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Sanchez InterGetty

Sanchez non convocato per Inter-Monaco: addio sempre più vicino

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E' soltanto un'amichevole estiva, che però al suo interno racchiude tante dinamiche di mercato da non sottovalutare: stasera, a Ferrara, l'Inter sfiderà il Monaco senza Alexis Sanchez, non partito con la squadra alla volta della città emiliana così come Milan Skriniar, anch'egli alle prese con un possibile divorzio (è atteso il rilancio dell'offerta del PSG) e con un problema fisico che si trascina da alcune settimane.

Il caso del cileno è un po' diverso e si incrocia direttamente con l'intreccio relativo a Paulo Dybala, 'parcheggiato' in attesa che il reparto offensivo dell'Inter diventi meno caotico: l'impressione è che la sola separazione da Sanchez non possa bastare per avere il via libera per la 'Joya', e che un altro tra Dzeko e Correa debba fare le valigie. L'unica cosa certa è che l'ex Udinese non rientra nei piani del progetto tecnico di Simone Inzaghi e questa esclusione non fa che confermarlo.

La trattativa, a questo punto, è soltanto sulla buonuscita da concedere al giocatore per risolvere il contratto da 7 milioni in scadenza tra un anno, firmato nel 2020 in occasione del trasferimento a titolo definitivo (e gratuito) dal Manchester United, dopo una prima stagione in prestito che aveva convinto Marotta e soci ad optare per una sua permanenza a Milano.

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per il raggiungimento di un accordo, necessario alla luce delle ambizioni di Sanchez che ha rifiutato diverse offerte da club di seconda o terza fascia, convinto com'è di meritare una chance ad un livello più elevato nonostante un'età non più florida (a dicembre le primavere saranno 34).

Si appresta così a chiudersi un'avventura iniziata nel 2019 e contraddistinta da parecchi incidenti di percorso: come l'infortunio rimediato in nazionale subito dopo lo sbarco a Milano, che aveva condizionato negativamente la prima parte della stagione 2019/2020 con Antonio Conte in panchina. Sanchez ha saputo rialzarsi, salendo in cattedra grazie alla sua classe e l'abilità nel fornire assist più che mettere a referto goal, guadagnandosi così il ricco contratto e una riconferma che ad un certo punto appariva complicata.

Il ruolo di attaccante di scorta gli è però sempre andato un po' stretto: l'insofferenza è venuta ufficialmente a galla subito dopo il triplice fischio della Supercoppa Italiana del 12 gennaio scorso, decisa proprio da una sua rete all'ultimo secondo che ha condannato la Juventus. Celebre l'intervista in cui rivendicava un posto tra i titolari, il minimo per "un leone in gabbia che sta male quando non riesce ad offrire il proprio contributo".

Paradossalmente, l'annata 2021/2022 è stata la migliore dal punto di vista realizzativo con 9 goal siglati, ma non esente da cocenti delusioni a livello personale: alla mente va subito l'espulsione per somma di ammonizioni ricevuta ad Anfield contro il Liverpool, dove è arrivata una vittoria 'mutilata' proprio dall'impossibilità di giocare l'ultima mezz'ora in parità numerica, peraltro ininfluente ai fini della qualificazione, conquistata dai 'Reds' in virtù dello 0-2 di San Siro nel primo atto degli ottavi di finale di Champions.

Gioie e dolori nella triennale parentesi interista di Sanchez, destinata a non avere un seguito: il futuro potrebbe chiamarsi Flamengo, la nuova squadra dell'amico Vidal che lo aspetta a braccia aperte in Brasile. A patto che cambi la volontà di Sanchez di strappare un contratto in un top club europeo, dove ormai non sembra più esserci spazio per lui.

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