunghissima gavetta è riuscito ad imporsi anche ad alti livelli e lo ha fatto proponendo un gioco tanto offensivo quanto spettacolare.
Considerato un perfezionista assoluto, il tecnico della Lazio ha studiato il calcio in tutte le sue sfaccettature, ma non è l’unico sport che ama. Intervistato da ‘Eurosport’ ha infatti svelato che il ciclismo è stato uno dei suoi primi amori e che è stato più bravo da ciclista piuttosto che da calciatore.
“La passione per il ciclismo c’è da sempre. A casa mia era pane e ciclismo. L’anomalia semmai è stata il calcio. Ero un buon ciclista ed un mediocre giocatore, anzi quando andavo a correre sentivo di avere una responsabilità perché in casa mia erano tutti ciclisti e dovevo vincere”.
Il suo idolo di sempre è Francesco Moser.
“La fulminata totale per il ciclismo me l’ha data Francesco Moser. Io giocavo e cercavo di calcolare le ammonizioni per essere squalificato il giorno in cui corretta la Parigi-Roubaix. L’ho seguito con una passione enorme. Lo trovai una mattina in Versilia, lui si era da poco operato ed era al suo primo anno di professionismo, ero in bicicletta, lo vidi passare e mi misi per qualche chilometro dietro lui. Lo avevo già seguito quando era dilettante e correva in Toscana: mio padre diceva che c’era un ragazzo forte che correva per il Bottegone. Rimarrà un idolo per tutta la vita”.
Il calcio di Sarri viene spesso definitivo Sarrismo, mentre nel ciclismo spesso si parla di Landismo. Mikel Landa è diventato uno dei ciclisti per il suo modo di correre istintivo ed estremamente emozionante che però l’ha portato ad ottenere risultati meno importanti di quelli che avrebbe potuto conseguire.
“Landismo e Sarrismo sono due filosofie bellissime, ma quasi sempre perdente. Il bello è il viaggio, non la meta. A noi piace il viaggio, poi se la meta è la vittoria bene ma non è la sola cosa che conta”.
Sarri si è anche soffermato sulla differenza tra il Tour de France ed il Giro d’Italia.
“Il Tour è come la Premier, il Giro è la Serie A. C’è uno strapotere economico difficile da colmare”.


