La vittoria dell'Olimpico permette alla Juventus di agganciare la Lazio e restare in scia alle prime ma nella serata di Roma le scintille non sono mancate. Protagonista assoluto Maurizio Sarri, ex dal dente avvelenato oggi sulla panchina biancoceleste.
Il tecnico davanti ai microfoni ha infatti protestato soprattutto per il primo rigore assegnato alla Juventus, definendolo "un rigorino che si dà solo in Italia" e parlando a chiare lettere di "follia del VAR". Ma non solo.
Nel mirino infatti è finito pure il calcio di Allegri nell'eterna disputa tra giochisti e risultatisti, con Sarri che al termine della partita ha punzecchiato il collega sottolineando l'atteggiamento passivo della Juventus.
"Hanno giocato con un 4-5-1 basso. Avevano 7-8 giocatori sotto la linea. Per la mole di gioco ci è mancato essere più pericolosi. Hanno vinto da Juve. Il rigore per il vantaggio, la fase difensiva bassa, bella, solida, e il contropiede. E’ il modo in cui negli ultimi anni hanno vinto partite e campionati. La partita si è risolta per quell’episodio del rigore, abbiamo chiuso con il 77% di supremazia territoriale, è un dato importante".
Il tutto mentre Allegri, intervistato da 'DAZN', ha preferito glissare sulla presunta sfida con Sarri.
"Io mi diverto, voi volete così, vi racconto le cose al contrario di quelle che penso, così almeno siete così tutti contenti, vi divertite e a me va bene. Non è questione di corto muso, Sarrismo, a parte che giocava Juve-Lazio e non giocava Allegri contro Sarri, poi qual è l'allenatore a cui non piace giocare. Poi ci sono anche gli avversari, la forza degli avversari. Il calcio è anche strategia, c'è un momento dove devi tenere la palla, un momento in cui serve fare il contropiede, il momento in cui devi difendere, la partita non è scritta su un protocollo, quello che succede dal primo al novantesimo. Diciamo che siamo molto contenti, credevo che la Lazio tenesse il pallone per il 70-80%, invece siamo stati bravi ad avere il 46% di possesso palla, almeno lì siamo un pochino migliorati".
