Quando lo scorso 1° luglio il Manchester United ha annunciato al mondo di aver trovato un accordo con il Borussia Dortmund per il trasferimento di Jadon Sancho, sono stati in molti a pensare che quello messo a segno dai Red Devils potesse essere uno dei colpi più importanti dell’intera sessione di calciomercato estiva.
FANTACONSIGLI LIVE SU TWITCH
Segui e commenta sul nostro canale, in diretta ogni venerdì dalle 17 con BonUSMalus: tutti i consigli per il fantacalcio.
A disposizione di Ole Gunnar Solskjaer veniva infatti messo un ragazzo di 21 anni universalmente considerato uno dei più grandi talenti del pianeta. Un talento di caratura tale da meritare un esborso superiore agli
85 milioni di euro
per l’acquisto del suo cartellino.
Nel momento stesso in cui si è trasferito allo United, Sancho è diventato non solo uno dei giocatori più costosi di sempre, ma anche uno degli uomini attorno al quale costruire quel progetto che dovrebbe presto consentire ai Red Devils di tornare ai fasti di un tempo.
Sul fatto che l’attaccante londinese cresciuto nel quartiere di Kennington abbia qualità da vendere non ci sono dubbi e la cosa è stata ampiamente dimostrata nel corso degli anni che ha vissuto da grande protagonista in Germania.
Approdato al Borussia Dortmund, uno dei club più abili in assoluto nello scovare giovani talenti da plasmare, nell’estate del 2017 a fronte di un esborso di 8 milioni di euro, Sancho, che è cresciuto calcisticamente nel Watford prima di trasferirsi nel 2015 nell’’academy’ del Manchester City, con la maglia dei ‘gialloneri della Ruhr’ si è imposto al punto di diventare uno dei giocatori più forti della Bundesliga.
I suoi numeri in terra tedesca parlano di 54 goal e qualcosa come 67 assist in 140 partite, ovvero abbastanza da farlo diventare appunto uno dei giocatori più ambiti in assoluto.
L’operazione conclusa dallo United aveva quindi una sua logica, peccato che sin qui il campo abbia raccontato di un ‘colpo a salve’. I primi mesi di Sancho al Manchester United sono scivolati via tra appena 342’ in campo in Premier League suddivisi in otto partite, 132’ in Champions League ed una sola gara giocata per tutti i 90’: quella di Carabao Cup persa contro il West Ham a fine settembre.
Di fatto, nei suoi primi 564’ da Red Devil, Sancho ha alternato pochi sprazzi da campione a diversi passaggi a vuoto, tanto che al momento il suo ‘score’ parla di zero goal segnati e zero assist sfornati.
A rendergli più complicate le cose è stato probabilmente anche il ritorno di Cristiano Ronaldo a Manchester. Quando Sancho è stato acquistato, il colpo CR7 non era ancora in programma e l’asso lusitano, nel tornare a calcare il manto erboso dell’Old Trafford, non solo ha dimostrato di poter reggere ancora benissimo i ritmi della Premier, ma si è fin da subito imposto come leader tecnico (e non solo) della squadra.
Con un Cristiano Ronaldo praticamente intoccabile nell’undici titolare, per Sancho lo spazio si è ben presto ridotto e la cosa si è tradotta in sempre meno campo e sempre più panchine.
“Ogni volta che scelgo dei giocatori da mandare in campo - ha spiegato Solskjaer- commetto un crimine, perché ce ne sono sempre diversi che vengono esclusi. Jadon si allena bene, ha un’ottima attitudine e molti anni da calciatore davanti a lui”.
Giocare in Premier League è evidentemente diverso dal giocare in Bundesliga ed il percorso di adattamento non è stato ancora completato. Inutile dire che ci si aspettava di più e anche la recente mancata convocazione per gli impegni dell’Inghilterra (lui ha fatto parte del gruppo che ha preso parte a Euro 2020) da questo punto di vista parla chiaro.
Come spiegato da Soslkjaer, il tempo per imporsi anche a Manchester certamente non gli mancherà, ma diventare una stella di prima grandezza dello United richiederà evidentemente qualche sforzo in più, soprattutto in virtù del fatto che attualmente nelle gerarchie sembra aver perso terreno nei confronti non solo di Ronaldo, ma anche di Cavani, Greenwood, Rashford e Lingard.
Intanto gli oltre 80 milioni spesi hanno portato in dote zero goal e zero assist ed è anche per questo che in Inghilterra in molti si stanno iniziando a chiedere se lo United abbia realmente fatto un affare.
